Il Tirreno

Castello di Moneta, un incarico per ripartire con il restauro

David Chiappuella Andrea Giumetti
Uno scorcio del Castello di Moneta
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Uno scorcio del Castello di Moneta

L’aggiornamento dei progetti propedeutico a nuovi bandi

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CARRARA. Abbiamo un vero e proprio tesoro. Si tratta del Castello di Moneta, che in realtà altro non è che il maschio, la fortificazione centrale, di un antico borgo le cui origini potrebbero essere addirittura databili alla Roma Imperiale. A partire dal 1997 l'area in cui sorge il castello di Moneta è stata donata dalla famiglia Dervillé al Comune di Carrara, e da allora si è sempre posto il problema di come valorizzare il reperto, considerando anche che la zona dell'antico borgo è oggi per lo più composta da abitazioni private. L'amministrazione Arrighi, nel tentativo di rientrare in un bando di finanziamento per il mantenimento delle opere di incastellamento emesso dalla Regione negli scorsi anni, ha però scoperto che le mappature e i progetti di riqualifica e mantenimento erano ormai obsoleti, per cui ha disposto, dando incarico all'architetto Antonio Tinfena, l’aggiornamento . Questo in attesa che la Regione o lo Stato, o l’Europa, emanino un nuovo bando di finanziamento, cosa di cui la giunta e l'assessore Elena Guadagni sono relativamente fiduciosi.

Nel frattempo, continuano anche le trattative con la Sovraintendenza delle Belle Arti per ottenere le tutele rispetto al Castello di Moneta: il sito, infatti, non avendo ambienti interni intonacati sopravvissuti, ma essendo unicamente rimaste le mura perimetrali, è stato classificato come rovina. Nelle intenzioni del Comune, questa classificazione dovrebbe essere cambiata, al fine di ottenere sostegni economici per le opere di mantenimento: la Sovraintendenza ha allora chiesto quali fossero i progetti di integrazione del sito, una volta recuperato, per la vita economica e culturale del territorio.

La Commissione Consiliare lavori pubblici presieduta da Silvia Barghini sta dunque studiando eventuali soluzioni. L'architetto Tinfena ha comunque tenuto a precisare che, sebbene possa essere problematico portare un cantiere a quelle pendenze, nondimeno non si tratterebbe di interventi eccessivamente complicati, perché trattandosi di mura medioevali hanno uno spessore che raggiunge anche il metro. Tinfena ha inoltre dichiarato: «Negli scorsi anni non si è comunque rimasti con le mani in mano. La strada sterrata è stata sistemata ogni volta che era necessario, ed è stata anche allargata dove possibile, per agevolare la circolazione delle auto. Inoltre i residenti della zona hanno recentemente ripulito l'antica chiesa del borgo, anch’essa datata attorno al '400».

L’assessore Guadagni

Aggiunge l’assessore ai lavori pubblici Elena Guadagni: «Il recupero del castello di Moneta e la sua valorizzazione dal punto di vista storico, culturale e, non ultimo, turistico sono sicuramente un nostro obiettivo. Siamo altresì consapevoli di come si tratti di un percorso non semplice e che necessita di un orizzonte di lungo periodo vista la mole di interventi di cui tutta l’area ha bisogno, abbiamo quindi deciso di ripartire dalla progettazione. Ad oggi il Comune è in possesso di un progetto definitivo risalente al 2002 sulla base del quale negli anni successivi sono stati eseguiti un primo lotto di lavori, con il benestare della Sovrintendenza, e alcune opere viarie. Dopo circa 20 anni, tuttavia, gli altri lotti previsti dal vecchio progetto non sono mai partiti e nel frattempo sono emerse nuove criticità. Per questo motivo abbiamo deciso di affidare all’architetto Antonio Tinfena la revisione del progetto definitivo e la successiva predisposizione del progetto esecutivo diviso eventualmente anche in lotti. Il nuovo elaborato dovrà essere pensato da un lato per la necessaria messa in sicurezza, ma dall’altro potrà essere un requisito necessario per intercettare bandi regionali e nazionali attraverso i quali ottenere le risorse necessarie al recupero delle mura, dei terrapieni e di tutto il castello».

L’incarico

Tornando in dettaglio all’incarico all’architetto Antonio Tinfena, si tratta di una determina dello scorso 7 ottobre, firmata dell’ingegner Nicola Festa, direttore responsabile del settore lavori pubblici e attuazione Pnrr. In dettaglio, si tratta di «incarico di predisposizione con revisione attraverso nuovi rilevamenti del progetto definitivo e di quello esecutivo, esclusa la direzione lavori, relativo al Castello di Moneta», per la cifra onnicomprensiva di 4.950 euro.

La cronistoria

In premessa alla determina si ricorda che per il recupero del Castello di Moneta “il Comune di Carrara è in possesso di un progetto definitivo datato 5 aprile 2002 del quale fu eseguito un primo lotto di lavori negli anni 2002-2003. Dagli anni 2003 fino verso al 2007 -prosegue il documento- furono eseguiti ulteriori lavori relativi all’esecuzione di opere viarie (miglioramento sterrato esistente, collegamento tra sterrato e via Moneta, parcheggio di servizio prossimo al Castello per favorirne eventuali lavori)». L’amministrazione cittadina, però, aggiunge «che a tutt'oggi tutti gli altri lotti previsti dal progetto definitivo del 2002 non sono mai stati attivati. Ad oggi, dopo circa vent'anni, -spiega Festa- si rilevano problematiche anche relative alla messa in sicurezza del bene nonché di degrado al fine di un possibile fruizione del bene da parte dei cittadini e dei turisti dal punto vista storico-culturale e turistico». Il Comune, tuttavia, ribadisce la sua volontà «di avviare la messa in sicurezza del sito, anche partecipando a bando regionali e nazionali, che partendo dal degrado esistente delle consistenze murarie e dei terrapieni che compongono la Rocca quattrocentesca con la revisione in primis del progetto definitivo e poi con la successiva predisposizione del progetto esecutivo diviso eventualmente anche in lotti». Ma poiché «che i tecnici attualmente in servizio presso la Unità operativa 5.2.1 (Manutenzione strade, giardini, arredo e decoro urbano, ndc) sono oberati di lavoro e non dotatati delle specifiche competenze necessarie per presentare la revisione del progetto definitivo ed eventualmente la predisposizione anche di sub esecutivi», ecco la decisione di affidare per via diretta all’architetto Tinfena la predisposizione del progetto definitivo ed esecutivo per il recupero del Castello, “con revisione attraverso nuovi rilevamenti”, per una spesa complessiva di 4.950 euro.

Lo scorso 15 settembre il Castello di Moneta,è stato “ospite” della rubrica “Che bellezza”, su Rai 1 all’interno del programma “Uno Mattina”.

 

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