Sicurezza
Carrara, si prendono a botte in pieno centro e travolgono i clienti al ristorante
L’episodio di fronte al locale La Maison di via Rinchiosa, lo sfogo del titolare
CARRARA. È stato un venerdì sera movimentato nel cuore di Marina. Due giovani – ma non giovanissimi – si sono azzuffati: e, nella loro foga, secondo quanto raccontato da testimoni, sono piombati addosso a famiglie di vacanzieri e coppie di residenti che stavano cenando in uno dei più graziosi e intimi ristoranti marinelli: La Maison di via Rinchiosa. Hanno mandato in frantumi bicchieri, hanno danneggiato ombrelloni e sedie, hanno rovinato la serata a chi lì stava lavorando, e a chi lì si godeva il meritato riposo. A poche ore dall’episodio, il titolare del locale, Diego Crocetti, racconta tutta la sua amarezza in un video di diversi minuti che poi posterà su Facebook, lanciando un appello-stimolo a chi governa la città: «Qui c’è chi deve prendersi le proprie responsabilità», dice.
Il primo fatto
Sono le 22,45 di venerdì 9 agosto. Siamo all’incrocio tra via Genova e via Rinchiosa. C’è una ragazza in mezzo alla strada che si dimena: parla a voce alta, sembra molto agitata, non è chiaro se ce l’ha con qualcuno o se sta cercando di richiamare l’attenzione di un giovane che pare essere in sua compagnia. In tanti si fermano a guardare la coppia che rapidamente scivola via, imboccando via Rinchiosa in direzione via Felice Cavallotti.
Il tentativo
Trascorrono dieci minuti, un quarto d’ora. E in via Rinchiosa, all’angolo con via Garibaldi, compaiono due gruppetti di giovani: hanno a che fare con la coppia? Non si sa. Sembrano due “squadre” impegnate ciascuna a dissuadere uno dei componenti. In tre spingono un compagno contro il muretto di una villetta: vogliano trattenerlo? Poco distante un ragazzo urla a un altro: «Guarda che così ti ammazzano». Forse i due rimbrottati volevano attaccare briga. Non è chiaro. Si arriva alle 23, 20.
Vengono alle mani
Il livello di adrenalina si alza. In due cominciano a prendersi a botte. E dall’angolo con via Garibaldi la dinamica si sposta poco più avanti verso mare, nei pressi della Maison, il ristorante che in via Rinchiosa, ogni sera, ha tavoli con ombrelloni in strada. Suona il campanello di allarme. Intervengono subito sia la polizia di Stato che l’Arma dei carabinieri. Arrivano gli operatori sanitari del 118: e uno dei due picchiatori uscirà dal pronto soccorso dell’Ospedale delle Apuane con un referto medico di 25 giorni. Evidentemente, “se le sono date”, anche se di rissa non si può parlare: le persone direttamente coinvolte nella lite con confronto fisico violento sono solo due, al netto dei numerosi “supporter” che facevano davvero gran numero. Quale sia stata la miccia resta da capire.
«Sangue sui clienti»
Tutto il resto è affidato al racconto-video del ristoratore Crocetti. «Da Carrara a Marina, la città sta diventando un Far West. Hanno rotto ombrelloni, sedie, bicchieri, sono andati, sanguinanti, addosso ai clienti: e c’erano famigliole e neonati nel passeggino». Per il ristoratore ciò che è accaduto sembra la goccia che fa traboccare il vaso.
«Ho paura»
«La situazione era tranquilla da un po’ di tempo a questa parte – riprende il racconto – Poi ieri sera (venerdì sera per chi legge, ndr) per l’ennesima volta si sono massacrati di botte, di fronte al mio locale». «Dovrò ricomprare ombrelloni e sedie, io che ho costruito la mia attività con sacrifici enormi – dice ancora Crocetti – ma non è questo che mi preoccupa. Mi fa piuttosto paura il modo in cui questa città sta andando alla deriva. Marina è un fango dove la gente si impelaga».
«Occorre gente formata»
«Fino a poco tempo fa – si rivolge alle istituzioni – avevate messo un dispiegamento di forze dell’ordine. E ora? A Marina a luglio e ad agosto occorre un presidio di “gente formata”, “grossa”, in divisa, che sappia smorzare, contenere: quelli che si sono presi a botte erano fuori di testa e non erano neppure ubriachi: la Movida e i bar che servono da bere, credetemi, non c’entrano nulla». «Dovete trovare una soluzione – Crocetti si rivolge ancora a chi ha in mano il joystick – e deve farlo chi si è preso un incarico per questa città».
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