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Carrara, il Bagno Marino resta al Comune: continuerà a essere spiaggia libera

Carrara, il Bagno Marino resta al Comune: continuerà a essere spiaggia libera

Respinta la richiesta del titolare: se ne riparla all’udienza di merito

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CARRARA. Il Bagno Marino continuerà anche per quest’estate ad essere spiaggia libera. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto la richiesta del titolare di sospendere la sentenza del Tar dell’anno scorso, nell’attesa di discutere nel merito.

L’ordinanza dei giudici amministrativi di secondo grado riguarda il ricorso in appello proposto da Brunello Menconi, titolare della ditta individuale Bagno Marino di Menconi Brunello (avvocati Cristina Pozzi e Stefania Frandi), ricorso contro Comune di Carrara (avvocato Sonia Fantoni) e Agenzia del Demanio (Avvocatura generale dello Stato); l’obiettivo era quello come accennato di riformare la sentenza del Tar per la Toscana (sezione prima) n. 1105/2023, sentenza con la quale il Tar aveva confermato il provvedimento di decadenza della concessione demaniale marittima nr. 48/99 "Bagno Marino di Menconi Brunello", a causa del mancato pagamento dei canoni demaniali degli anni 2016, 2017, 2019 e 2020.Ora, in questa nuova ordinanza, il Consiglio di Stato osserva che «non è ravvisabile un pericolo di pregiudizio grave e irreparabile», dal momento che, si aggiunge, da circa tre anni la spiaggia in contestazione è utilizzata dall’amministrazione, dopo che la sospensiva chiesta nel 2021 è stata respinta in primo grado, e l’appello cautelare è stato rinunciato.

Non solo: con specifico riguardo alle censure nei confronti della decadenza, «non è peraltro delibabile favorevolmente il merito dell’appello, in relazione al quale nella presente sede a cognizione sommaria emerge l’incontestata morosità nel pagamento dei canoni di concessione».

Le spese sono compensate. Se ne riparlerà nell’udienza di merito, ma difficilmente si terrà prima dell’estate. Tornando alla decisione del Tar dell’anno scorso, i giudici avevano ricostruito che il Bagno Marino aveva chiesto il prolungamento della concessione al 2033, ed era stato proprio nel corso del procedimento di rideterminazione della durata della concessione, che il Comune di Carrara aveva provveduto alla verifica dei requisiti, riscontrando il mancato versamento dei canoni demaniali relativi agli anni 2016-2017-2019-2020. Il titolare aveva comunicato di aver provveduto, entro il 31 dicembre 2020, al pagamento del canone relativo al solo anno 2020, restando non pagati i canoni relativi agli anni 2016, 2017, 2019. E, aveva aggiunto, «è pertanto del tutto evidente come l’Amministrazione non avrebbe potuto che avviare il procedimento di decadenza della concessione, poi concluso con il provvedimento n. 10/2021 del 24 marzo 2021».

Al momento del ricorso al Tar, risultava non evasa la rata del 2019. «È comunque irrilevante il successivo (e comunque parziale) adempimento, in quanto l’Amministrazione ha inteso sanzionare il comportamento complessivo della ditta e, quindi, il mancato versamento delle somme dovute in termini ragionevoli».

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