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Ambiente e salute

Cava Fornace, analisi nei limiti: «La tragedia non c’è stata»

di Ivan Zambelli
Il liquame fuoriuscito da cava Fornace dopo il crollo di un argine interno alla discarica
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Il liquame fuoriuscito da cava Fornace dopo il crollo di un argine interno alla discarica

Il sindaco di Montignoso, Gianni Lorenzetti, rassicura ma è botta e risposta con Forte dei Marmi

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MONTIGNOSO. Niente metalli pesanti, o triclorometano. Solo una piccola percentuale di idrocarburi, ma in quantità tali da non rappresentare una minaccia. Per questo, dice il sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti, «le analisi sono andate bene e la tragedia non c’è stata». Sono i risultati, almeno informali (verranno pubblicati giovedì 9 maggio), dei campionamenti condotti da Arpat sulle acque fuoriuscite dalla discarica di Cava Fornace a Montignoso, dopo il crollo di argine nella mattina di lunedì 6 maggio.

Cosa è successo

Queste in un primo momento erano tracimate lungo la statale Aurelia e soprattutto nella Fossa Fiorentina, affluente del Lago di Porta. Va sé che c’era molta preoccupazione, visto tale sversamento di acque di cui non si conosceva la composizione chimica. Fatte allora le analisi da parte di Arpat, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, queste hanno dato un esito rassicurante, come informa il sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti, tirando un sospiro di sollievo. «Poco fa – diceva nel pomeriggio di mercoledì 8 maggio – ho parlato con la dottoressa responsabile dell’Arpat e dice che metalli pesanti o lo stesso triclorometano non sono rilevabili. Le analisi vanno quindi bene, la tragedia non c’è stata. L’unica cosa riscontrata ma in quantità limitatissime sono gli idrocarburi, verosimilmente provenienti dalle attività di lavaggio di piazzali e mezzi. Tuttavia mi hanno rassicurato che le percentuali sono molto inferiori ai limiti previsti, al punto tale che potrebbero anche essere immessi nelle acque di superficie, data la scarsa percentuale». Per domani, quindi oggi, il Comune di Montignoso attende la relazione ufficiale, per poi capire il da farsi. Intanto Montignoso, conferma il sindaco, ha intenzione di avvalersi di soggetti in grado di monitorare lo stato del Lago di Porta, interessato dall’arrivo appunto di queste acque, delle terre e delle argille.
Botta e risposta
Ma a stretto giro, una volta ottenuta la relazione Arpat, «abbiamo già in programma una conferenza stampa con l’assessora regionale all’Ambiente Monia Monni». Sarà un’occasione per fare il punto su quanto successo, e su quello che succederà. Intanto la discarica ha visto confermare la sospensione dei conferimenti da parte della Regione Toscana (già sospesi dall’azienda Programma Ambiente Apuane, gestore del sito). «Già questo è un dato», commenta Lorenzetti. «Seguirà il ripristino dei luoghi, con gli argini crollati. Ora dovranno mettere in sicurezza, dopodiché si giocherà la partita della chiusura». Su cui a Lorenzetti esprime ottimismo: «D'altronde un fatto è successo, ed è un elemento di novità rispetto al passato. Prima di quanto avvenuto lunedì era complicatissimo provare a chiudere la discarica con qualunque atto, regionale o comunale che fosse. Perché ti sottoponevi ad un rischio. Ora invece è successo un evento che cambia le carte in gioco, dando la possibilità di agire in modo molto netto rispetto a quanto successo. Sotto questo punto di vista sono ottimista», conclude il sindaco. Da Pietrasanta, è il sindaco Alberto Stefano Giovannetti a commentare con favore l’ordinanza di sospensione della Regione Toscana. Certo, precisa, «è servito un accadimento di portata eccezionale per scuotere chi, finora, è rimasto sordo o quasi alle preoccupazioni da tempo manifestate». Ma almeno, al di là delle prescrizioni, «la comunicazione della Regione è la presa di coscienza, pur tardiva, della necessità di una riflessione ben più ampia e approfondita di quella che ha segnato, finora, il percorso dell’ex Cava Viti», conclude il primo cittadino, auspicando che dopo il ripristino dei luoghi si vada nella direzione della chiusura e bonifica della discarica, come dice anche il Comune di Forte dei Marmi. Tuttavia, è proprio da Forte dei Marmi che arriva il «j’accuse» del delegato all’Ambiente Enrico Ghiselli nei confronti di Lorenzetti: «Contesto l’atteggiamento del sindaco di Montignoso che adesso dichiara di essere favorevole alla chiusura, pur guardandosi bene dallo specificare quando dovrebbe avvenire!».«Contesto -continua- Gianni Lorenzetti che ora tenta di riversare le colpe su chi come me è sempre stato contrario alla discarica e che lui avrebbe invece visto bene completata con la marmettola. Io non credo che chi vuol colmare Cava Fornace con la marmettola abbia ragione. Si parla senza cognizione di causa, e io sono e resto contrario chiedendo che la discarica venga chiusa subito». Non si è fatta attendere la replica piccata di Lorenzetti. Sulla marmettola, «Ghiselli non si permetta di fare l'esegeta di parole che non ho detto. Semmai si occupi di gestire le acque bianche di Forte dei Marmi, che dal fiume Versilia vengono a Montignoso, di cui francamente ci siamo rotti le scatole».

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