Sicurezza
Carrara, la Corte dei Conti al Comune: equilibri di bilancio a rischio
Nel mirino tre annualità e la Progetto Carrara in liquidazione (è la società che ha costruito la strada dei Marmi)
Carrara Dubbi sui conti cittadini: la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ha infatti analizzato in 49 pagine la situazione del Comune di Carrara e ha trovato criticità soprattutto sulla Progetto Carrara in liquidazione, e sui rendiconti del 2017, 2018 e 2019. Da qui la richiesta a palazzo civico di «adottare le misure correttive entro sessanta giorni». In particolare, la magistratura contabile ritiene che «i rapporti economico-finanziari tra la Progetto Carrara srl in liquidazione (società partecipata in house del Comune, ndr)» e il Comune di Carrara non siano coerenti, non solo con taluni principi dei decreti legislativi sugli schemi di bilancio e sulle società partecipate, ma soprattutto rischierebbero di pregiudicare «gravemente, anche in chiave prospettica, gli equilibri di bilancio dell’Ente». La società, si ricorda, è stata “appositamente costituita per la realizzazione della Strada dei Marmi e del Centro di Lavaggio di Miseglia”. Nell’analisi, la Corte dei Conti richiama anche l’atto consiliare n. 28 del 2018, dove è precisato: “l’intervento del Comune risulta essere dovuto in relazione alle disposizioni di cui all’art. 4 della Convenzione tutt’oggi in vigore (...) che ne evidenzia le ragioni e le necessità economico-giuridiche che comportano l’incremento dell’accantonamento di quote di bilancio finalizzate all'adempimento di un obbligo convenzionale e che trattasi, quindi, di corrispettivi di prestazioni di pubblico interesse obbligatori in relazione alla realizzazione dell'investimento relativo la realizzazione della strada dei marmi”.
Il contenzioso
Nella deliberazione della sezione di Controllo, si fa notare che nel quadro di preoccupazioni «si inseriscono anche gli oneri finanziari derivanti dal contenzioso tra la Progetto Carrara e la Strabag Spa (ex Adanti) definito in primo grado - secondo quanto noto dagli atti acquisiti - con la soccombenza della Progetto Carrara e la condanna al pagamento di un importo di 9.032.318,70 euro, a favore dell’appaltatore Strabag.
Pertanto, si sottolinea, «non è più procrastinabile l’effettuazione di una precisa ricognizione delle ricadute sul bilancio del Comune derivanti da tutte le passività potenziali e l’adozione delle conseguenti iniziative a tutela della salvaguardia degli equilibri di bilancio».
Le altre società
Nell’analisi della Corte dei Conti, appaiono anche la Casa di Riposo Regina Elena e Imm Carrarafiere, partecipate per le quali il Comune «dovrà procedere ad un’attenta e puntuale analisi ricognitiva dei rapporti debito/credito con ognuno di essi, per valutarne i riflessi sulla sostenibilità e tenuta del bilancio e porre in essere le determinazioni più prudenti per le finanze comunali».
E «in via generale l’Ente dovrà procedere ad una ricognizione dell’assetto complessivo di tutti gli organismi partecipati, avendo riguardo agli effetti economico-finanziari che gli stessi comportano sulla finanza comunale al fine di poterne valutare, anche in chiave prospettica».
Tre annualità
Ma non è finita, anzi, perché nel mirino finiscono gli esercizi 2017, 2018 e 2019, per i quali si parla esplicitamente di «erronea rappresentazione del risultato di amministrazione»; da qui la richiesta che il Comune «adotti adeguati interventi correttivi, e, in particolare, che provveda, attraverso l’adozione di apposita delibera consiliare, alla corretta rappresentazione dei dati di rendiconto dei tre esercizi 2017, 2018 e 2019, e ai conseguenti necessari aggiustamenti dei rendiconti e dei bilanci degli esercizi successivi, per gli effetti che su questi si dovranno produrre, anche in relazione alla eventuale copertura di spese effettuata con quote di avanzo non correttamente accertate al termine degli esercizi qui esaminati». E ancora: «In relazione alla presenza di un saldo negativo della parte disponibile degli esercizi 2017, 2018 e 2019 qualificato come extradeficit, al Comune è richiesto di dare effettività ai provvedimenti già adottati, al fine di garantire il completo ripiano del disavanzo con i modi ed entro i termini programmati».
Alla luce delle conclusioni del Magistrato istruttore, il Comune, si spiega nella deliberazione, ha riferito che “nel corso del tempo, è proseguita la progressiva riduzione della consistenza dello stock del debito e, già nell’anno 2021 ed ancora anche nel 2022 e 2023, la consistenza dei debiti di finanziamento, non assistiti da contribuzioni, è inferiore al 150 per cento rispetto alle entrate correnti dello stesso esercizio (146,75% nel 2021, 143,01% nel 2022 e 140,56% nel 2023)”.
Per il 2017, in particolare, si osserva che la gestione complessiva ha chiuso, dal punto di vista contabile, con un avanzo di amministrazione pari a 39.324.977,05 euro. «In sede istruttoria, è tuttavia emerso - osserva la magistratura contabile - che i fondi vincolati ammontano a 3.977.245,53 euro, per cui il risultato di amministrazione effettivamente accertato al 31 dicembre 2017 si ridefinisce con un saldo negativo della parte disponibile di 12.447.950,05 euro». «In particolare, per quanto concerne le quote vincolate, sono state riscontrate alcune criticità nella determinazione del vincolo disposto relativamente alle entrate derivanti dalle sanzioni per violazioni al codice della strada». E comunque, la Corte «ritiene che la consistenza dello stock del debito riscontrata sia da considerarsi elevata. Pertanto, il Collegio ritiene che l’irregolarità riscontrata debba ritenersi grave in quanto costituisce un pregiudizio per gli equilibri di bilancio e la stabilità finanziaria dell’Ente nel lungo periodo». Non solo: «Il Collegio ritiene che il risultato di amministrazione al termine dell’esercizio 2018 debba essere ridefinito con un saldo negativo della parte disponibile pari a 11.927.950,05 euro». E il 2019 «si ridefinisce con un saldo negativo della parte disponibile pari a 11.380.842,20 euro». Adesso, le repliche a palazzo civico.l
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