Sicurezza
Carrara, addio a ex allenatore di pallavolo
Decise di coinvolgere le ragazze della parrocchia e del paese, molte delle quali non avevano mai praticato sport in modo strutturato: trasformò quel gruppo in una squadra vera
CARRARA. Le città di Carrara e Verona piangono la scomparsa di Paolo Bogazzi, figura molto conosciuta e stimata in entrambi i territori. Originario di Carrara, aveva scelto di trasferirsi a Verona dove ha vissuto con la moglie Angelina, costruendo lì la sua seconda casa.
Aveva 75 anni e, pur lontano dalla sua terra natale, aveva mantenuto forti legami con la comunità d’origine, che oggi ne ricorda con affetto la figura appassionata e instancabile. Bogazzi era noto soprattutto per la sua grande passione per la pallavolo, disciplina alla quale ha dedicato buona parte della sua vita, diventando uno stimato allenatore.
La sua carriera si è sviluppata nel settore femminile del volley, dove ha saputo unire competenza tecnica e profonda umanità, guadagnandosi la stima delle atlete e delle famiglie. Per Paolo, l’allenamento non si esauriva nel gesto atletico, ma rappresentava un percorso di crescita. Allenare significava educare, accompagnare le ragazze non solo sul campo, ma anche nella vita. Il suo approccio era basato sull’ascolto, sul rispetto e sull’esempio. Ogni allenamento era un’occasione per costruire fiducia, spirito di gruppo e responsabilità. Tra le esperienze più sentite della sua vita c’è quella legata alla squadra di pallavolo di Nazzano, frazione carrarese che ha avuto un ruolo speciale nella sua storia.
Anni fa, Bogazzi decise di coinvolgere le ragazze della parrocchia e del paese, molte delle quali non avevano mai praticato sport in modo strutturato. Con pazienza e passione, insegnò loro i primi rudimenti del volley, riuscendo a trasformare un gruppo spontaneo in una vera e propria squadra. Quell’esperienza, più sociale che agonistica, resta uno dei ricordi più belli per chi l’ha vissuta: un esempio concreto di come lo sport possa unire, educare e lasciare un segno duraturo. Oggi, chi lo ha conosciuto lo ricorda per il suo sorriso schietto, la dedizione instancabile e la capacità di vedere nello sport un mezzo per costruire legami umani. Carrara e Verona si uniscono nel ricordo di un uomo che ha saputo dare valore a ogni gesto, dentro e fuori dal campo, lasciando un’eredità che va ben oltre la rete.
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