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Carrara, Italia Nostra alla sindaca «Marina ora è al sicuro?»

Carrara, Italia Nostra alla sindaca «Marina ora è al sicuro?»<br>

Rischio alluvioni, i timori anche alla luce dei lavori in corso

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Carrara Il Direttivo di Italia Nostra Apuo Lunense “Luigi Biso”, alla luce delle piogge e delle allerte, torna a riproporre il nodo della sicurezza idrogeologica di Marina. E spiega: «Sono passati 10 anni dalla terribile inondazione di Marina di Carrara (novembre 2014) e non vorremmo commemorare questo triste evento con un bis. La nostra associazione Italia Nostra Apuo-lunense si preoccupa molto di quanto potrebbe ancora succedere se non si pone dei limiti alle opere dell'uomo che possono risultare nocive per l'ambiente. Riccardo Canesi, noto geografo e ambientalista ci manda un video della foce del Carrione ripresa il 7 ottobre e scrive: “Domani allerta e il Carrione è tappato. Un amico mi ha inviato questo breve video girato oggi alla foce del Carrione, dal quale vengono confermate le preoccupazioni di molti, in caso di piena, considerata la ristrettezza dell’alveo e soprattutto della foce. Senza nessuna volontà allarmistica, visto che siamo in fase di revisione del Prg portuale, al quale gli amministratori comunali (e le categorie economiche) hanno dato peraltro un’entusiastica (e acritica) adesione, e considerato che (ahimè) è iniziata la “stagione delle piogge” chiedo alla nostra Sindaca, prima che il Piano venga definitivamente approvato, di valutare molto bene quali effetti (devastanti) per la città, potrebbero sortire dal “combinato disposto” di portate d’acqua sempre più eccezionali del Carrione (vedi eventi estremi causati dal cambiamento climatico), dalla ristrettezza del suo alveo a valle, dal mancato “effetto spugna” a monte, e dall’ulteriore restringimento di una foce, già stretta, con la costruzione di un pennello sulla sinistra (in corso) e di un nuovo molo, lungo qualche centinaio di metri sulla destra. L’Emilia-Romagna dovrebbe insegnare così come dovrebbe insegnare la devastante alluvione che ha colpito Marina di Carrara, dieci anni fa, il 5 novembre 2014. Prima dello sviluppo del porto, se promosso con progetti sbagliati, viene il diritto alla sicurezza e alla salute dei cittadini, garantito dalla Costituzione.Finché siamo in tempo, prima di partire con le opere portuali, allarghiamo quanto meno la foce e l'alveo tra Avenza e Marina, abbattendo e spostando gli argini, soprattutto quello dx”». E si aggiunge: «Dopo l’analisi del geografo Canesi, a tal proposito, ci arriva anche la considerazione del noto geologo, Riccardo Caniparoli, del consiglio nazionale di Italia Nostra, il quale scrive: “Le amministrazioni preposte alla sicurezza e alla salvaguardia del territorio sono state informate ormai dal 2002 e, se approvano tali lavori, sono loro i responsabili. Non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo"». Sottolinea Italia Nostra: «La domanda che gli abitanti di Marina di Carrara si pongono è questa: siamo al sicuro? Visto che in nome della sicurezza si abbattono innumerevoli alberi per rischi sicuramente minori di uno straripamento e allagamento, cosa possiamo rispondere ai nostri cittadini? Spero in una risposta rassicurante della Sindaca, che è anche un ottimo ingegnere».

Cambiando argomento, in relazione alle infiltrazioni copiose d’acqua negli ambulatori container del Monoblocco, l’Asl ha ribadito che presenterà una richiesta per danni alla ditta fornitrice. l

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