Gioco
Alessandro e Michela travolti dalla tromba marina mentre sono sul kayak: «Siamo finiti in acqua, grazie a chi ci ha salvati»
La brutta disavventura di una coppia sorpresa dal maltempo a Porto Venere: «Il comandante di un motoscafo ci ha dato il salvagente e riportati in porto». Ora lanciano un appello per provare a ritrovare le canoe e i documenti
Doveva essere una giornata di relax, da trascorrere in kayak nelle acque meravigliose tra Porto Venere e l’isola di Palmaria insieme alla sua compagna. E invece questo Ferragosto Alessandro Pomo e Michela lo ricorderanno per tanto tempo per la disavventura che hanno vissuto. I due infatti sono stati sorpresi da una tromba marina mentre si trovavano sui loro due kayak, a diverse centinaia di metri dalla riva e solo grazie al soccorso del comandante di un motoscafo sono riusciti a tornare a casa sani e salvi.
Il maltempo all’improvviso
Il vento che si alza, da un momento all’altro il mare sempre più mosso, i kayak – così leggeri – che diventano ingovernabili in mezzo alle onde. Almeno per Michela, canoista alle prima armi. Alessandro Pomo invece, tributarista, 59 anni, di Le Grazie frazione di Portovenere, è un istruttore di kayak esperto. Quel percorso in mare l’ha fatto tante volte e lo conosce bene ma ieri l’esperienza non è bastata. A Ferragosto, dopo aver controllato come sempre le previsioni del tempo, Pomo decide di uscire col kayak insieme alla compagna anche per insegnarle un po’ meglio ad andare su questo tipo di canoa. «Sono 40 anni che faccio questo percorso in mare – racconta l’uomo – ma nessuno si aspettava quella buriana di vento. Stavamo rientrando dalle Bocche di Porto Venere quando ho visto sollevarsi una nube di polvere dall’isola di Palmaria. Ho pensato a una tromba marina, che sarebbe durata qualche minuto e invece ci siamo ritrovati a vivere un incubo lungo almeno mezz’ora». Quando Pomo si rende conto che le condizioni del tempo peggiorano pensa immediatamente a tranquillizzare la compagna. «Con una mano tenevo la pagaia – racconta – e con l’altra il kayak. Le ho detto di stare tranquilla, che ci saremo fatti spingere dalla corrente. Poi siamo andati vicino a una barca ma a causa del vento scodava a destra e a sinistra. Aveva il motore acceso quindi mi sono spostato ma la chiglia ha colpito il kayak della mia compagna facendola cadere in acqua. Lei a quel punto si è aggrappata al kayak. A quel punto ho pensato di farla salire nuovamente sulla canoa ma tecnicamente è un’operazione pericolosa».
«Mi serve un salvagente»
Alessandro Pomo, ancora sul suo kayak, vede un motoscafo a poca distanza e decide di avvicinarsi. Ma il mare è parecchio mosso e anche questa barca “scoda” in modo pericoloso. «Anche quest’imbarcazione era in difficoltà, era incagliata con l’ancora – racconta ancora l’uomo – e mi sono avvicinato chiedendo se avessero un salvagente. Ma in quel momento sono stato colpito anche io dall’imbarcazione e sono caduto in acqua. Quando sono riemerso ho visto il comandante del motoscafo che mi tendeva il braccio: mi sono aggrappato e sono riuscito a salire a bordo. Mi sono fatto dare il salvagente e mi sono tuffato per portarlo a Michela. Poi insieme abbiamo raggiunto la barca».
Il salvataggio e l’appello
I due se la sono vista brutta ma sono salvi. «A bordo del motoscafo che trasportava una comitiva di turisti siamo tornati al porticciolo Mirabello – conclude l’uomo – qui ci hanno dato asciugamani e un paio di scarpe perché le mie sono rimaste sul kayak, poi gli stessi turisti ci hanno riaccompagnati a casa in macchina». Ora la coppia lancia un appello – condiviso anche su Facebook - per provare a ritrovare l’attrezzatura persa nell’incidente. «Abbiamo lasciato in mare il kayak da fiume blu modello Hurricane, un kayak da mare arancione, pagaia da slalom bianca, pagaia nera con manico in carbonio, sacca impermeabile da 10 litri blu e da 5 litri arancione con portafoglio e documenti. Il tutto dovrebbe arrivare dalle parti di Lerici, Tellaro o Bocca di Magra».
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