Il Tirreno

Massa, in più di 500 si mettono in fila per salvare il parco degli Ulivi

Massa, in più di 500 si mettono in fila per salvare il parco degli Ulivi<br>

Giuliana, “pasionara” a 96 anni: firmo contro il cemento

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Massa Più di 500 cittadini si sono mobilitati fisicamente ieri in mattinata per dire no alla volontà, annunciata in Consiglio Comunale dal Sindaco Persiani, di costruire la nuova Questura nel Parco degli Ulivi in via F.lli Rosselli a Massa, esattamente nella parte riservata allo sgambamento per cani. I Gruppi Consiliari di Massa è un’altra Cosa, PD e Polo Progressista e di Sinistra hanno preparato una raccolta firme chiamando i cittadini a esprimersi contro questa scelta da molti considerata “scellerata”, in quanto priverebbe la zona già molto cementificata, di una parte dei due polmoni verdi che la alimentano. Il gazebo è stato allestito dalle 9.30 alle 13 all’ingresso del Parco degli Ulivi, dove erano presenti i consiglieri Dina dell’Ertole, Ivo Zaccagna, Stefano Alberti, Daniela Bennati e Gabriele Carioli.

L’affluenza

“Dalle 9 alle 13 abbiamo assistito a una processione incessante di persone che si sono fermate per firmare, alcuni cogliendo l’occasione per criticare altre scelte di cementificazione volute dall’Amministrazione, come ennesimo tassello una nuova visione di città in cui non si riconoscono – raccontano i consiglieri – Considerando che molti dei fogli sono stati distribuiti per la raccolta delle firme nelle vicinanze, si prevede un totale di firme ancora più alto».

Le ragioni del no

I motivi del trasloco della Questura non sono ancora noti, e se ne parla già da un po’ quando le prime ipotesi davano come possibili soluzioni il ripristino del palazzo della Banca d’Italia e poi la costruzione ex-novo presso il parcheggio della ex-Intendenza di Finanza. «La nostra posizione è netta – afferma Zaccagna – noi non siamo contro una nuova ubicazione per la Questura. Faremo delle mozioni a più mani perché l’intera opposizione è compatta. Manca la visione di una città e siamo vicino alla scadenza di un piano strutturale che dovrà passare in Consiglio e che dovrà decidere un nuovo disegno di città, pensare al traffico aggiuntivo: che senso ha sganciare una bomba così ora?»

Criticità della scelta

A parte un’ulteriore sconfitta del verde pubblico, dopo la ferita della Ugo Pisa ancora aperta, c’è chi pensa all’aumento del rischio idrogeologico. Il geologo Massimo Corniani sottolinea il problema dell’impermeabilizzazione derivata dalla continua cementificazione. «Quando piove assistiamo agli allagamenti alla stazione, sottopassi, via Dorsale e Massa Avenza. La notevole riduzione di questo parco ridurrà il drenaggio della zona, e dovremmo invece fare alla rovescia viste anche le variazioni climatiche e le frequenti bombe d’acqua». Dello stesso parere la consigliera Bennati: «Seul ha piantato 16 milioni di alberi ed esteso la propria area verde di 3,5 milioni di metri quadrati: non sono le poche piante piantumate in via Croce che danno un segnale green. Perché hanno pensato di mettere una Questura in una zona residenziale e vicino alle scuole?»

La voce dei cittadini

Tra la gente di tutte le età in fila per esprimere il proprio dissenso, una giovane donna incinta: «Firmo perché non voglio dire a mio figlio quando nascerà che non ho difeso il suo parco».

C’è anche Giuliana Facci, incredibilmente arzilla con le sue 96 primavere ad attendere pazientemente il suo turno: «Ho ancora la forza di dire qualcosa contro il sistema, ancora la testa ce l’ho. Spero soltanto non mi tremerà la mano quando andrò a firmare». «Era da tempo che non si vedeva una tale partecipazione – racconta la Dell’Ertole – che riporta a un vecchio modo di fare politica, dove al centro c’erano gli interessi della gente». C’è chi è preoccupato per non sapere, nel caso questa proposta diventasse concreta, quale sarà la destinazione dello sgambamento, fortemente voluto dall’Assessorato Ambiente sotto la seconda amministrazione Pucci.

«Mi ricordo l’inaugurazione del parco con il consigliere Incoronato presidente della commissione Ambiente nel luglio 2010– ricorda l’ex-assessore Andrea Ofretti – e tutta la piantumazione necessaria per rendere questo parco verde come è oggi».

Le interrogazioni

Marco Guidi di Fratelli d’Italia ha fatto sapere che “Attraverso l'onorevole Alessandro Amorese, verrà presentata un'interrogazione parlamentare al Ministro dell'Interno Piantedosi. Dal fronte opposto il vicesegretario del PD massese Ergest Cobaj fa sapere che faranno anche loro una interrogazione parlamentare proprio per capire il motivo della scelta ricaduta sul Parco. Intanto il prossimo banchetto per le firme sarà allestito martedì e venerdì ai mercati cittadini. Il 19 aprile alle 17 è prevista al Parco una manifestazione delle associazioni ambientaliste.l

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di Redazione web