Il Tirreno

Il caso

Massa, gli ruba l’orologio e la collana d’oro: «Non mi sono accorto di niente»

di Gabriele Buffoni

	Una gazzella dei carabinieri (foto d’archivio)
Una gazzella dei carabinieri (foto d’archivio)

Vittima un 65enne toscano: «L’avevo fatta entrare in negozio perché chiedeva aiuto»

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MASSA. Pochi secondi sono bastati a mettere a segno un colpo da oltre quattromila euro. È quanto avvenuto domenica mattina a Ricortola, quando poco prima di mezzogiorno si è verificato l’ennesimo episodio di furto con destrezza in città: i carabinieri sono ora sulle tracce di una donna – ritenuta l’autrice materiale del furto – e di un suo potenziale complice che l’attendeva in auto per darsi rapidamente alla fuga con una refurtiva di tutto rispetto: una collana d’oro del valore di svariate migliaia di euro e un orologio d’epoca di marca Pryngeps (anch’esso in oro) potenzialmente reinseribile sul mercato con un valore di oltre duemila euro.

Il racconto

Vittima del furto è stato Nicola Votino, 65enne pisano da tempo residente a Massa che in quel momento stava chiudendo la saracinesca del negozio di alimentari e ortofrutta di proprietà della moglie, lungo via delle Pinete. «Di domenica mattina il negozio è chiuso – racconta l’uomo – e così ne avevo approfittato per fare alcuni lavoretti che erano necessari e per dare una pulizia al fondo. Poco dopo le 11,30 avevo praticamente finito e stavo per chiudere la saracinesca quando, sul marciapiede, mi si è avvicinata una ragazza: aveva un turbante bianco in testa e parlava l’italiano a tentoni, ma mi ha fatto capire se potevo darle qualcosa per lei e il suo bambino. Avrà avuto non più di 30-35 anni – spiega Votino – e non me la sono sentita di mandarla via».

Così l’uomo, dopo aver cercato di spiegarle che il negozio era chiuso e che non era il titolare dell’attività (per cui non avrebbe potuto venderle niente), mosso a compassione decide di dare comunque qualcosa alla giovane donna che gli ha chiesto aiuto così insistentemente. «Ho rialzato la saracinesca – racconta – e l’ho fatta entrare: volevo darle un pacco di biscotti, o qualcosa di simile, per non farla tornare a casa proprio a mani vuote». È però in quel momento che i due entrano in contatto più ravvicinato tra loro. «Essendo chiusa l’attività, il carretto dove solitamente mia moglie espone la frutta occupava gran parte dello spazio del negozio, che già è piuttosto ristretto. Per passare quindi ci siamo incrociati e mi si è strusciata addosso: pochi secondi comunque, non mi sono accorto di niente».

La ricostruzione

Il comportamento della ragazza però una volta all’interno del negozio cambia radicalmente. E anziché accettare l’offerta di qualche genere alimentare con una scusa esce e si allontana in direzione di un’utilitaria scura in attesa a lato della strada: sale sul sedile del passeggero e l’auto si allontana rapidamente. «Sul momento non mi sono reso conto di nulla – commenta Votino – così sono tornato fuori, ho chiuso la saracinesca e mi sono incamminato verso casa. Ho fatto solo pochi passi, poi h fatto per controllare l’ora ed è in quel momento che ho notato che non avevo più l’orologio al polso». Preoccupato di esserselo tolto per lavorare e di averlo lasciato nel negozio, il 65enne torna sui suoi passi. Ma non trovando l’oggetto all’interno dell’attività capisce che gli è stato rubato.

«In quel momento mi sono toccato al collo – racconta – e mi sono reso conto che mi era stata rubata anche la collana d’oro. Sono entrambi oggetti che possedevo fin da quando ero un ragazzo, se avessi avuto l’auto nelle vicinanze probabilmente mi sarei messo a inseguire quella ragazza. Ma non ho potuto far altro che andare dai carabinieri di Marina di Massa e presentare denuncia. So di non essere l’unico a cui sono successi episodi di questo genere – conclude Votino – per questo credo sia importante denunciare e mettere in allarme chi vive qui e anche gli altri commercianti: serve maggiore sicurezza perché cose così non capitino più».

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