Sicurezza
Massa, la scuola rischia di chiudere: i genitori scrivono a Mattarella
Alla primaria del Casone il prossimo anno ci saranno solo due classi
MASSA. Alla scuola elementare del Casone, per il terzo anno di fila non si farà la prima classe, mentre la scuola di Romagnano è chiusa per inagibilità. Due vicende diverse, ma al centro della lettera che consiglieri comunali del Pd Daniele Tarantino e Giovanni Santi hanno scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. I due consiglieri, insieme ad un gruppo di genitori di entrambe le scuole, hanno sollecitato l’intervento della prima carica dello Stato per un sostegno nei confronti di tutte quelle realtà scolastiche che si trovano nelle frazioni italiane.
«Perché in un’Italia sempre più segnata dal calo demografico – dichiarano i consiglieri – le scuole delle frazioni e dei piccoli centri rischiano di scomparire, portando via non solo l’istruzione, ma anche fondamentali punti di riferimento per le comunità locali».
E questo è il caso della scuola primaria del Casone. Già quest’anno esiste solo la terza, la quarta e la quinta, dal momento che negli ultimi due anni non si è arrivati al minimo di iscrizioni possibili. Ma questo scenario, probabilmente, si ripeterà il prossimo anno. Contano i pochi iscritti, ma anche secondo alcuni genitori la rigidità dell’istituto scolastico, ovvero il comprensivo Massa 3, che non avrebbero concesso deroghe, nonostante alcune decisive iscrizioni siano arrivate fuori tempo massimo.
Elisabetta Bertuccelli è una delle mamme che in questi due anni si sono impegnate per tenere aperte le iscrizioni della scuola elementare, e che ha un figlio nelle ultime classi rimaste. «Una battaglia difficile – racconta – ormai i genitori stanno chiedendo il nulla osta per spostare i bimbi in altri comprensivi, perché si sono stancati. Le iscrizioni c’erano, ma non abbastanza. Il minimo è 15, però anche grazie all’interessamento del Comune e del provveditorato agli studi si era arrivati ad una deroga per 12 bimbi. Ma non si è riusciti a farlo, perché dalla scuola non ne hanno voluto sapere di riaprire i termini, dando per scontato che al Casone non si sarebbe fatta la prima e chiedendo già in fase di iscrizione di registrare i bimbi per altre sedi dell’istituto comprensivo». Eppure, spiega Chiara Andrei, mamma di un bimbo iscritto alla prima, «al Casone ci sono servizi che in altre scuole non ho trovato. C’è il servizio autobus, il tempo prolungato che significa che i bimbi il pomeriggio stanno a scuola a fare i compiti con le maestre, la scuola è tenuta bene, c’è il parco. Io all’inizio l’avevo pure iscritto in via Fiume, perché in segreteria mi dissero già che non avrebbero fatto la classe al Casone; e invece c’era la possibilità ma tanti di noi non lo sapevano». Anche lei racconta di essersi attivata per trovare una soluzione, anche provando ad organizzare riunioni con i genitori attraverso la scuola.
«Ma inutilmente, perché dalla scuola non c’è stata disponibilità». Resta quindi lo sconforto per queste mamme. «Ora ci ritroveremo salvo sorprese a non avere per il terzo anno una classe prima, conclude Bertuccelli. La cosa che dispiace è che nonostante i solleciti da parte nostra ma anche dal provveditorato e dal Comune non c’è stata disponibilità da parte della dirigenza dell’istituto comprensivo Massa 3. Nessuno è riuscito a far cambiare idea, perché dicono che i dati sono questi e le iscrizioni sono poche. Ma così non si perde solo una scuola, ma tutto un pezzo di comunità che andrà a studiare e a crescere altrove». Da qui la scelta, conferma anche lei, di scrivere al presidente della Repubblica. Perché al di là del singolo caso del Casone, c’è il problema di fondo dell’inverno demografico, che tra le tante conseguenze può portare alla chiusura di scuole sì periferiche rispetto ai centri, ma fondamentali per quei quartieri. Una scuola che invece è chiusa da gennaio, ma per tutt’altri motivi, è quella di Romagnano, a seguito di indagini statiche che ne hanno determinato l’inagibilità per ospitare la comunità scolastica. Entrambe le scuole non sono solo classi, continuano i consiglieri Tarantino e Santi, «ma luoghi di vita, speranza e coesione. Sono in tal senso presidi fondamentali per chi sceglie di vivere nei quartieri interni del paese». Per cui in risposta a questa crisi Tarantino e Santi, insieme alle famiglie degli studenti del Casone e di Romagnano, hanno inviato una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per sollecitare il suo sostegno al mondo della scuola, che sta incontrando notevoli disagi nelle frazioni italiane. «Siamo certi della sensibilità del Presidente Mattarella – concludono – e del suo impegno per un’Italia davvero unita, che non lasci indietro nessuna delle sue comunità».
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