Gioco
Accademia di Carrara, presentato ricorso dalla professoressa Papucci
Il suo avvocato: «Violato il principio di non discriminazione». Era stata dichiarata non eleggibile per mancanza di anzianità di servizio
CARRARA. La professoressa Silvia Papucci, al momento ex direttrice dell’Accademia di Belle Arti, ha presentato ricorso al Consiglio di Stato, assistita dall’avvocato Giuseppe Leotta del foro di Roma, specialista in diritto del lavoro. Un ricorso che come obiettivo di fondo, ovviamente, ha quello di ribaltare il giudizio del Tar, che l’aveva dichiarata ineleggibile per motivi di presunta mancanza di anzianità di servizio di ruolo a tempo indeterminao, come richiesto dall’articolo 12 dello statuto della massima istituzione cittadina (4 anni rispetto ai sei richiesti). Quest’obiettivo però quasi certamente potrà essere ottenuto solo in una discussione di merito, per i quali i tempi non saranno necessariamente brevi, visto che comunque almeno il professor Marco Baudinelli, assistito dall’avvocata Isetta Barsanti Mauceri del foro di Firenze farà opposizione.
Nell’immediato, come spiega sempre il legale della professoressa Papucci, è stato chiesto però al presidente del Consiglio di Stato in prima istanza, quale giudice monocratico, e in seconda istanza al collegio, la sospensiva della sentenza del Tar. Qualora fosse accordata, significherebbe che nelle more del giudizio di merito la professoressa Papucci potrebbe tornare nel suo ruolo di vertice. Un primo responso è atteso a stretto giro di posta, addirittura entro i primi giorni della prossima settimana.
Come scrivevamo ieri, e in attesa di sapere se anche il Ministero (che aveva avallato l’elezione della professoressa Papucci, dando quindi validità al parere legale di cui si era servita la commissione elettorale), si costituirà a sua volta contro il Tar, di sicuro si sta per verificare quel rischio di corto circuito di cui parlavamo.
Domani, venerdì il presidente dell’Accademia di Belle Arti, Antonio Passa, al Consiglio d’amministrazione della massima istituzione culturale cittadina, da lui presieduto, chiederà di deliberare il ritorno al voto con una procedura particolare, ovvero il ballottaggio tra i due esclusi, i professori Marco Baudinelli (che aveva preso 11 voti rispetto ai 53 di Silvia Papucci, nessuna preferenza invece per Claudio Rocca), in modo, come ha spiegato ieri al Tirreno, di avere comunque un direttore eletto con il 50 per cento più uno dei voti. Questa è, come scritto ieri, l’interpretazione che il presidente Antonio Passa dà alla sentenza del Tar che ha dichiarato ineleggibile la professoressa Silvia Papucci, nel passaggio finale in cui sottolineano, i giudici amministrativi, «In sede di riedizione del potere, l’Accademia di belle arti di Carrara dovrà verificare la sussistenza dei presupposti per la nomina del ricorrente a direttore al posto della controinteressata».
Al momento, il consiglio di amministrazione dell’Accademia è composto dallo stesso prof. Antonio Passa, dal professor Gerardo de Simone quale rappresentante dei docenti e dal dottor Riccardo Cataldo, esperto di Amministrazione. Se passerà la proposta del presidente, già il 14 o 15 marzo ci sarà il ballottaggio e a seguire il nuovo direttore.
Ma l’avvocato Giuseppe Leotta è convinto che la sua assistita abbia pieno diritto a essere reintegrata: «Il punto - spiega - è che noi contestiamo l’interpretazione dello statuto dell’Accademia di Carrara data dal Tar, perché se non fosse valido quanto ritenuto dalla commissione elettorale, e cioé che si possono computare gli annni a tempo indeterminato con la stessa valenza di quelli a tempo determinato, si violerebbe in automatico il principio di non discriminazione, più volte ribadito anche in sede di Giustizia europea. In sostanza - sottolinea - le regole non devono distinguere tra periodo a termine e periodo a tempo indeterminato, lo si è visto anche alle Accademie di Catania e di Sassari, dove pure gli statuti erano scritti in modo più stringente rispetto a quello di Carrara nel chiedere i 6 anni di anzianità di servizio a tempo indeterminato. Eppure, il professor Gianni Latino, non solo è stato eletto presidente dell’Accademia di Catania, ma è anche il presidente della conferenza dei direttori di tutte le Accademia di Belle Arti d’Italia; ma perché a Catania nessuno ha preso in considerazione l’eventualità che gli anni di ruolo a tempo indeterminato non fossero strettamente sei? Proprio per non violare il principio di non discriminazione; qualunque atto, come noto, deve essere costituzionalmente orientato, e qui l’orientamento è preciso, nel considerare sullo stesso piano i periodi a tempo determinato e indeterminato. Noi siamo convinti che in primo grado ci sia stata una valutazione non corretta, e per questo andiamo al Consiglio di Stato chiedendo la sospensiva cautelare sia al monocratico che collegiale. Poi certo, ci rimettiamo alle decisioni dei giudici, se anche il Consiglio di Stato dovesse seguire l’interpretazione secondo noi non corretta, vorrà dire che ci saranno nuove elezioni. L’ipotesi che leggo, di un ballottaggio fra i due esclusi, mi sembra impercorribile».
Da parte sua, l’avvocata Isetta Barsanti Mauceri, che assiste Marco Baudinelli, sta predisponendo l’atto di opposizione: «Mi limito a osservare che la professoressa Silvia Papucci avrebbe potuto benissimo costituirsi in primo grado e non l’ha fatto, ora presenta il ricorso con una richiesta di sospensiva cautelare a mio avviso infondata e spero proprio che il Consigio di Stato non prenda alcuna decisione senza prima averci ascoltato».
Insomma, sono giornate di grande fermento. Dal 20 febbraio l’Accademia non ha il direttore, già era priva del consiglio accademico scaduto, e non c’è neppure il rappresentante degli studenti. L’unico organo in carica è il Cda, a tre anziché a cinque. La prima data utile per capirne di più è il consiglio di amministrazione di domani.
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