Il Tirreno

Il lutto

Poliziotto morto a 53 anni in un incidente, quell’ultimo messaggio agli amici: «Ci ha detto che stava arrivando»

di Melania Carnevali

	Alessandro Giandomenici e il luogo dell’incidente
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Alessandro Giandomenici e il luogo dell’incidente

Alessandro Giandomenici lavorava al commissariato di Carrara: la procura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale

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MASSA. Il rischio faceva parte del suo lavoro, lui che era nella squadra Volante della polizia di Stato, quella che pattuglia costantemente il territorio e interviene 24 ore su 24 in caso di emergenza. Qualsiasi emergenza. Eppure a togliergli la vita non è stato il suo lavoro ma un banale – se di banalità si può parlare – incidente stradale. Lui che in moto finisce contro un’auto che probabilmente ha invaso la careggiata.

La ricostruzione

Alessandro Giandomenici, 53 anni, di Massa, è morto poco dopo all’ospedale Apuane nonostante i tentativi disperati del personale medico per salvarlo. L’incidente è avvenuto giovedì 13 giugno intorno alle 19 su via Massa-Avenza. Giandomenici stava viaggiando in direzione nord, quindi da Massa verso Carrara. Vicino alla concessionaria Rossi Leauto, un’auto sarebbe sbucata da una strada laterale e lui non sarebbe riuscito a evitarla.

I soccorsi

Sul posto è arrivata l’ambulanza, ma le sue condizioni sono apparse subito critiche. Illeso il conducente dell’auto. Sul posto sono intervenuti gli uomini della polizia municipale per i rilievi del caso. Ci sarebbe anche un testimone. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale e disposto quindi l’autopsia sul corpo dell’uomo. La voce della sua scomparsa ha fatto subito il giro delle due città, Massa, dove viveva con moglie e due figli, e Carrara, dove invece lavorava. Da una ventina d’anni era infatti alle dipendenze del commissariato. Era anche vicesegretario vicario nel sindacato Fsp Polizia di Stato.

I ricordi

Aveva tante passioni, come la caccia e la moto. Le Harley soprattutto, tanto che tra i messaggi di cordoglio ci sono quelli degli Apuan Bikers. «Sei stato speciale e nessuno di noi, mai, riuscirà a dimenticarti – scrivono su Facebook –. Grazie per il tempo passato assieme, grazie per averci insegnato a sorridere, grazie per averci scelto nella tua vita». Lo ricorda anche il segretario Paolo Roda, che era anche un suo compagno di scuola. «Poi ci eravamo divisi, io sono entrato nei carabinieri, lui in polizia – racconta –. Ci siamo ritrovati dopo anni. Era sempre prudente, a gennaio siamo andati in campeggio sulle Alpi e dovevamo andare al suo ritmo. Era una persona splendida, un punto di riferimento per tante persone: più di una volta ha appianato situazioni con grandi spunti di riflessione. Capiva le persone». Giovedì si dovevano incontrare per decidere il prossimo giro in moto da fare. «Ci ha mandato un messaggio alle 18,20 per dirci che stava arrivando. E invece non è mai arrivato». 

Il cordoglio

Tra le sue passione aveva anche le rievocazioni storiche. Era appena tornato da una vacanza con il figlio più piccolo, di 19 anni – l’altro ne ha 21 – in Normandia dove c’era stata la parata per lo sbarco. Tra i messaggi di cordoglio, quello dell’amico e collega Giorgio Berti: «Sei stato per me un vero e caro amico ed un collega dalle qualità eccezionali. Ricordo le tante battaglie sindacali che abbiamo combattuto assieme e la tua energica vitalità. Sono distrutto dal dolore per il tragico destino che ti ha portato via troppo presto».

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