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Musetti-Djokovic, la semifinale a Wimbledon: i consigli del coach, la “combriccola” di Carrara e tutta la città che fa il tifo per lui

di Massimo Braglia e David De Filippi

	Lorenzo Musetti, in alto a dx il coach Simone Tartarini, in basso gli amici di Carrara
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Lorenzo Musetti, in alto a dx il coach Simone Tartarini, in basso gli amici di Carrara

L’allenatore Simone Tartarini: «Deve divertirsi e lasciarsi andare, Lorenzo nell’ultimo periodo è migliorato molto anche mentalmente». Il gruppo storico di amici: «Le sue giocate super hanno fatto innamorare il pubblico»

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CARRARA. Lo aspetta in semifinale il “mostro” Novak Djokovic, ovvero il tennista più vincente di sempre. Lorenzo Musetti ha meritato il posto in cui è facendo sognare un numero sempre crescente di appassionati, con un tennis fantastico e tenace come la città da cui viene: quella Carrara che ora fa tutta il tifo per lui, a partire dalla sindaca Serena Arrighi, tifosa del campione apuano e tennista amatoriale nel tempo libero.

Abbiamo raggiunto il coach di Lorenzo, Simone Tartarini, a cui abbiamo chiesto con che stato d’animo lui e il campione toscano affronteranno questa semifinale.

Come si affronta un fenomeno come Djokovic?

«Lo conosciamo bene – ha risposto Tartarini - e lo si affronta provando a non mollare un punto dalla prima palla fino all'ultima. È il giocatore che ha vinto di più nella volta del tennis, ci abbiamo giocato contro tante volte, lo abbiamo battuto una volta sola, ci abbiamo perso cinque volte, con due match in cui abbiamo lottato. L'ultima gara l'abbiamo persa a Parigi, per cui lo si affronta con la consapevolezza di avere un avversario di enorme spessore, ma proponendo il miglior tennis di Lorenzo negli ultimi tempi, saremo lì e ci proveremo fino in fondo».

L'allenamento è fisico, ma quanto conta quello mentale?

«Fisicamente Lorenzo sta molto bene. Mentalmente nell'ultimo periodo è migliorato tanto, sta facendo cose buone e ha vinto diverse partite in recupero. Sta maturando».

Il campione è anche diventato papà: la cosa ha influito anche sportivamente?

«Diventare papà porta delle responsabilità e questo a livello personale può avergli fatto bene, facendolo maturare più in fretta del normale. Questo traspare anche in campo».
Cosa consiglierebbe Simone Tartarini a Simone Tartarini, in vista di una gara così importante?

«A me stesso consiglierei di stare tranquillo – ha concluso Tartarini - e al proprio allievo di divertirsi perché si è meritato di essere lì, a vivere questo momento. Deve divertirsi e lasciarsi andare, sapendo di aver meritato questo posto su questo campo speciale».


Gli amici
A seguire i quarti di finale contro Fritz c’erano anche alcuni amici di Carrara, che hanno vissuto l’impresa con grande emozione: Mattia Pardi, Giovanni Santella, Tommaso Delia, Francesco Borelli, Andrea Marchini e Marco Ussi. Gli ultimi tre in particolare fanno parte del gruppo storico, l’”allegra combriccola” come la definisce Andrea Marchini, che da sempre segue Lorenzo sui campi da tennis; mancavano, per problemi logistici, Lorenzo Stancati e Gabriele Orlandi. Spiega Andrea Marchini: «È stata un’emozione incredibile, siamo arrivati martedì e ora resteremo anche per la semifinale. Noi siamo amici dai tempi della fine elementari e medie, su su siamo cresciuti insieme, noi abbiamo sempre creduto nelle sue qualità ma la partita che ci ha fatto pensare che davvero era ormai ad altissimi livelli è stata quella proprio con Djokovic, al Roland Garros, era il giugno di tre anni fa: vinse i primi due set, alla fine si era ritirato ma aveva mostrato un tennis straordinario. Ecco - aggiunge - da lì abbiamo capito che era nell’elite del tennis mondiale».

E la gara con Fritz? «Eravamo più tranquilli del solito perché sull’erba ha fatto vede in queste settimane cose incredibili, e l’ultimo set è stata l’apoteosi. Ma non ci stupisce: l’abbiamo seguito un po’ ovunque, dagli Us Open a Barcellona, Montecarlo, Roma, Parigi, la Coppa Davis, ma anche nei tornei minori, come Pontedera e Prato... L’abbiamo incontrato dopo la vittoria, è sereno, speriamo di rivederlo dopo le semifinali di domani (oggi, ndr).»


Giovanni Santella è un po’ più grande d’età, ha 33 anni (ha giocato anche nella Carrarese), e con Mattia Pardi e Tommaso Delia è riuscito ad ammirare Musetti, che già aveva visto a Roma e Montecarlo: «Conosciamo bene sia Lorenzo che i compagni di scuola - racconta - era la prima volta per noi nel tempio del tennis, e bisogna dire innanzitutto che Wimbledon è davvero speciale, entri e ti rendi conto che è un qualcosa di diverso, si respira la storia del tennis, è un’atmosfera indescrivibile. E poi - aggiunge - il capolavoro di una partita condotta da Lorenzo a livelli altissimi, con giocate meravigliose che hanno fatto innamorare il pubblico, che faceva tutto il tifo per lui. Questa sua vittoria e l’approdo alle semifinali del torneo più importante al mondo è stata una gioia sportiva enorme, la paragono alla gioia che ho provato per la serie B della Carrarese, un’emozione forte». Purtroppo, lui e gli altri due amici, Pardi e Delia, non potranno essere a Wimbledon anche per la supersfida di oggi contro Djokovic, ma da Carrara faranno un tifo sfrenato, come d’altra parte tutta la città e, crediamo, tutta l’Italia, per Lorenzo .

Nel frattempo, è stato definito il programma delle due semifinali maschili di Wimbledon, in programma oggi sul campo Centrale. Ad aprire le danze alle 14 saranno il campione in carica Carlos Alcaraz e il russo Daniil Medvedev. A seguire il match tra l'azzurro Lorenzo Musetti e il 7 volte campione di Wimbledon Novak Djokovic.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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