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Porto di Marina di Carrara, il geologo Zanicchi rassicura: «Non c’è alcun rischio idraulico»
In fase di pubblicazioni le controdeduzioni alle osservazioni sulla Vas
Carrara «In base al modello sviluppato l’area portuale non risulterebbe interessata da alcun battente idrico a tempo di ritorno 200 anni. In base a questo elemento non sussisterebbe il problema della pericolosità idraulica dell’area portuale». Lo si afferma nelle controdeduzioni (alle osservazioni sul procedimento di Vas in corso al Ministero in merito al Piano regolatore portuale) che il geologo Marco Zanicchi della società Epta Consult Scrl ha redatto per conto dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale in risposta alle osservazioni presentate dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale in merito alla procedura di valutazione ambientale strategica del nuovo piano regolatore portuale di Carrara.
Epta Consult, in particolare, richiamando gli studi idraulici prodotti dalla società Hydrogeo Ingegneria di Firenze a supporto del Piano operativo comunale (Poc) di Carrara, ha voluto ribattere al passaggio in cui l’Autorità di bacino, in riferimento alla “tutela idraulica”, ribadiva «che lo strumento di riferimento della pianificazione di bacino è costituito dal Piano di gestione del rischio alluvioni (Prga) 2021-2027 del distretto idrografico dell’Appennino settentrionale».
Il modello qualitativo elaborato da Hydrogeo, replica Epta Consult, «mostra come soltanto una piccola parte dell’area portuale ad estremo ovest risulta interessata da esondazione a tempo di ritorno compreso tra 30 e 200 anni. Il resto dell’area portuale non viene classificato come potenzialmente inondabile».
Dallo studio di Hydrogeo emergerebbe anche «come tutta l’area portuale non ricada in alcuna classe di magnitudo idraulica. Analizzando i vari elaborati -commenta Zanicchi- appare una situazione, sotto il profilo idraulico, piuttosto articolata, dove le valutazioni tecniche di tipo analitico non evidenziano comunque alcun battente idrico nell’area portuale». Secondo il geologo la reale motivazione della classificazione della parte orientale dell’area portuale (compresa tra la banchina Capitan Fiorillo e Servizi) come a pericolosità idraulica elevata, perché inondabile a tempo di ritorno compreso tra 30 e 200 anni, «si basa principalmente sul fatto che nel 2014, penetrando dal varco di Levante, si è effettivamente verificato un allagamento comunque modesto e di breve durata, in considerazione della morfologia dei piazzali e delle banchine portuali (dotate di apposite pendenze verso i presidi di captazione ed allontanamento delle acque di pioggia) ma soprattutto del fatto che il modesto battente instauratosi poteva riversarsi direttamente in mare da filo della banchina».
A sostegno della sua affermazione Zanicchi allega anche una fotografia scattata da un elicottero dei Vigili del fuoco durante l’alluvione di Marina del 2014, che dimostrerebbe «come, all’interno dell’area portuale, l’allagamento abbia interessato soltanto la parte direttamente antistante il varco di Levante, non coinvolgendo il piazzale Città di Massa perché a quota più elevata. Per questo motivo dalla cartografia di pericolosità idraulica la parte del piazzale Città di Massa è stata considerata come a pericolosità molto bassa per assenza di battente idrico. Le aree recentemente inondate (alluvione 2014) -prosegue il professionista- sono state inserite a tempo di ritorno 200 anni come a pericolosità idraulica bassa, nonostante l’inserimento delle cartografie del Prga in pericolosità da dominio fluviale P2 media e la classificazione nel Poc come a pericolosità elevata. Pertanto -conclude Epta Consult- sulle banchine portuali non è ragionevole ritenere che possano verificarsi problematiche di stabilità degli individui (operanti sulle banchine stesse), di mobilitazione, da parte delle acque ruscellanti, degli autoveicoli e dei mezzi portuali, e tantomeno legate alla resistenza strutturale degli edifici e dei manufatti per gli effetti delle inondazioni; si tratta quindi di una condizione di bassa o nulla pericolosità relativa».l
David Chiappuella
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