Il Tirreno

Il lutto

Morto nell’incidente in moto: oggi l’addio a Lorenzo Iacazzi nella chiesa di San Francesco a Carrara


	Lorenzo Iacazzi e lo striscione dei tifosi della Carrarese dedicato a lui
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Lorenzo Iacazzi e lo striscione dei tifosi della Carrarese dedicato a lui

Niente autopsia sul corpo del 23enne: dal Noa il corteo di moto alle 14,30

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MASSA CARRARA. Niente autopsia per Lorenzo Iacazzi: il magistrato ha concesso il nulla osta ai familiari, proseguono gli accertamenti ma non è stato ritenuto necessario, così emerge, questo ulteriore accertamento.

La famiglia, straziata dal dolore, ha quindi organizzato la cerimonia funebre del 23enne: la messa sarà oggi nella parrocchia di San Francesco a Carrara, alle 15,15 mentre il corteo funebre partirà dall’ospedale Noa alle 14,30. Il fratello Yuri, su Instagram, ha fornito le indicazioni: «Chiedo per chi arriverà in moto di essere puntuali alle 13,30 all’obitorio del Noa, non so quante moto saremo spero il più possibile, perciò le mie fidate staffette dovranno assicurarsi di dare modo al carro funebre di passare». Predisposto anche il percorso: «Alla partenza gireremo in direzione di casa nostra, il Bagno Ulderico, per poi proseguire verso la chiesa passando dall’Aurelia e dal viale XX Settembre fino alla chiesa di San Francesco».

E intanto, sono ancora moltissimi i messaggi di cordoglio e vicinanza per il giovanissimo “gigante buono”, appassionato di moto, bagnino, ma anche elettricista, tifoso della Carrarese, dal cuore generoso, sempre in prima linea nelle iniziative di solidarietà. Sabato mattina tutto questo si è interrotto, nell’incidente di via degli Oliveti, che ha gettato improvvisamente nel dolore e sconforto il fratello Yuri, i genitori Luciano e Monica, i nonni e tutti i congiunti, ma anche i molti amici che hanno continuato ad alternarsi sul luogo dell’incidente per ricordare il loro amico. Come scrive l’ex assessore del Comune di Massa Elena Mosti, «Nel punto dell'incidente ci sono candele, fiori, dediche e persone. Ragazzi e ragazze, come lo eravamo noi quando è morto il nostro amico sulla sua moto da pista, ed in quei giorni di m... non è mai stato così vivo. Nelle lacrime, negli aneddoti, nelle risate amarissime. Che nodo in gola vedervi. Mi dispiace per quello che state provando. Fa malissimo. A vent'anni si ama e si odia come non lo si riesce a fare più. A quell'età "per sempre" è proiettato nel futuro e si sente fortissimo nel presente. Fare i conti con la morte è insopportabile e perdere un amico significa avercelo tatuato dentro per tutti i giorni che vivrai. Lui come gli eroi è ancora giovane e bello nel tuo cuore, e tu decenni dopo fai i conti con ciò che sei e ciò che probabilmente non sarai mai. Ma quei tempi sono scolpiti». «Vi abbraccio come ci siamo abbracciati tra noi in quell'estate in cui qualcuno è mancato. Ciao ragazzo con la moto», conclude Elena Mosti.
 

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di Redazione web