Gioco
Nuovo impianto di rifiuti a Peccioli, la Corte dei Conti “stoppa” Tresana
Parere “parzialmente negativo”: pubblicità inadeguata. Esborso iniziale minimo: 34 euro
Tresana In 41 pagine, la sezione regionale di controllo per la Toscana della Corte dei Conti, analizza in dettaglio, e avanza tutta una serie di critiche (esprime parere “parzialmente negativo”) in merito a una delibera del consiglio comunale di Tresana in tema di impianti per i rifiuti; delibera che la stessa amministrazione guidata da Matteo Mastrini aveva sottoposto per un parere alla magistratura contabile.
La delibera è del 13 dicembre 2024, ed ha come oggetto “Partecipazione azionaria in Novatosc Srl per la realizzazione di un impianto di ossidazione termica per il recupero di materia ed energia da rifiuti urbani trattati”; ovvero un impianto di “vetrificazione” ottenuta dal trattamento di rifiuti residui non riciclabili, basato sulla tecnologia “Flameless Pressurized Oxycombustion”; tale società, si fa notare, allo stato consta di soli due soci, ossia Belvedere spa e Oxoco srl, quest’ultima è una start-up innovativa, con socio unico una società con sede in Lussemburgo, che agisce per conto di un fondo italiano riservato.
Più in dettaglio, il Comune di Tresana ha deliberato “di autorizzare il Sindaco o suo delegato a partecipare all’Assemblea straordinaria di Retiambiente che avrà ad oggetto l’approvazione dell’operazione, esprimendo voto favorevole all’adesione di Retiambiente alla società Novatosc Srl costituita tra le società Belvedere ed Oxoco”; è previsto che Retiambiente acquisisca il 34%, al valore nominale delle quote e perciò per 34.000 euro (cifra che potrebbe essere suscettibile di ricapitalizzazione di Novatosc); poiché Tresana ha lo 0,001 % di Retiambiente, la partecipazione indiretta, tramite Retiambiente, in Novatosc è pari a 34 euro (0,00034 % del capitale sociale della Novatosc Srl).
Novatosc è 85% Belvedere e Oxoco 15%; i due partners, Belvedere Spa e Oxoco Srl, si sono dichiarati disponibili ed hanno formalizzato il relativo intento obbligandovisi, a consentire l’ingresso di Retiambiente.
I primi dubbi della Corte dei Conti riguardano il fatto se l’amministrazione abbia dato o meno adeguata pubblicità a questa sua mossa. Ma il Comune rispondeva che «non è stato effettuato il preliminare adempimento all’approvazione della delibera. L’unica forma di pubblicità è stata svolta mediante pubblicazione nell’albo pretorio (dal 7/12/2024 al 22/12/2024)», manifestando la disponibilità «ad una eventuale revoca della stessa delibera e all’adozione di un nuovo atto nel primo consiglio comunale utile». Veniva chiesta dal magistrato istruttore, al Comune, all’Ente, la trasmissione del parere dell’organo di revisione; ma l’amministrazione comunale replicava che l’Organo di revisione non ha rilasciato il parere «in quanto ha ritenuto che la fattispecie, riferendosi a partecipazione indiretta, non rientrasse» tra quelli in sostanza obbligatori. Ma, aggiunge la Corte dei Conti, questa carenza rappresenta «un vulnus nell’iter procedimentale delle deliberazioni consiliari, con potenziali riflessi pregiudizievoli sull’assolvimento dell’onere motivazionale, con riguardo, in particolare, ai parametri economico-finanziari nonché, a monte, sull’efficacia dell’intera operazione societaria». E si insiste sul fatto che «dalla disamina dell’atto deliberativo non emergono elementi utili a supportare, sotto il profilo della indispensabilità, la scelta dell’amministrazione comunale di autorizzare la propria controllata RetiAmbiente a procedere con l’operazione societaria». Altro elemento: si ricorda che in Retiambiente è previsto il conferimento di Cermec Spa, società che gestisce i due impianti di Massa-Gotara, con prospettive «secondo quanto emerge dal fascicolo istruttorio di rilevante implementazione, attraverso lo sviluppo, redazione e presentazione di nuovi progetti, anche nell’ambito del Pnrr in un’ottica di “autonomia impiantistica», come scritto nel sito di Retiambiente. Pertanto, secondo la Corte dei Conti, non vi è il parametro della “indispensabilità” della partecipazione, in merito al quale, si aggiunge, il Comune di Tresana, «pur fornendo una succinta motivazione in merito a detto profilo», muove «da una prospettiva errata». In particolare, si osserva «come non siano previste nello Statuto (acquisito d’ufficio sul portale Telemaco Infocamere) specifiche disposizioni in favore della compagine pubblica. Al contrario, lo Statuto contempla norme statutarie a favore di Oxoco srl». In un progetto che prevede investimenti per un totale di 125 milioni di euro.
In ogni caso, la Corte dei Conti ricorda che in caso di parere in tutto o in parte negativo (come in questo caso), l’Amministrazione pubblica interessata ha la facoltà di procedere egualmente; «in tale ipotesi quest’ultima è, tuttavia, tenuta a motivare analiticamente le ragioni per le quali intenda discostarsi dal parere di questa Corte e a dare pubblicità, nel proprio sito internet istituzionale, a tali ragioni».l
M.B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
