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Massa, i dipendenti di Casa Ascoli fanno un blitz in consiglio: la maggioranza decide di non farli parlare
Non passa la richiesta di sospendere la seduta con il voto compatto della maggioranza. La protesta per la situazione economica della partecipata
MASSA. Volevano esporre il proprio disappunto, e perché no, anche le critiche nei confronti della gestione di Casa Ascoli. E invece alcuni lavoratori ed ex dipendenti della cooperativa Compass non ha avuto modo di intervenire in Consiglio comunale. Richiesta negata, ma non tanto di leggere il documento comune e distribuito ai presenti in sala; piuttosto alla proposta di sospendere la seduta, per poter almeno conferire con i capigruppo per una decina di minuti. Voto contrario, da parte della maggioranza e del sindaco Francesco Persiani.
I lavoratori erano giunti nella sala Dieci aprile per esprimere il proprio disappunto per la difficile situazione economica di Casa Ascoli, azienda speciale per i servizi alla persona del Comune di Massa. Questa da anni ha un ingente debito nei confronti delle cooperative che operano o hanno operato al suo interno, stimato in circa 5 milioni di euro: Compass, Di Vittorio ed altri.
Proprio alla prima appartenevano i lavoratori, perché visto l’importante debito (i dipendenti riferiscono 1,7 milioni di euro) questa fa molta difficoltà a pagare regolarmente gli stipendi, come sembra sia avvenuto anche a Pasqua. Vero che si esiste un piano di rientro, presentato dall’attuale cda presieduto da Giancarlo Casotti; ma questi non starebbe dando i frutti sperati. In più, i lavoratori ritengono responsabili della situazione le dirigenze che si sono susseguite nel corso degli anni, che vengono indicate dall’amministrazione comunale. Per questo l’arrivo in Consiglio comunale, per poter leggere un documento condiviso. Ma è stato respinto da 18 voti
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