La manifestazione
Carrara, si chiude il processo Politeama dopo 13 anni: ci sono due condanne
Undici assoluzioni, il giudice ha disposto il dissequestro dell’immobile
CARRARA. Undici assoluzioni e due condanne. Si chiude così, dopo tredici anni, il processo sul Politeama, lo storico edificio di Carrara, sede del teatro cittadino, dell’archivio Germinal, di bar e appartamenti, dove nel giugno del 2008 si verificò il cedimento di un pilastro nel corpo centrale, seguito, nel 2011, da un crollo di parte dell’edificio nella parte esterna, lato via Roma. L’immobile da allora era sotto sequestro e ieri, giovedì 30 maggio, il giudice Antonella Basilone ne ha disposto il dissequestro.
Le condanne
Sono state condannate per crollo colposo a un anno e otto mesi di reclusione (pena sospesa e non menzione) Laura Tuffarini e Nella Pasquini, entrambe ex legali rappresentati della Caprice, società proprietaria di parte dell’edificio che ha realizzato lavori nelle abitazioni. Sono state condannate anche, insieme alla società stessa, al risarcimento dei danni subiti dalle parti civili e al pagamento delle spese legali. Sarà però il giudice civile a quantificare i danni. Sono state invece rigettate le richieste di provvisionale. È andato prescritto il reato di truffa aggravata di cui erano accusate Pasquini e Tongiani, per cui il giudice ha dichiarato di «non doversi procedere nei loro confronti».
La commissione edilizia
Sono stati assolti dall’accusa di crollo colposo tutti i membri della commissione edilizia, cioè: Franco Bedini, Giuseppe Fruzzetti, Paolo Bugliani, Paolo Cattani, Romano Caffaz, Sergio Altieri e Giancarlo Cacciatori. Assolti dalla stessa accusa anche l’allora dirigente comunale Claudio Bacicalupi, l’ingegner Cesare Marchetti, il direttore dei lavori, l’architetto Silvestro Telara e l’ingegner Fabio Telara, progettista strutturale del tetto rinnovato nel 1994.
Le richieste della Procura
La procura aveva chiesto pene più pesanti. Aveva formulato le sue richieste a dicembre ed erano: quattro anni per il direttore dei lavori, l’architetto Silvestro Telara (assistito dall’avvocato Mauro Tommasi); quattro anni per Laura Tuffarini (assistita dall’avvocato Ferdinando Genovesi) e altri quattro anni per la successiva legale rappresentante della Caprice (Nella Pasquini, assistita dall’avvocato Alessio Menconi); tre anni per l’ingegner Fabio Telara (assistito sempre da Genovesi). E ancora: due anni e sei mesi per l’allora dirigente comunale Claudio Bacicalupi (assistito dall’avvocata Giovanna Barsotti) e per l’ingegner Cesare Marchetti (assistito dall’avvocato Luca Pietrini) del Comune di Carrara. Aveva chiesto invece chiesto l’assoluzione, poi approvata, per tutti i membri della commissione edilizia e dunque: Franco Bedini (legale Barsotti), Giuseppe Fruzzetti (legale Pietrini), Paolo Bugliani (assistito dall’avvocato Umberto Zangani), Paolo Cattani (legale Zangani), Romano Caffaz (legale Barsotti), Sergio Altieri (assistito dall’avvocato Angelo Tubolino) e Giancarlo Cacciatori (legale Barsotti). Anche la procura aveva evidenziato l’avvenuta prescrizione per quanto contestato a Maria Teresa Tongiani (avvocati Borasi e Menconi).
I procedimenti
Si chiude quindi un processo che vedeva riuniti due distinti procedimenti: quello istruito per il cedimento del pilastro e quello per il crollo di un’intera porzione dello stabile. La prima tranche partì nel 2011 con l’udienza preliminare e il rinvio a giudizio; il processo si aprì a Carrara (la sede non era ancora stata accorpata a Massa).
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