Massa, raffica di multe per la sosta ma i parcheggi non bastano: rabbia e disagi ai Quercioli
L’unica alternativa per i residenti è parcheggiare a oltre un chilometro di distanza e tornare a piedi, di giorno e di notte. Alberti (Pd): «Va trovata una soluzione»
MASSA. Dalla prima multa apparsa in via Mura Rinchiostra, ai Quercioli, è diventato molto più probabile trovare una sanzione sotto il tergicristallo piuttosto che scamparla, in caso ovviamente di parcheggio in zona con divieto di sosta. Una raffica di multe che in quella zona ancora non si era mai vista. I vigili urbani sono dovuti intervenire dopo le continue segnalazioni di sosta selvaggia, soprattutto accanto al muro che costeggia la scuola elementare. Le ultime multe risalgano a sabato mattina. Andavano dai 40 euro per divieto di sosta agli 80 per chi aveva parcheggiato a meno di cinque metri da un incrocio.
Ma il problema non è chi multa. Il problema è a monte, perché i residenti qui proprio non sanno dove parcheggiare. Male comune ad altre zone della città, ma qui è andato oltre.
Il quartiere negli ultimi anni ha vissuto un boom edilizio. Nei campi verdi sono arrivate nuove villette a schiera. Quindi nuove famiglie, nuove auto. E sempre più veicoli per famiglia. Ma i parcheggi sono rimasti più o meno sempre gli stessi. O almeno in quel triangolo di quartiere che prende via Mura Rinchiostra, via Quercioli e via dei Gragnan. «Inoltre nel parcheggio accanto alla scuola, che ha 50 posti auto – fa notare il consigliere comunale del Pd Stefano Alberti, che è anche un residente – di notte vengono occupati dai furgoni di chi lavora e che probabilmente non abita nemmeno qui. Io ho provato a chiedere al comandante dei vigili che almeno si metta questo limite. È capitato di trovare anche 12 furgoni. Sono posti auto che si perdono».
L’alternativa per chi in quella zona non trova posto auto sotto casa o nel parcheggio vicino alla scuola, è parcheggiare dietro all’Esselunga o nel parcheggio in via XXIV maggio, realizzato anni fa a duecento metri di distanza dalla chiesa. Ma, per chi abita ad esempio in fondo a via Gragnan, significherebbe fare oltre un chilometro di strada a piedi per rientrare a casa. E vada di giorno. Ma di notte?
Al momento, l’unica alternativa che il Comune offre ai residenti per non rischiare di prendere una multa, quindi, è questa: camminare di notte, soli, in strada, sperando che nulla accada. Il Tirreno ha provato a contattare l’assessore Roberto Acerbo che ha la delega, tra le altre cose, alla viabilità e alla mobilità, ma non ha ricevuto risposta.
Anche il consigliere Alberti riconosce che «il problema c’è, sia per i residenti, sia per le poche attività che resistono nella zona e i cui clienti non sanno dove parcheggiare». Da aggiungere che i pochi parcheggi disponibili vengono occupati anche da chi va al Museo Guadagnucci. «Una soluzione va trovata – dice Alberti -. Noi, come circolo, ci stiamo lavorando e abbiamo qualche idea. Un’opzione potrebbe essere ampliare il parcheggio esistente accanto alla scuola o creare un’area tra il campo da calcio e la villa. Sicuramente non abbiamo in mente di buttare nuovo cemento per un mega parcheggio, ma di qualcosa che dia una risposta a chi vive il quartiere».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
