Il Tirreno

La curiosità

Il cane è sparito? Lo trova lui: il nuovo “mestiere” dell’ex imprenditore carrarese oggi in pensione

di Giovanna Mezzana
Marco Zeni con Grace, il cane che è stato con lui fino all’anno scorso
Marco Zeni con Grace, il cane che è stato con lui fino all’anno scorso

Con le sue tecniche riporta a casa bestiole scomparse e lo chiamano da tutta la Toscana

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CARRARA. Si chiama Luce ed è una cagnolina. Il suo nome è stato suggerito, alla mente e al cuore, da un luogo: il Passo Lucese. Siamo in Alta Versilia. È qui che si è snodata la sua rocambolesca vicenda. Aveva fatto il giro dei social-media l’immagine di lei accovacciata sul ciglio di una strada, alle soglie di un bosco, spaventata, con una zampa ritratta dal dolore. Dopo sette giorni di boscaglia-battuta, foto-trappole, perlustrazioni, e inseguimenti nella nebbia è stata salvata, curata e poi adottata da una famiglia. Tutto merito di Marco Zeni.

Chi è

Nell’arco degli ultimi dieci anni lui ha restituito all’affetto della propria famiglia un centinaio di bestiole – cani, per lo più, ma anche gatti – scappati, scomparsi, smarriti. Solo chi ha la fortuna di condividere la quotidianità con Fido o Micio può capire, davvero, il valore (anche) sociale del “mestiere” che fa Marco Zeni, da volontario o quasi, e in autonomia rispetto al cosmo dell’associazionismo pro animali. Carrarese, pensionato dopo 43 anni dedicati all’arredamento su misura in un’azienda della Zona industriale Apuana – in molti lo ricorderanno alla guida della sua Fisio Dinamic Karate Carrara, storica palestra – nell’ultimo decennio Marco Zeni si è dedicato anche ad altro: ed è la ragione per cui Il Tirreno l’ha incontrato.

La passione

«Ho sempre avuto una grande passione – racconta – per cani e gatti». Siamo negli Anni ’80 quando lui è un ragazzo, il randagismo a Carrara è molto diffuso, e lui “sfrutta” il lavoro del padre – in macelleria – per prendersi cura di tante bestiole. Nel 2010 c’è l’innamoramento, quello vero: nella sua vita arriva Grace, splendido cane di razza Golden Retriever.

L’inizio

Nel 2014/2015 succede qualcosa: «A Carrara», spiega, nasce il gruppo FaceBook Brisky vuole che torni a casa! !, dal nome del cane che, scappato, venne ritrovato dopo innumerevoli traversie. Oggi il gruppo raccoglie quasi 22mila membri, pubblica post di Sos per cani e gatti e animali in difficoltà – aggiorna sul ritorno a casa o rilancia la richiesta di aiuto – e ha un raggio d’azione dalla Spezia alla terra apuana, dalla Versilia alla Lucchesia. Zeni collabora con “Brisky” anche se si muove autonomamente.

«Aiutaci»

Di solito Zeni viene contattato via social-media, da tutta la Toscana: il web lo conosce, eccome; la “fama corre nella Rete: ed è risaputo che quando un quattrozampe sparisce, lui può fare la differenza tra una scomparsa che resta un dolore sordo per sempre e il lieto fine. E allora vediamo come e cosa fa.

Il dossier

«Innanzitutto, occorre ricostruire – spiega – la storia del cane», acquisire informazioni dal proprietario: «Se è un cane diffidente, se arriva da un’adozione difficile, se c’è stato un precedente di fuga, se invece è scappato perché si è liberato da un guinzaglio o da una pettorina inadeguata».

I consigli

Dopodiché c’è il vademecum per la famiglia: «Chiedo di fare volantini con la foto del cane, di distribuirli, di lasciare cancelli o recinti aperti».

«Chiamalo»

Se arriva qualche avvistamento, Zeni suggerisce al proprietario di recarsi nel luogo in cui il cane è stato segnalato: e qui bisogna chiamare Fido a squarciagola: «È capitato che, all’improvviso, spuntasse fuori da un bosco, comparisse di corsa in un terreno.. .» .

Il sopralluogo

Anche il ricercatore di bestiole smarrite si reca laddove il cane è stato avvistato. Mappa la geografia e consiglia al proprietario di abbandonare qua e là oggetti con il proprio odore, come per esempio un maglione, e allestisce punti-cibo, affinché la location diventi “desiderabile” e magari Fido ci ritorni. E nel frattempo è iniziata l’attività più originale e tecnicamente avanzata.

Occhi elettronici &C.

Zeni posiziona foto-trappole – come quelle, per esempio, usate a Orbetello, nel tombolo della Riserva Naturale della Feniglia, dai carabinieri forestali, per accertare la presenza di branchi di lupi – e telecamere. Lui controlla le riprese da remoto, registrando date e orari, nella speranza che l’amico scomparso compaia. Sempre nei luoghi degli avvistamenti allestisce anche gabbie e recinti, azionati anch’essi da remoto: sono per la cattura. «Io guardo da casa, evitando, per esempio, di far scattare una trappola quando ci entrasse un animale selvatico». Gran parte delle attrezzature sono costruite da lui: «Ho una certa fantasia – descrive – e con l’esperienza acquisita apporto delle modifiche». Negli anni Zeni ha preso anche due brevetti per l’utilizzo di droni – con la formazione dell’Human Drone Team – anche se, nota, «non sempre i droni sono la carta vincente, piuttosto possono essere un buon ausilio». La tabella di marcia è identica per i gatti, «anche se il gatto ha una visibilità minore e questo rende un po’ più difficile il raggiungimento dell’obiettivo».

Batte il cuore

Se per Marco Zeni ritrovare Fido e Micio scomparsi non è una professione – «Di solito chiedo solo un rimborso spese che decide il proprietario» – è, senza dubbio, un grande impegno: «A volte sei a casa, vorresti fare altro, ma devi farlo». E poi c’è l’aspetto umano, tutt’altro che trascurabile: anzi, è ciò che dà la “spinta”: «Chi perde il proprio cane o il proprio gatto sta sopportando qualcosa di molto pesante, ha bisogno di sostegno, gli fai anche da psicologo, lo rincuori. E quando gli ritrovi il cane, è un’emozione grandissima, mi immedesimo nel proprietario», che, va da sé, sarà sempre al Settimo Cielo. E si prostrerà in ringraziamenti: «Non è detto – conclude – C’è chi ti salta al collo e chi neppure ti dice “grazie”», ma questo per lui è trascurabile.

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