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Il rapporto

I carraresi e la loro casa dei sogni: ecco dove va chi deve traslocare

di Giovanna Mezzana
I carraresi e la loro casa dei sogni: ecco dove va chi deve traslocare

Nel 1921 in centro c’era il 46% degli abitanti. Adesso la quota si è ridotta al 18% del totale

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CARRARA. Rincorrendo il sogno dell’abitare in una frazione piuttosto che in un’altra, oppure tenendo ferme le esigenze familiari – di necessità si fa virtù, come dice la saggezza popolare – la città ha cambiato fisionomia. Nel tempo, ovviamente: ma adesso è sotto gli occhi di tutti. Nel corso del 2023 le banche hanno frenato sulla concessione dei mutui, tant’è che si è registrato un crollo del 31% sul quantum erogato dagli istituti di credito per l’acquisto della prima casa, secondo i dati del Rapporto Economia 2024 dell’Istituto di Studi e ricerche della Camera di Commercio Toscana nord ovest: ciò non significa, tuttavia, che i carraresi non cambino casa. C’è chi cerca un appartamento in affitto – pur non senza difficoltà a causa dell’offerta ridotta che spinge in alto il valore dei canoni (più 8,5% nel 2023 secondo Immobiliare.it) – o prova a ristrutturare (in economia) una casa di cui è entrato in possesso magari grazie a un’eredità. E allora viene da chiedersi verso quali frazioni, quartieri, rioni si orientino famiglie e coppie (mature o neonate).

Abitanti

Sotto la soglia “psicologica” di quota 60mila residenti già dal 2022, nel corso del 2023, secondo il Rapporto Economia 2024, il comune di Carrara ha continuato a perdere residenti, seppur in maniera più contenuta rispetto a prima: lo 0, 3%, ovvero 193 abitanti in meno nell’arco di 12 mesi.

Centro e paesi a monte

Un interessante studio dell’Isr dell’ente camerale, a cura del ricercatore economico Daniele Mocchi, disegna la geografia di come i carraresi si siano spostati da una frazione all’altra – all’interno del Municipio – nell’ultimo secolo. Ebbene si scopre che se nel 1921 a Carrara centro abitavano 24.500 residenti, cioè il 46% della popolazione comunale, cento anni dopo, nel 2021 essi sono scesi a 10.300 unità, ovvero il 18%. Vediamo i paesi a monte: nel 1921 “sopra a Carrara” risiedevano 12.200 persone, nel 2021 se ne sono registrate 5.100. Significa che se tra centro-città e paesi a monte nel 1921 abitava il 70% dell’intera popolazione comunale, un secolo dopo rappresentano insieme il 27% della popolazione cittadina.

Le periferie

Oggi sono le periferie le zone di Carrara più popolose, con circa 16 mila abitanti, pari al 28% della popolazione cittadina. Il solo perimetro Bonascola, Pontecimato, Stadio, Sant’Antonio, Nazzano ha più abitanti del centro storico.

Avenza

Nella frazione a metà tra i monti e il mare nel 1921 erano insediate 9.200 persone, oggi 11.400, cioè il 20% del totale dei residenti del municipio.

Marina

Avenza ha toccato il suo apice negli Anni’60, Marina negli Anni’80. Oggi sul mare abitano 14.500 carraresi, il 25% del totale dei residenti, cento anni fa erano appena 4.900, il 9%.

Il sogno

Fin qui i dati, di seguito le sensazioni “a polso”. Marina rappresenta un desiderio per molti carraresi che sono nati e cresciuti in centro-città: è a due passi dal mare, consente una quotidianità più “diffusa” anche solo per il passeggio, permette l’uso della bicicletta e più chance per portare a spasso il cane. Certo è che rendono più difficile la realizzazione dei desiderata il prezzo degli affitti – non meno, in media di 550 euro al mese per un monolocale se centralissimo – oltreché quello al mq – tra 1.900 e 2.200 euro se per un immobile abitabile, secondo i dati della Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali resi noti a febbraio, rispetto al range 1.400/1.700 euro di Avenza, per esempio.

Controtendenza

C’è però anche un altro fenomeno che si riscontra, seppur timidamente, a orecchio: dopo anni trascorsi nella Marina della Movida, c’è chi ricomincia a apprezzare la quiete – un po’ malinconica – del centro-città: tant’è che chi ci si è di recente trasferito da Marina al centro-città, giudica favorevolmente il cambiamento.

Sorpresa

Avenza, frazione già densamente popolata, continua a attrarre abitanti, soprattutto chi arriva da fuori, grazie alla vicinanza con la Zona Industriale Apuana dove ci sono aziende che offrono opportunità di lavoro.

Il commento

C’è sicuramente una tendenza che va avanti da anni a spostarsi verso mare – nota la sindaca Serena Arrighi – a Marina, a Avenza, nelle zone del piano e questo è dovuto a quelle che sono le difficoltà strutturali del nostro come di tutti i centri storici. Il nostro in particolare è sicuramente molto bello, ma di certo è meno “comodo” di zone più moderne. Parimente assistiamo, grazie allo sviluppo della Zona industriale, trainata da grandi realtà produttive che negli ultimi anni si sono sempre più radicate, a arrivi di abitanti da fuori Provincia soprattutto in tutta la zona di Avenza». «Il nostro obiettivo – dice Arrighi – è sicuramente quello di gestire tutti questi cambiamenti, ma vogliamo anche intervenire con particolare attenzione al centro storico che deve tornare a ripopolarsi e per riuscirci deve diventare più attrattivo per servizi, per offerta culturale e per qualità della vita, soprattutto per gli under 35. Un discorso analogo vale anche per i nostri paesi a monte dove gli interventi previsti, sia con risorse del Comune che, per esempio, con fondi derivanti dall’articolo 21, sono sempre orientati a renderli più vivibili per chi già ci risiede e a renderli più attrattivi e accoglienti per i turisti».

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