Sicurezza
Rose per Carrara, un mosaico simbolo di bellezza e sviluppo
Inaugurata la grande installazione con contributi dal mondo
CARRARA. Orgoglio carrarese per il progetto Roses for Carrara Project, che ha impreziosito con ben 533 rose il muro della Cassa edile Massa-Carrara in Via del Cavatore con la tecnica del mosaico. Nella sua decorazione ha abbattuto in parte il degrado di una zona della città e ha superato le aspettative, come riferisce una delle sue ideatrici Suzanne Spahi insieme al compagno professor Enzo Tinarelli: in tre anni di lavoro collettivo hanno aderito 32 Nazioni da tutto il mondo. «Tutti hanno seguito l'evoluzione del progetto, sono nate nuove amicizie e ci siamo sentiti come una grande famiglia. Ho visto gente sorridere, il quartiere ha cambiato volto come le stesse espressioni delle persone che ammiravano il muro».
Il loro messaggio va oltre le differenze, guarda a incentivare la voglia di valorizzare la città in una sana e costruttiva sinergia, facendo appello anche a sentori di empatia e amicizia come tiene a evidenziare la stessa Spahi. L’idea del progetto aggiunge Tinarelli, è nato durante le passeggiate in tempo di covid con la canadese Spahi in Italia dal 2018, e ottennero la disponibilità del muro nel 2021: «Con la spinta di una donna è nata la volontà di fare un intervento a Carrara, un mosaico floreale di 3 metri per diciassette, identificandosi nella rosa. Con il supporto dei social, l'idea si è espansa e sono arrivate tante rose in mosaico da tutto il mondo, circa due per ogni artista. Hanno partecipato all'installazione senza sosta e a titolo gratuito con tanto entusiasmo».
Sono stati 2 gli anni di laboratorio con l' appoggio di Convivere per poi approdare nella composizione di 4 roseti da 4 vasi, concepito come un ceppo antico con nuovi boccioli di rose. Oltre alla catalogazione certosina delle rose anche quella delle poesie degli artisti, leggibili con microchip installato da Apuana Sb, avvicinando gli smartphone ad ogni elemento. Il materiale resistente nel tempo e ad agenti atmosferici, è biocalce ecosostenibile.
La cerimonia di inaugurazione che si è articolata in due step, prima a Palazzo Cucchiari con gli interventi dell'architetto Corrado Lattanzi a nome dell'associazione Amici dell'accademia di belle arti di Carrara Onlus, che ha supportato l'iniziativa, dalla sindaca Serena Arrighi, dell’assessore alla cultura Gea Dazzi, di Bernarda Franchi della Fondazione Marmo che ha erogato i fondi dal bando, della presidentessa dell'Accademia di Belle arti di Carrara Cinzia Monteverdi e dei due ideatori. In tema di rigenerazione urbana l'architetto Corrado Lattanzi ha voluto fare un chiaro focus sul concetto spiegando la motivazione del traguardo raggiunto attraverso questa opera collettiva per la città che è, a suo dire cambiata ma non peggiorata come sostengono alcuni subendo il fenomeno dello spopolamento del centro storico e l'aggressione della contemporaneità, come altre città: «Rigenerazione non significa solo limitarsi a intonacare un muro, o fare un’opera meravigliosa come questa, ma coinvolgere le persone nel loro ruolo sociale. Carrara ha bisogno di questo, ha una storia bellissima che sta nei cuori dei cittadini e nella quale ci riconosciamo. Queste opere funzionano quando succede quello che si sta verificando come oggi, il vero successo è che questa area possa essere riqualificata, e non venga violata da nessuno».
Ha poi voluto anticipare, evocando il tema dell'inclusione, che stanno già attivandosi per rendere maggiormente inclusiva l'opera, in modo che anche persone con disabilità possano godere della sua bellezza con varie opzioni di lettura. Per la sindaca Serena Arrighi rappresenta nella sua dimensione artistica di roseto, un luogo bellissimo che valorizza pienamente la città, dove i carrarini trascorreranno i loro momenti e potranno scegliere la loro rosa preferita. Ha voluto enfatizzare il messaggio di pace l’assessore Gea Dazzi di cui il muro è testimone, per la provenienza mondiale di ogni singola rosa, registrando la caparbietà dei suoi organizzatori, augurandosi che possa essere l'inizio di una lunga serie di interventi benefici sul tessuto locale.
Tra i numerosi progetti che sono arrivati per il bando erogato dalla Fondazione Marmo Onlus, questo a dire della sua presidentessa Bernarda Franchi è stato quello che ha centrato maggiormente l'attenzione, non solo per il valore e potenziale artistico ma per l'aspetto di rigenerazione: il risultato è un omaggio alla città di Carrara con un approccio di cura e dedizione. Il giornalista Michele Scuto a nome di Sm comunicazione digitale, costituita da Micol Giusti Selenia Eyre e dal regista Fabrizio Ferrante, che è stata coinvolta nel progetto, ha condiviso con il pubblico i video realizzati con il supporto di un drone che racconta le fasi dello sviluppo del progetto.
Tra i partecipanti Tonina Tessa ha contribuito alla manifestazione con la lettura di una sua poesia in dialetto carrarino. Matteo Venturi, nelle vesti di referente della Cassa edile proprietaria del muro, ha ricordato che il professor Tinarelli nel fare la richiesta disse: «Seminiamo bellezza». E ha quindi aggiunto che sì, vale ancora la frase di Dostoevskij che “la bellezza salverà il mondo” «e lo dico con decisione, ma non bisogna intenderla solo come bellezza estetica, ma con un significato ampio di armonia, equilibrio e grazia, proprio come quello che questa città sta cercando con la bellezza come strumento per raggiungere il proprio sviluppo e crescita!».
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