Sicurezza
Carrara, addio al decano dei commercianti: aveva festeggiato 100 anni in negozio
Si è spento Vittorio Fruzzetti, la sua bottega di via Santa Maria ha fatto storia
CARRARA. Aveva festeggiato il suo centesimo compleanno – era l’agosto 2021 – nel suo negozio di via Santa Maria. E non perché la famiglia lo avesse portato lì – straordinariamente – come si fa coi nonnini che stanno sempre a casa; lui gestiva da solo la sua “creatura”: apriva bottega tutte le mattine alle 8, 30, ordinava il magazzino-immenso, impilava scatole, si arrampicava sulla scala, vendeva le sue scarpe: con un secolo di vita sulle spalle che non gli pesava affatto. Ebbene sì, Vittorio Fruzzetti era una forza della natura: nel corpo e nello spirito. Se n’è andato mercoledì sera – all’età di 103 anni – nella sua casa di Monterosso, circondato dall’affetto della sua famiglia: della figlia Adrianella, insegnante in pensione, della figlia Franca, notissima e stimatissima ginecologa che vive a Pisa, delle nipote e delle pronipoti.
Era l’estate 2021 quando i commercianti-colleghi di via Santa Maria – il suo negozio di scarpe era quasi di fronte alla pizzeria Dalla Franca – premiarono Vittorio con una targa per i suoi cento anni. Altroché applauso meritava: lo sapeva bene don Raffaello Piagentini che negli ultimi anni, ad ogni agosto, apriva la sua canonica per festeggiare il compleanno del decano dei negozianti.
Era un resiliente Vittorio? Forse neppure lo era perché la resilienza a volte è una chance che ci si autoimpone: a lui, invece, veniva facile quell’attaccamento alla routine quotidiana, il suo negozio era la sua vita. In quella via Santa Maria che vorrebbe essere il Dna-contaminatore di un più ampio progetto di rigenerazione urbana – pensiamo alle maison degli artisti che hanno riacceso le vetrine di antichi negozi che non esistono più – lui aveva portato il suo contributo: con il suo passo e di sua sponda. Lui c’era e l’età era un dettaglio.
La sua vita è trascorsa tra via Santa Maria e Monterosso, la famiglia e – soprattutto – la moglie Rina, scomparsa qualche anno fa e che per decenni lo ha affiancato nell’attività. Erano il giorno e la notte: lui pacato, di poche parole, con un certo aplomb, lei sagace e sempre con la battuta pronta; quando non c’erano clienti a provare scarpe, lei accoglieva nel suo “salotto” amici e conoscenti, mentre lui, silenzioso, quasi sornione, si faceva le sue parole crociate. Se li ricordano tutti quando, abbassata la saracinesca, si incamminavano a piedi verso Monterosso: sempre insieme, elegantissimi entrambi. Una coppia d’altri tempi.
Vittorio è stato attivissimo e in buona salute oltre la centesima candelina spenta: poi, circa un anno e mezzo fa, il negozio di via Santa Maria è stato chiuso “per sopraggiunti limiti di età” del titolare e per “sollecito” della famiglia, ma – siamo certi – che se la Natura glielo avesse concesso, sarebbe ancora lì.
Aveva forse scoperto il segreto del vivere Vittorio e lascia a tutti una lezione di vita: curare gli affetti più cari, avere una passione – la scelta della nuova collezione di scarpe dei calzaturieri marchigiani o la Settimana Enigmistica – unita a quella la sana capacità di sdrammatizzare i “nei” della quotidianità per cui l’amata Rina era una maestra fenomenale; e non dimentichiamo tavola: il fisico invidiabile non faceva trasparire che era un’ottima forchetta.
I funerali di Vittorio Fruzzetti saranno celebrati venerdì 15 novembre dalle 9, 30 in Duomo.
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