Lutto
Riorganizzazione degli anestesisti al Noa di Massa, l’Asl tira dritto. E lunedì parte il nuovo modello
Cgil continua l’agitazione: «Non escludiamo uno sciopero». L’azienda: «Il parto in analgesia viene e verrà garantito a tutte le partorienti che ne faranno richiesta»
MASSA. Nessun passo indietro di Asl sulla riorganizzazione degli anestesisti all’ospedale Noa di Massa, che entrerà in vigore lunedì 16 dicembre. Per questo, nonostante l’apertura di un tavolo di monitoraggio sulla qualità del servizio, diverse sigle sindacali con la Cgil in testa proseguono con lo stato di agitazione. Nei prossimi giorni faranno assemblee con il personale, così da valutare le forme di mobilitazione da mettere in campo, non escludendo anche lo sciopero dei medici.
In ogni caso, Asl ha proposto di attivare un tavolo di confronto con i sindacati, con cadenza quindicinale, così da analizzare i riflessi di questa nuova modalità organizzativa, che si ricorda prevede di ridurre da tre a due i medici anestesisti nell’orario notturno al Noa, dalle 20 alle 8: verranno analizzati i dati delle chiamate, dei carichi di lavoro e delle attività svolte, verificando il mantenimento della qualità e quantità del servizio. Per questo, non tutti i sindacati hanno confermato lo stato di agitazione. Uil Medici e Fvm (Federazione veterinari e medici) ad esempio l’hanno revocato. Non Cgil, Aaroi-Emac (Associazione anestesisti rianimatori) e Fassid (Federazione patologi, radiologi, medici del territorio, farmacisti e psicologi) e di recente anche la Anaao Assomed Toscana.
La vicenda riguarda l’introduzione al Noa di un modello organizzativo già presente in altre strutture dell’azienda ospedaliera, ma che ha portato ad uno stato di agitazione di diverse sigle sindacali, che al contrario parlano di tagli che comprometterebbero il servizio. Da qui l’incontro di ieri in Prefettura a Pisa ma che non ha dato gli esiti sperati, almeno per chi ha chiuso negativamente la vertenza. Il coordinatore sanità di Fp Cgil Valerio Musetti riferisce che «la dirigenza ci ha ribadito che vogliono omogeneizzare la presenza dei medici anestesisti: come ci sono due medici la notte a Lucca, Pontedera e Cecina, ci saranno anche a Massa. Ma per noi è una motivazione che non sta in piedi». Secondo Cgil «la nuova organizzazione porta ricadute sulla qualità del servizio, con un rischio maggiore per il punto nascita. L’azienda dice che viene garantita la presenza, ma con un anestesista in reperibilità; in caso di emergenza, il medico della terapia intensiva dovrà scendere a garantire la prestazione. Noi siamo preoccupati, perché così si vanno ad aumentare i volumi di attività a chi è in servizio o a chi l’ha già fatto ed è a casa».
Asl ribadisce che questo modello organizzativo è già presente in altre realtà, «ma il nostro punto nascita – ribatte Musetti - è quello con il numero maggiore rispetto ad altre zone. Non solo perché prossimo a Massa, Carrara e Montignoso, ma per una specifica qualità del reparto anestesia che vede professionisti in quali aggiungono qualità alla prestazione. Vengono anche da La Spezia e Sarzana a partire da noi, proprio per la qualità del personale. Ora invece l’azienda vuole andare ad abbassare le unità in servizio, nonostante manchi già personale e le assunzioni vengano fatte con il contagocce. Noi per questo faremo un incontro con i medici, procedendo con lo stato di agitazione. Si può arrivare anche ad uno sciopero del personale medico».
E questo lo conferma anche il segretario generale di Cgil Massa-Carrara Nicola Del Vecchio: «L’azienda intende andare avanti e allora prosegue lo stato di agitazione, valutando tutte le forme di mobilitazione da mettere in campo. Per noi -insiste il segretario- la decisione dell’azienda non risponde alle esigenze del servizio e i numeri che abbiamo non motivano questa riorganizzazione che rischia di creare disagi e problemi sulla sicurezza dei pazienti, peggiorando le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori». Sulla questione, l’azienda Asl riafferma quanto ha già detto in precedenza: «Il parto in analgesia viene e verrà garantito a tutte le partorienti che ne faranno richiesta. La cosiddetta epidurale rientra infatti nei livelli essenziali di assistenza ed è assicurata in tutti gli ospedali del territorio aziendale. A Massa in particolare un anestesista continuerà ad essere sempre presente per ogni emergenza di ostetricia e ginecologia, come pure sarà adeguatamente presidiata la struttura di terapia intensiva».
Come sottolinea Asl, «deve essere chiaro che né la qualità, né la quantità dei servizi cambierà, né per quanto riguarda l’attività ordinaria, né per ciò che concerne le emergenze, e che i servizi continueranno ad essere erogati in totale sicurezza per gli utenti e per il personale sanitario. Viene quindi confermato il livello di efficacia ed efficienza garantito fino ad oggi all’ospedale Apuane».
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