Il Tirreno

Comunità in lutto

Imprenditore lunigianese travolto davanti casa, il dolore della figlia: «Mio padre mi sembrava immortale»

di Giovanna Mezzana
Mario Maffei
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Mario Maffei

Suo l’agriturismo da sogno Montagna Verde, tanti i messaggi di cordoglio: «Visione lungimirante e controcorrente». Verrà fatta l’autopsia

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LICCIANA NARDI. Verrà fatta un’autopsia per Mario Maffei, l’imprenditore 71enne, suo l’agriturismo-gioiello Montagna Verde del borgo di Apella, travolto da un’automobile giovedì 14 novembre, poco prima delle 20, di fronte alla sua abitazione. La famiglia – la moglie Carla, la figlia Barbara, il figlio Luca – è sconvolta dalla tragedia, e per fissare la data dei funerali resta in attesa di comunicazioni: all’Ospedale delle Apuane si trovava il corpo del congiunto, che verrà trasferimento a Pisa per l’esame post mortem, mentre i carabinieri sono intervenuti sul luogo della tragedia avvenuta a Monti, a Ponte Bosio.

L’incidente

Sono le 19, 45 di giovedì 14 novembre quando Mario Maffei, imprenditore-simbolo della Lunigiana e uomo amatissimo dalla comunità – «Un pioniere del turismo rurale, un precursore dell’agriturismo diffuso, un rivoluzionario», dicono di lui i colleghi e gli amici della Coldiretti di Massa-Carrara – scende dalla sua vettura appena parcheggiata nei pressi di casa e attraversa la strada per raggiungere l’uscio della sua abitazione. Sopraggiunge un’automobile, una Fiat Doblò e, per cause ancora in corso di accertamento – la dinamica è al vaglio dei carabinieri – Maffei viene investito. I primi ad accorgersi di quanto è accaduto sono i familiari. Giungono i soccorritori ma non possono fare nulla. Secondo quanto si apprende, alla guida dell’auto che ha investito il fautore della rinascita del microcosmo di Apella, c’è un 42enne lunigianese: per lui, in teoria, dovrebbe scattare l’accusa di omicidio colposo ma, come detto, gli accertamenti sono ancora in corso e la famiglia non ha ancora la forza di occuparsi anche di eventuali risvolti legali altrettanto dolorosi quanto l’improvvisa scomparsa di un uomo che era marito, padre e nonno.

«Mio padre»

«Mai avrei pensato che a un uomo energico e “wild” come mio padre, che a 71 anni ancora guidava il trattore – dice la figlia Barbara Maffei – potesse accadere qualcosa di così grave in un ambiente domestico, mentre raggiungeva la porta di casa, e dove si dovrebbe essere protetti; potevo pensare a un incidente mentre tagliava la legna, nel bosco, con i suoi maiali»; «Mi sembrava immortale – aggiunge – Aveva così tanti progetti, aveva un’energia tale che mi sembrava non potesse finire mai: e invece è stata un’auto a fermarlo, davanti a casa». «Mi rincuora pensare che mio padre ha avuto una vita felice – aggiunge – amato dalla sua famiglia, dai suoi nipoti che erano la sua grande gioia, dai dipendenti, da tutti coloro che lo conoscevano. Lui amava le persone ed era amato». «Tutta la sua voglia di vivere, tutta la sua energia verrà convogliata in questo patrimonio di affetti, e di progetti, che porteremo avanti non appena ci saremo ripresi».

Per la comunità

La famiglia attende il nulla osta dell’esecuzione dell’autopsia per fissare la data dei funerali che sicuramente non si svolgeranno ad Apella bensì a Monti perché tutti possano dare l’ultimo addio all’imprenditore agricolo-vulcano di idee; Mario troverà poi il riposo eterno, «ad Apella, circondato dai suoi castagni», dice la figlia mentre si commuove. L’intenzione dei congiunti è quella di ricordarlo, intanto, con un rosario, questa sera nella pieve di Santa Maria Assunta.

Il cordoglio

Tante sono le testimonianze di affetto e vicinanza alla famiglia: «Ha amato profondamente la sua terra e la sua Lunigiana – scrive la Coldiretti apuana – che oggi, grazie anche alla sua visione lungimirante e controcorrente, è diventata una meta turistica internazionale, luogo da esplorare con curiosità e rispetto; lui aveva intuito quelle potenzialità di cui ora tanto si parla molti anni fa e ne aveva fatto un sfida personale e imprenditoriale». Un pezzetto alla volta, come in un mosaico, al fianco della moglie e dei figli, Maffei ha costruito «un modello agricolo che oggi è quasi unico nel panorama nazionale», dice ancora l’associazione».

«Con estremo dolore, Coldiretti Massa-Carrara si stringe attorno alla famiglia Maffei – è la presidente provinciale Francesca Ferrari a parlare a nome di tutta la federazione e dei soci – Per la moglie Carla, i figli Barbara e Luca, e per tutti i familiari e i dipendenti che oggi perdono una colonna della loro vita sono le nostre più sincere condoglianze. La comunità perde uno straordinario personaggio, un custode innamorato della sua terra. Mario è il simbolo profondo dell’agriturismo in Lunigiana. La sua visione, la sua pazzia imprenditoriale, il suo coraggio, l’impegno, il sacrificio, sono un patrimonio di tutti noi che lavoriamo in questo settore. Non dimenticherò i suoi occhi: genuini, felici, entusiasti come quelli di un bambino. Era un padre orgoglioso perché aveva la certezza che attraverso i figli tutto quello che aveva creato non sarebbe andato perso. Sarà un ispiratore di coraggio e amore per la Lunigiana».

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