Il Tirreno

Tribunale

Massa Carrara, foto intime e smalto alle alunne: rimane in carcere l’insegnante

Massa Carrara, foto intime e smalto alle alunne: rimane in carcere l’insegnante<br>

È accusato di abusi sessuali e detenzione di materiale pedopornografico

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA CARRARA. Resta in carcere, dopo l’interrogatorio di garanzia, l’insegnante accusato di abuso sessuale nei confronti di minori e detenzione di materiale pedopornografico. Una vicenda molto delicata. L’indagato dopo le indagini svolte dai carabinieri è stato incarcerato a seguito di un’ordinanza di misure cautelari, chiesta dalla pm titolare delle indagini, la dottoressa Eugenia Micheletti della procura di Genova; per questo tipo di reati, infatti, la competenza è del capoluogo genovese, sede della Corte d’Appello a cui fa capo il tribunale di Massa. L’interrogatorio di garanzia è stato svolto per delega dal gip del tribunale di Massa, dottor Dario Berrino. Sul contenuto dell’interrogatorio, e per la verità anche su nessun altro aspetto della delicata inchiesta, il collegio difensivo composto dagli avvocati Emiliano Guerra e Giuseppe Pavich, non rilascia dichiarazioni. L’avvocato Guerra si limita a spiegare che d’intesa con il collega, alla luce delle contestazioni, stanno organizzando la difesa del loro assistito.

Come scritto nei giorni scorsi, il docente in sostanza sarebbe accusato di aver invitato le ragazzine a casa sua promettendo divertimento e pure soldi in cambio di "giochi" particolari. Come farsi mettere lo smalto alle unghie o fotografie in intimo.

A portare avanti le indagini, sono stati i carabinieri a cui sono arrivate le denunce di alcuni genitori insospettiti dai racconti delle loro figlie, che al momento sono state individuate dalla magistratura come parti lese del procedimento. Si tratta di ragazzine delle scuole medie ma alcune, stando a una prima ricostruzione, anche più piccole, quindi addirittura delle primarie. Tutto sarebbe partito da una madre che, insospettita di quello che ha trovato nel telefono della figlia, avrebbe cercato conferme negli altri genitori. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti in seguito alle denunce dei genitori, l’insegnante aveva convinto una decina di ragazzine ad andare a casa sua promettendo appunto divertimento garantito e soldi in cambio di giochi particolari. Le avrebbe pagato - con un preciso tariffario - per farsi mettere lo smalto o, come detto, per farsi fare foto in intimo. Durante la perquisizione i militari dell’Arma avrebbero trovato foto e video che confermerebbero le testimonianze delle piccole».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web