Il Tirreno

Acqua e polemiche

A Massa c’è il caso contatori: stangati e a rischio denuncia per presunte manomissioni

di Ivan Zambelli
A Massa c’è il caso contatori: stangati e a rischio denuncia per presunte manomissioni

La bolletta “lievita” di 350 euro, è giallo. Confconsumatori: «Il nostro intento è quello di difendere e assistere i cittadini in difficoltà». Il punto del gestore

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MASSA. Cittadini morosi con Gaia, che si vedono contestare la manomissione del contatore con annessa denuncia penale, sebbene alcuni di essi dicono di non aver manomesso alcunché. Anzi, non hanno neanche visto arrivare i tecnici. Una vicenda strana, «anomala» la definisce Confconsumatori di Massa-Carrara ma che in questi mesi ha gestito diverse volte, almeno una quindicina di volte tra Massa e Carrara.

La richiesta di pagamento

Come spiega l’avvocata Francesca Galloni e presidente dell’associazione di consumatori, «sia cittadini privati che aziende si sono trovati in bolletta la richiesta di pagamento di 350 euro per manomissione del contatore e solo con l’arrivo di queste bollette hanno appunto scoperto che a Gaia risulterebbe che il loro contatore, oggetto di apposizione di “lenti tarate” (ovvero i regolatori di flusso) stante la morosità, avrebbe subito una manomissione per il ripristino integrale del flusso d’acqua».

La denuncia

A ciò però segue anche una denuncia penale di Gaia, verso ignoti. «Cosa anomala – commenta l’avvocato Galloni – perché se fa pagare ad un utente la manomissione del contatore la società dovrebbe fare formale denuncia contro il proprio cliente sul presupposto che la manomissione è opera dello stesso e non contro ignoti, anche perché poi le denunce vengono condotte a danno dell’intestatario dell’utenza».

I controlli

Ma c’è di più, continuano da Confconsumatori, ed è proprio il fulcro della vicenda. «In svariati casi gli associati riferiscono che le attività di apposizione delle lenti tarate e i successivi controlli e contestazioni delle manomissioni in realtà non sarebbero mai state effettuate. O dalla ditta (cioè Gaia) oppure da quelle incaricate dal gestore che non vi è motivo di dubitare siano state pagate per questa attività». Le stesse, aggiungono da Confconsumatori, «chiamate infatti a rispondere del loro operato non avrebbero svolto il loro incarico e quindi giustificato le successive azioni intraprese da Gaia».

Il punto

«Premesso che la Confconsumatori non intende assolutamente giustificare o difendere coloro che non pagano l’acqua, se non in casi di difficoltà economica stante anche le bollette molto alte del gestore, il nostro intento è sempre e solo quello di difendere e assistere i cittadini in difficoltà. In questo caso – prosegue Galloni – di denunciare i fatti accaduti, al fine sia di richiedere agli organi preposti al controllo di Gaia spa di verificare l’operato delle ditte che agiscono in appalto, nonché l’operato di Gaia stessa per verificare se effettivamente si tratti di casi isolati – che comunque cominciano ad essere numerosi – o se vi sia effettivamente una gestione poco chiara ed efficiente da parte di chi dovrebbe garantire massima serietà e correttezza nella gestione dell’acqua».

La risposta di Gaia

Da Gaia fanno sapere che «in caso di morosità recidiva e soltanto dopo le dovute e consuete azioni di avviso di mancato pagamento, (sms, lettere e raccomandate), il gestore è tenuto, per quanto fino alla fine cerchi di evitare, a svolgere azioni di restrizione sulla fornitura con l’installazione di limitatori di flusso». Le limitazioni sulla fornitura sono segnalate dall’apposizione di un sigillo rosso sul contatore e una prova fotografica viene archiviata a testimonianza. Se l’utente procede alla regolarizzazione dei pagamenti il contatore viene riaperto e viene apposto un sigillo verde. «Se successivamente all’operazione di limitazione della fornitura, a seguito dei controlli che Gaia svolge sulle utenze limitate, dovesse riscontrarsi la rimozione del sigillo rosso, avvenuta senza autorizzazione e testimoniata sempre da prova fotografica, il Gestore provvede alla denuncia per manomissione e all’addebito della penale all’utenza. Ricordiamo che la manomissione del contatore è un reato. La denuncia di Gaia è contro ignoti, rimettendo all’Autorità Giudiziaria le valutazioni che le competono in ordine all’accertamento e all’imputabilità delle responsabilità. La penale di manomissione in bolletta è una somma dovuta in forza degli obblighi di custodia degli strumenti di misura gravanti a carico dell’utente, pertanto, indipendentemente dalle responsabilità penale relativa all’atto di manomissione».

Naturalmente ogni caso è distinto, precisano da Gaia: «In sede di contestazione da parte dell’utente, anche nelle sedi conciliative resta sempre la disponibilità da parte di Gaia a prestare i propri tecnici per effettuare le ulteriori verifiche richieste. In taluni casi, anche se sporadici (meno del 1%) si è proceduto a rimborsare la penale di manomissione perché riscontrata la non imputabilità della manomissione all’utente, a riprova dell’assoluta trasparenza dell’operato del Gestore». Pertanto anche Gaia invita gli utenti a rivolgersi ai propri sportelli sul territorio o al numero verde 800-223377.

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