Il Tirreno

L’incidente

«Aiuto, aiuto, sento un dolore al petto». Incastrato fra due blocchi: chi è l’operaio di 46 anni finito in ospedale

di Alessandra Vivoli
I due blocchi che hanno formato l’incastro in cui è rimasto ferito l’operaio
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I due blocchi che hanno formato l’incastro in cui è rimasto ferito l’operaio

Carrara, l’infortunio è avvenuto in una azienda di marmo. L’uomo era nel piazzale attorno a un telaio quando si è verificato l’incidente

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CARRARA. «Aiuto, aiuto, sento un dolore al petto». Queste le prime parole dell’operaio di 46 anni, Maurizio Lombardi, che ieri mattina è rimasto incastrato fra due blocchi di marmo durante una manovra di movimentazione per il taglio di due tonnellate di “bianco”.

L’operaio si è rivolto al collega che stava lavorando insieme a lui che ha immediatamente attivato i soccorsi. L’uomo, a bordo di un’ambulanza, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale, al Noa di Massa.

Le sue condizioni sono apparse subito gravi: dallo schiacciamento subito durante lo spostamento del blocco ha riportato la frattura della clavicola e di alcune costole. La cosa che ha destato maggiormente preoccupazione sono state le bolle di aria che si sono formate, a causa dell’impatto violento, nei polmoni: l’uomo si trova ricoverato in coma farmacologico, per consentire l’esito delle cure in corso. Non è in pericolo di vita.

L’infortunio

La mattinata di lavoro era cominciata da poco nell’azienda di marmo Bernardi, in via Piave a Carrara: una delle ditte, storiche, per la segagione del lapideo che insistono nel comparto che si trova a due passi dallo stadio dei Marmi.

Proprio mentre stava armeggiando attorno a un telaio Maurizio Lombardi, operaio esperto di 46 anni, ha tolto il martinetto (l’attrezzo che si usa anche in cava per tenere fermi i blocchi) che supportava il “pezzo” da due tonnellate sotto tagliatura. I lavoratore è rimasto accovacciato, intento a finire quello che aveva cominciato a fare, il blocco è scivolato e si è andato ad appoggiare ad un altro (di dimensioni molto più grandi) che era lì accanto. Nel movimento, quella sorta di spostamento in avanti, ha urtato l’operaio nella zona toracica. Essendo accovacciato il blocco non ha colpito la testa.

Si è formata una sorta di “capanna” naturale, un vertice fatto di marmo fra i due blocchi: da questa sorta di pertugio il lavoratore di 46 anni è riuscito ad uscire con le proprie gambe. Bianco in volto ha chiesto aiuto al collega che era insieme a lui accusando un dolore al petto.

Le condizioni

L’operaio 46 enne, per il quale in un primo momento era stato attivato anche l’elisoccorso Pegaso (ma non c’è stato bisogno del trasferimento in altri ospedali), si trova ricoverato al Noa.

All’arrivo del medico a bordo dell’ambulanza è stato lui stesso a spiegare quello che era successo e, soprattutto, quali fossero le sue condizioni. Una volta arrivato in ospedale gli sono state diagnosticate le fratture (alla clavicola e alle costole) e una situazione polmonare complessa.

I rilievi di Asl

Sul luogo dell’infortunio, nel piazzale dell’azienda Bernardi, sono stati attivati gli operatori di Prevenzione igiene e sicurezza dell’Asl che hanno effettuato i primi accertamenti del caso e sentito anche le testimonianze di chi, al momento dell’incidente, si trovava al lavoro.

La Uil

In merito all’ennesimo incidente che si è verificato sul posto di lavoro Daniele Battistini e Franco Borghini, rappresentanti della Uil ribadiscono che: «è l’ennesima dimostrazione che la sicurezza sui luoghi di lavoro non può e non deve essere affrontata solo quando accade un incidente. Non può e non deve essere uno “slogan” del momento, non può e non deve lasciare indifferente l’intera comunità perché è proprio da lì che passa un pezzo di dignità del mondo del lavoro e del nostro Paese».


 

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