La manifestazione
Massa, branco di lupi attacca gregge: il racconto del pastore
L’episodio sul monte Brugiana, sopra Bergiola Maggiore, il pastore: «Ho aperto la stalla e ho visto cinque lupi correrci incontro, due capre sono sparite»
MASSA. Era da tempo che le sue capre stavano sparendo una ad una. «Ma pensavo che ci fosse qualcuno che le portava via o che le feriva», racconta Riccardo Giuseppini, 63 anni, la maggior parte dei quali vissuti sulle Alpi Apuane come pastore, il suo lavoro e la sua passione. Solo ieri mattina, però, dopo un anno di sparizioni inspiegabili, ha capito perché: «Ho aperto la stalla alle capre come ogni mattina e dopo poco ho visto un branco di cinque lupi correre verso il gregge e accanirsi contro due capre - racconta a Il Tirreno qualche ora dopo l’accaduto-. Fortunatamente si sono concentrati solo su quelle e le altre hanno avuto tempo di rientrare nella stalla. Anche il mio cane era terrorizzato ed è rientrato dentro. Le due altre due capre sono scomparse. Sentivo le campane allontanarsi ma non le ho più riviste».
La sua stalla non è così lontana dai centri abitati. È sul monte della Tambura, un luogo frequentato da escursionisti e amanti della natura, sopra Bergiola Maggiore, tra il centro trekking a cavallo e la comunità di cacciatori. «È diventato pericoloso anche fare escursioni in questa zona - racconta il pastore -. Anche a quelli della comunità hanno mangiato diversi animali. Molti miei colleghi pensano di chiudere perché non ce la fanno più. I lupi stanno distruggendo le nosttre attività. Anche al lago di Porta ne hanno avvistati cinque. Bisogna fare qualcosa. Noi non possiamo tutelarci uscendo con armi e così i nostri greggi vengono fatti fuori».
In un anno, Giuseppini calcola di aver perso venti capre. Ma non è l’unico a essere terrorizzato dai lupi. Anche Alberto Borghini, dell’azienda agricola Borghini, sopra Canevara, che ha sessanta tra pecore e capre, poi mucche e vitelli, dice di «vivvere nel terrore. Da tempo sentiamo gli ululati la notte e i lupi sono stati anche ripresi dalle telecamere delle abitazioni private. In passato spariti animali anche a me e ho fatto denuncia ma non è servito a niente. Siamo costretti a tenere gli animali in casa perché abbiamo il terrore dei lupi. Il Parco ci chiede di pascolare per tenere pulite le montagne come si faceva una volta, e ha ragione, ma non ci tutela. Poi se un lupo uccide una pecora, il problema non è quella pecora uccisa, che dispiace ma si supera: il problema è il danno che la paura fa sul gregge. Le pecore perdono la produzione di latte, possono abortire. È tutto un sistema che va in frantumi. Bisogna rivedere qualcosa perché c’è in ballo il futuro dei nostri figli».
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