Il Tirreno

La sentenza

Massa, morì a 25 anni nello schianto in moto: il fondo vittime della strada risarcirà la sua famiglia

di Pietro Barghigiani

	Lorenzo Facchinetti
Lorenzo Facchinetti

Il giovane fu travolto da un’auto senza assicurazione. Conto di oltre 400mila euro

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MASSA. Un’auto senza assicurazione, un giovane in moto che impatta contro il veicolo entrato in strada senza dare la precedenza. Cade a terra e finisce la sua corsa contro un “panettone” in cemento. Non sembra gravissimo, poi le lesioni interne e un trauma toracico spengono ogni speranza e nel giro di un paio di ore si passa dalla speranza alla tragedia.

Lorenzo Facchinetti aveva 25 anni quando la sera del 18 maggio 2016 sul lungomare di Massa concluse la sua esistenza lasciando nella disperazione amici e familiari.

Il conducente della Smart, l’auto priva di copertura assicurativa, nel frattempo ha patteggiato per omicidio colposo.

In parallelo era stato aperto il fronte dei risarcimenti sul quale ora viene scritta una seconda puntata con la sentenza della Corte d’Appello di Genova che, con minime modifiche, conferma il contenuto del verdetto di primo grado pronunciato dal Tribunale di Massa.

Il Fondo nazionale di garanzia per le vittime della strada dovrà risarcire con 300mila euro la madre di Lorenzo e con 115mila la nonna. Alla somma vanno aggiunti gli interessi e le spese legali.

Ex studente dell’istituto professionale alberghiero “Minuto”, Facchinetti faceva il bagnino e dava una grossa mano al sostegno familiare, un particolare che ha inciso nel calcolo del risarcimento come contributo venuto a mancare alla famiglia.

Era in sella alla sua Harley Davidson quando il destino lo fece incrociare con la Smart che, senza dare la precedenza, si era immessa nel flusso del transito stradale nella stessa direzione della moto.

La collisione non lasciò scampo al motociclista, la cui andatura, secondo le consulenze tecniche era di poco superiore al consentito, e nel ristoro dei danni ha avuto un venti per cento di concorso di colpa. Ma dinamica e responsabilità primaria non sono mai state messe in discussione nelle sentenze, nonostante il tentativo di coinvolgere il Comune come ente custode della strada.

Facchinetti non aveva perso conoscenza dopo lo scontro. Al medico dell’ambulanza diceva di avere dolori ovunque. E proprio mentre lo stavano visitando aveva avuto un aggravamento che lo aveva portato alla morte in ospedale. l


 

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