Sicurezza
Si avventa sul medico e frantuma porta a vetri
Giovane perde il controllo per la prescrizione di un farmaco L’episodio violento alla Casa della Salute di Monterosso
CARRARA. Eccola l’ennesima aggressione – fortunatamente, questa volta, solo verbale – a un medico, da parte di un paziente esagitato che – dopo gli improperi contro il camice bianco e infiammato dall’ira – ha preso a calci una porta vetrata mandandola in frantumi. Per un soffio, ma solo per un soffio, nessuno è rimasto ferito. L’episodio è accaduto a Monterosso, alla Casa della Salute dove, tra gli altri servizi sanitari, hanno sede il Cup e ambulatori di medici di medicina generale. Il fatto, gravissimo di per sé, questa volta ha finanche un aggravante: è successo sullo stesso piano a cui si accede a uno degli ambulatori apuani delle Cure palliative, ovvero laddove si recano i pazienti oncologici che stanno attraversando la fase più dura della loro malattia, quella in cui si deve tenere a bada il dolore provocato dal cancro e tutti gli effetti più devastanti delle terapie attraverso le quali si è passati. Tant’è che dopo l’episodio violento alcuni dei pazienti ma anche i familiari - accompagnatori lanciano un appello alla dirigenza Asl: «Togliete il nostro ambulatorio da lì», ovvero dall’edificio, dal piano, in cui si trova anche l’ambulatorio della continuità assistenziale diurna (l’ex guardia medica) che ha – notoriamente – un’utenza mista e decisamente variegata, e dove episodi come l’ultimo accaduto succedono non di rado.
Dove siamo
Monterosso, sabato 7 settembre, ore 12 circa. Casa della Salute, secondo piano. Qui ci sono: un ambulatorio di un medico di famiglia (che di sabato non visita gli assistiti), l’ambulatorio della continuità assistenziale diurna (il servizio notturno è offerto nella sede di Avenza), un ambulatorio delle Cure palliative, traslocato qui – dal quarto piano del Monoblocco dove era “in interscambio” con il Day Hospital oncologico – per effetto del Piano di riorganizzazione dei sevizi sanitari e degli ambulatori messo a punto dall’Asl nord ovest che ha portato allo “svuotamento” del Monoblocco a seguito del diktat dei vigili del fuoco.
L’aggressione
È circa mezzogiorno quando al secondo piano della Casa della Salute – all’improvviso – si sente un grande vociare. Dall’ambulatorio dell’ex guardia medica esce un giovane. È molto agitato, inveisce contro il medico: forse il professionista non l’ha accontentato in quella che era la sua richiesta, forse il medico ha preferito prescrivergli un farmaco piuttosto che quello che chiedeva lui. Il motivo di tanto furore non è chiaro. È accompagnato da una giovane donna che cerca di dissuaderlo, di chetarlo. Non c’è niente da fare: lui tira un calcio a una porta a vetri che separa gli ambienti e la manda in frantumi. Solo per fortuna i pezzi di vetro non finiscono addosso a chi era presente. Poi la coppia scappa giù dalle scale e si dilegua. Suona il campanello di allarme, subito arrivano i carabinieri. Scatterà una denuncia.
«Tutelateci»
L’episodio di sabato alla Casa della Salute di Carrara supera i confini di Monterosso: alcuni dei pazienti oncologici che frequentano l’ambulatorio delle Cure palliative sono colpiti da quanto è successo. Per loro rappresenta la goccia che ha fatto traboccare il vaso: è accaduto, del resto, non di rado che si trovassero ad assistere a momenti di tensione scaturiti dalle intemperanze di fruitori del servizio di continuità assistenziale. Per loro che si recano dal medico – chi con l’ausilio dell’ossigeno, chi con l’elastomero che centellina la morfina, chi con due bastoni, tutti con il proprio carico di dolore non solo fisico – diventa insopportabile, e comprensibilmente, assistere anche a simili spettacoli di violenza. Ecco perché alcuni di loro e i loro familiari chiedono alla dirigenza dell’Asl nord ovest di valutare una nuova locazione dell’ambulatorio di Cure palliative che, per altro, nelle prime fasi della messa a punto del Piano di riorganizzazione dei servizi sanitari del Monoblocco sembrava destinato ad essere traslocato altrove.
Le ipotesi
Come è noto, a dicembre il Day Hospital oncologico che era ospitato al quarto piano del Monoblocco è stato trasferito all’Ospedale delle Apuane: è lì che vengono somministrate le cure chemioterapiche. A Monterosso, invece, è rimasto il cosiddetto follow up oncologico, cioè le visite di controllo dei pazienti, che dal quarto piano del Monoblocco è stato portato nella Palazzina H insieme alla Terapia del dolore (benigno); quest’ultimo ambulatorio in effetti è sempre stato “dialogante” (al quarto piano) con le Cure palliative che ora sono alla Casa della Salute di Carrara (ma anche in altre sedi, qua e là, gli infermieri, per esempio, hanno la “stazione” di partenza da Avenza). In attesa di una nuova locazione, i pazienti suggeriscono all’Asl di incrementare la sicurezza: con guardie giurate o carabinieri e polizia in strada.
Qui l’Asl
Il Tirreno ha sottoposto all’Asl la richiesta. Anche consapevole di quanto accaduto sabato, l’Azienda sanitaria, in particolare l’ambito della Zona Distretto delle Apuane diretta da Monica Guglielmi, risponde che «a inizio della prossima settimana è all’ordine del giorno proprio una riunione interna per parlare di una eventuale nuova collocazione dell’ambulatorio della Cure palliative» e «che quella della Casa della Salute di Carrara era già comunque una sede temporanea».
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