La manifestazione
Carrara, mistero sul cadavere trovato nei boschi di Noceto: le ipotesi sull’identità della vittima
Il corpo è in stato di decomposizione avanzata e sarebbe di un uomo. Il primo pensiero dei paesani va a un cinquantenne scomparso a luglio
CARRARA. È un mistero e per svelarlo occorrerà del tempo: nei boschi del borgo mignon di Noceto è stato trovato un cadavere in uno stato di decomposizione avanzata. Potrebbe – dovrebbe – trattarsi di un uomo. E poco altro si sa. Da Noceto al paese di Castelpoggio, ovvero tra le due frazioni “a monte” di Carrara che si trovano l’una dall’altra a un tiro di schioppo, tutti da ieri si chiedono a chi appartenga quel corpo. Tant’è che – tra un-si-dice e l’altro – prende forma persino un’ipotesi che al momento non ha lo status dell’ufficialità. Sulla montagna a nord-est di Carrara, quello di ieri è stato un sabato di grande trambusto. La polizia era ovunque e si muoveva – in divisa e in borghese – sotto lo sguardo attonito dei paesani.
L’allarme
Noceto, sabato 21 settembre: è circa mezzogiorno. Un giovane fungaiolo si è addentrato nei boschi sopra all’abitato di Noceto: dovrebbe conoscere molto bene quel luogo, lui vive ed è originario di Castelpoggio, tant’è che si spinge in un porzione di bosco – siamo sopra il campo sportivo del borgo – piuttosto impervia. Cerca di qua, cerca di là, a un certo punto una sorta di “anomalia” attira la sua attenzione: sembra che lì ci sia qualcosa di mummificato. Capisce che è un corpo umano. E suona l’allarme. Dal Commissariato di Carrara, diverse pantere della polizia di Stato e “auto-civetta” – forse per non allertare eccessivamente i residenti – salgono a monte.
Dove
Si imbocca viale Potrignano, si raggiunge e si oltrepassa l’abitato di Gragnana. Si sale ancora. Poco prima di giungere a Castelpoggio, c’è l’indicazione per Noceto: si fa qualche curva e si giunge a un depuratore, davanti al quale c’è una stradina che inizia con uno steccato di legno e che nel giro di poco diventa sterrata. Imboccandola e camminando per qualche minuto, si arriva al campo sportivo. Ed è da qui che poi si scivola in quel bosco dove il cadavere è stato trovato, non lontano da quello che gli escursionisti chiamano Il sentiero del Soldato. Chi potrebbe avere deciso di venire qui per finire la propria esistenza?
I rilievi e il prelievo
La polizia di Stato ha lavorato a lungo sui resti del cadavere che è stato recuperato dalla stazione di Carrara e Lunigiana del Soccorso Alpino e speleologico toscano. Il corpo resta a disposizione del magistrato. E ci vorrà del tempo per sapere a chi appartiene: quello necessario per eseguire l’autopsia, ma soprattutto quello che occorre per identificare un Dna e incrociarlo con il patrimonio genetico di eventuali familiari della persona che si ipotizza che quel corpo appartenga.
Le voci
Tra Noceto e Castelpoggio da ieri non si parla d’altro: e comprensibilmente. Tutti sanno, in molti hanno visto la polizia di Stato andare-e-venire. «Il mio primo pensiero – dice un giovane di Noceto – è andato a Salvador, spero tanto che non sia lui perché lo conoscevo». «Vede quella casa lassù con le vetrate – e indica il paese stando all’imbocco della stradina che porta al campo sportivo di Noceto – che si stagliano anche da qui? Era la sua». Salvador, qui lo chiamano tutti così, è di origini spagnole, dovrebbe avere una cinquantina d’anni, tra Noceto e Castelpoggio è piuttosto conosciuto. Di lui si sono perse le tracce i primi di luglio: «Aveva detto che andava via – dice un paesano – ma pare abbia lasciato tutti i documenti a casa. C’è chi dice anche che avesse acquistato dei terreni proprio dove è stato trovato il cadavere, ma sono tutte voci di paese, di preciso non sappiamo nulla». Sul gruppo FaceBook “Non sei di Carrara se” c’è ancora il post del 9 luglio relativo alla scomparsa di Salvador con l’appello accorato, il 10 luglio, di Martina Vagarekya: chi sa qualcosa di lui, si faccia avanti. Lo stato pressoché mummificato potrebbe escludere che si tratti di Salvador: c’è stata l’estate però, con le alte temperature. Ora non si può dire nulla di certo: non si possono fare ipotesi sulla causa del decesso – se è stata una morte naturale, magari per malore, oppure violenta – né sull’identità del corpo.
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