Gioco
Massa, la madre di Nicola Pinarelli lancia un torneo in ricordo del figlio
“Pina” avrebbe compiuto 23 anni l’8 giugno: «Era solare, un leader»
Massa Un torneo per ricordare Nicola Pinarelli, per tutti Pina, deceduto a soli 22 anni, una iniziativa voluta fortemente dalla madre Paola Diamanti, ma anche dalla sua ex-ragazza e tutti gli amici che lo conoscevano e gli volevano bene, compagni di vita e di calcio, lo sport che amava sopra ogni cosa. L’8 giugno prossimo Pina avrebbe compiuto 23 anni, e per l’occasione la madre ha voluto ricordarlo con un torneo di beneficenza, dal titolo “Memorial per Pina”, un torneo di calcetto a squadre che si terrà al centro sportivo delle colline massesi in via Fonda a Massa. Da una piccola cosa tra amici, sono già 12 le squadre che hanno aderito, limite che è stato obbligatoriamente messo per questioni organizzative, ma già tanto dice di quanto Pina rappresentasse per coloro che lo vogliono ricordare. Le partite si giocheranno su due tempi di 15’ per tempo, di ogni girone le ultime verranno eliminate mentre le altre accederanno ai quarti di finale. L’evento durerà tutto il giorno e ci sarà la possibilità di fare una pausa pranzo in loco con menù, mentre la sera, finita la premiazione, chi sarà interessato a fare un brindisi augurale a Nicola, potrà recarsi alla pizzeria Inferno in via Dante, con menù ridotto. Il ricavato dal torneo, da vari sponsor (hanno aderito già in tanti) e dalle varie offerte, andrà all’Associazione “Un cuore un mondo” di Massa, ente benefico che si occupa del supporto delle famiglie dei bambini cardiopatici ospiti all’Ospedale del Cuore – Fondazione Monasterio. Entrata libera con opzione di offerta. La scelta dell’Ente destinatario della donazione, è stata presa dalla mamma Paola, considerandola la migliore in linea con quello che avrebbe desiderato Pina.«Era un ragazzo solare, un leader di un gruppo di amici, il trascinatore nelle feste e serate, che faceva sorridere in ogni occasione, ma sensibilissimo – lo ricorda la mamma – Mi ricordo da piccolo mi aveva addebitato al mare per una settimana le bottiglie acqua per i bambini del Ramadam che non avevano da bere, mi brontolava quando non davo l’elemosina agli zingari quando erano con dei bambini, amava i cani e mi chiedeva sempre un fratellino anche se ormai era grande. Forse gli sono rimasti impressi i bambini sofferenti che ha visto quando gli capitò di essere ricoverato. Li adorava». «I ragazzi mi dicono adesso, che questa non sarà più l’estate degli altri anni, manca l’organizzatore. Aveva un rapporto privilegiato con me: preferiva una lettera, un fiore un biglietto a un regalo, perché secondo lui esprimevano meglio i suoi sentimenti. Il suo motto era “amate che il mondo ha bisogno d'amore”». Lavorava nella ditta edile del padre, ma il calcio lo ha travolto sin da piccolo. Ha debuttato in serie D, ha giocato nella Massese e in altre squadre, era un buon portiere ha fatto provini per l’Empoli, Fiorentina, Spezia, ma gli infortuni e l’altezza non idonea gli hanno frenato la carriera. Era l’Inter la sua passione. «Quando vedeva le partite dell’Inter non c’era per nessuno, non si poteva fiatare, gli è arrivata anche una maglietta firmata da Lautaro. Un paio di volte a settimana giocava anche a Paddle con gli amici, poi da 8 mesi stava con una nuova ragazza, era circondato da affetto. Da quattro mesi si era comprato un’auto ed era felice per questo, odiava le droghe. Un suo amico gli ha dedicato la sua tesi di laurea. Diventa difficile farsene una ragione». Il torneo, garantisce la madre, sarà il primo di una lunga serie, un appuntamento costante .l
Daniela Marzano
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