Massa, il Noa eccellenza per il punto nascita: il rapporto Agenas sull'ospedale
In 15 anni nel reparto sono nati 23mila bimbi. Il reparto si dimostra attrattivo: il 20% delle donne che scelgono di partorire qui vengono dalla Liguria
MASSA. Nuovo Ospedale delle Apuane si conferma uno dei punti nascita più avanzati della Toscana, capace di attirare future mamme anche da fuori regione. A dirlo non è solo l’alto numero di parti registrati ogni anno, ma anche l’ultimo rapporto Agenas 2025, che colloca il Noa tra le strutture con i migliori livelli di appropriatezza e qualità assistenziale nell’area materno-infantile. Un risultato che premia un reparto che, nell’Asl Toscana nord ovest, è da anni quello con il maggior numero di nascite, con quasi 23 mila bambini venuti alla luce in quindici anni: solo nel 2024 i parti sono stati 1.220 e nel 2025, al 20 novembre, era già stata superata quota mille.
Agenas valuta la qualità dell’assistenza alla nascita attraverso indicatori come il ricorso al taglio cesareo primario, il numero di parti vaginali dopo un precedente cesareo, la gestione delle gravidanze a rischio e la capacità del reparto di garantire sicurezza clinica anche nelle situazioni più complesse. E nel documento il Noa rientra tra le strutture di livello molto elevato, cioè quelle che presentano bassi tassi di cesareo non necessario, un uso appropriato dell’episiotomia, un buon ricorso al parto naturale e una gestione organizzativa in linea con i migliori standard nazionali.
«Questo riconoscimento di Agenas ci ripaga dell’impegno di tutto lo staff» spiega il dottor Roberto Marrai, primario di ginecologia al Noa e coordinatore dei punti nascita dell’Asl Toscana nord ovest. «Il nostro obiettivo è valorizzare l’evento gravidanza-parto come qualcosa di naturale, garantendo però tutta la sicurezza che solo un ospedale può assicurare». Un’impostazione che, spiega Marrai, va di pari passo con l’evoluzione dell’età media della prima maternità (30-35 anni) che porta infatti a un aumento delle gravidanze a rischio. «Crediamo che il parto vaginale rappresenti il modo migliore per venire al mondo. Motivi biologici e clinici lo dimostrano». In tal senso, «la riduzione dei cesarei non è una scelta economica, ma una scelta di salute. Naturalmente siamo pronti a intervenire quando serve; in pochi minuti un quadro fisiologico può diventare patologico, e la nostra équipe è addestrata a reagire 24 ore su 24».
L’equipe
Il reparto del Noa conta 86 professionisti: 24 ginecologi, 40 ostetriche, 8 infermieri e 14 oss. Una squadra che garantisce attività anche all’Opa, dove è attiva la “settima sala parto” per donne gravide con bambino cardiopatico, o viceversa. «Quello che sembra un grande numero di personale in realtà copre due strutture e una casistica molto complessa», aggiunge Marrai.
I numeri
Nonostante il calo delle nascite a livello nazionale (il cosiddetto “inverno demografico”) il Noa continua a registrare dati sostenuti: nel 2024 i nati sono stati 1.228, lo scorso 20 novembre si era già superata quota mille. Certo, nell’ormai lontano 2011 i nati a Massa erano più di 1.800; ciononostante, il calo a Massa si sente meno che altrove. Tant’è, spiega Marrai che coordina anche gli altri punti nascita della Toscana nord ovest, «siamo da sempre il punto nascita con il maggior numero di parti l’anno. Ad esempio, dal 2010 ad oggi sono nati 23.000 bambini a Massa. Nel 2025 in un’occasione abbiamo fatto dodici parti in 36 ore». Non tutti sono massesi, o toscani. «Circa il 20% delle mamme arriva dalla Liguria: molte provengono da La Spezia, dove il personale è stato ridotto e alcune professionisti si sono trasferiti da noi. Questo ha creato un effetto di trascinamento, oltre al fatto che il Noa è un ospedale moderno, con macchinari rinnovati».
Gli investimenti
Per il 2026 gli investimenti su formazione e tecnologie non si fermano. «Abbiamo aggiornato gli ecografi e potenzieremo l’attività di medicina materno-fetale, stiamo poi sviluppando percorsi di simulazione delle emergenze ostetriche al monoblocco di Carrara, perché preparazione e tempestività sono decisive», dice Marrai. Il Noa non è solo un riferimento per le nascite: è anche uno dei centri più attivi in Toscana nella chirurgia oncologica, con il maggior numero di interventi per tumori maligni dell’apparato riproduttivo. «Vogliamo potenziare ancora questo settore, creando équipe dedicate».

