Toscana
Massa, appartamenti in via Galvani: sì della maggioranza. I dubbi sull'area rumorosa
Il consiglio approva. Lunardini: «Così si combatte il degrado»
MASSA. Via libera dal consiglio comunale al piano di recupero per cambiare la destinazione d’uso da artigianale industriale a residenziale ad un fabbricato in via Galvani.
Ciò prevede il recupero dell’area, con la realizzazione di otto unità immobiliari ma anche di alcuni parcheggi pubblici. Questo ha trovato l’assenso di 20 consiglieri presenti, vale a dire la maggioranza e i gruppi di Fratelli d’Italia e Noi Moderati.
Classificazione acustica e no delle opposizioni
Non del resto delle opposizioni, anzi uscite dall’aula ritenendo che in quell’area la classificazione acustica è troppo alta (classe 5, riservata a zone interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni) e che prima dell’adozione sarebbe servita un variante al piano acustico comunale.
Da qui l’uscita dalla sala, dopo aver chiesto di ritirare nuovamente l’atto; infatti la proposta era già passata circa un anno fa dalla sala 10 Aprile, ma venne rinviata proprio per fare approfondimenti sulla classificazione acustica dopo i rilievi sollevati dalle opposizioni, come il Polo Progressista e di Sinistra.
Cosa verrà fatto
Passato un anno e fatte le verifiche il documento è tornato in aula, sebbene oggi non si tratti più di otto alloggi popolari, essendo venuto meno il finanziamento da un bando regionale, ma di otto unità immobiliari. Come ripercorso dall’assessore all’Urbanistica Alice Rossetti, «l’area oggetto del recupero è in via Galvani, situata nei pressi del Frigido, a margine tra l’area residenziale con quella artigianale industriale. L’attuale destinazione è per attività produttive, per un immobile da circa 800 mq su un terreno di 1. 100 mq totali. Il regolamento urbanistico prevede questo cambio di destinazione d’uso, non aumentano i volumi e anzi il tutto è subordinato al recupero di parcheggi ed una possibile monetizzazione, infatti come perequazione c’è un contributo attraverso il recupero di parcheggi». Ma a distanza di un anno, nonostante i chiarimenti dati al termine del dibattito dai tecnici comunali, i dubbi delle opposizioni sono rimasti.
Daniela Bennati (Polo Progressista) ha evidenziato proprio il passaggio sulla variante acustica, necessaria per portare al termine l’iter e poi sull’interesse pubblico nell’attuale versione: «Esiste ancora l’interesse pubblico? Prima si volevano fare case popolari, ora 8 appartamenti». Anzi, ha continuato, lei ed il Polo sono andati più volte in zona, «abbiamo riscontrato che l’attività in quel lotto sta lavorando. Si sta lavorando nell’area oggetto del piano di recupero? », ha chiesto Bennati per poi uscire dall’aula. Contrari anche i gruppi del Partito Democratico e di Massa è un’altra cosa, poi usciti al momento del voto. Perché un piano acustico, ha ricordato il capogruppo Pd Enzo Ricci, «ha come principio ispiratore la tutela dell’ambiente e di chi abita in quei luoghi. E il regolamento regionale dice che in classe 5 non possono esserci abitazioni. O si fa variante acustica ad hoc, per scendere a classe 4, o è difficile fare il residenziale».
Eppure, rispondeva in seguito Marco Lunardini della Lega e presidente commissione Urbanistica, se i tecnici hanno dato parere favorevole evidentemente le norme lo consentono: «Tutto il nostro territorio ha una situazione particolare, per cui è possibile che per esigenze del passato accanto ad aree industriali vi fossero aree residenziali. Con l’allora pianificazione venne data questa possibilità, così come la possibilità di cambiare. Onde evitare che ancora si incrementino gli edifici in abbandono si possono anche pensare cambi destinazione d’uso, cosa prevista dalle norme. Se gli strumenti urbanistici lo consentono credo sia opportuno il cambio di destinazione d’uso, così da eliminare il degrado». Inoltre, ha precisato Lunardini, «come commissione abbiamo fatto un sopralluogo: l’area di intervento è inattiva, quelle nelle immediate vicinanze sono in via di dismissione. Solo un po’prima ci sono attività in esercizio».
L'ok dei tecnici comunali
A mettere la parola fine, almeno alla discussione, sono stati i tecnici comunali, spiegando che la conformità si basa essenzialmente sulla verifica di due aspetti: conformità al regolamento urbanistico ed al piano di classificazione acustica. «Nel primo caso il piano di recupero attua il regolamento urbanistico, quindi non lo varia», ha precisato l’architetto comunale, «ed anche sulla compatibilità con il piano classificazione acustica la risposta dopo l’istruttoria è positiva. L’intervento è compatibile tanto vero che allegato alla delibera abbiamo un parere del settore ambiente che ricostruisce la situazione di quel particolare immobile e alla fine esprime compatibilità»l
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