Gioco
Carrara, quattro ex presidenti dell'Accademia di Belle Arti chiedono subito la nomina di Marco Baudinelli
Lanciato un appello da Simone Caffaz, Giancarlo Casani, Dino Geloni e Anna Vittoria Laghi
Carrara A dodici giorni ormai dalla sentenza del Tar, che ha annullato l’elezione della direttrice dell’Accademia di Belle Arti Silvia Papucci (accogliendo il ricorso dell’ex direttore Marco Baudinelli, secondo in classifica nelle elezioni, 53 voti a 11), nella massima istituzione cittadina vi è un clima di estrema incertezza. Destinato per altro a proseguire almeno ancora come minimo per qualche giorno, come vedremo, e forse anche di più.
Adesso, c’è da registrare innanzitutto un intervento congiunto, un appello accorato di quattro ex presidenti del consiglio di amministrazione dell’Accademia, cioé Simone Caffaz, Giancarlo Casani, Dino Geloni e Anna Laghi. «Come ex presidenti - scrivono - avendo a cuore la sorte dell’Accademia, motore fondamentale della Cultura e dell’Economia del Territorio e non solo, proponiamo che venga ripristinata, senza ulteriori indugi, pretesti e strumentalizzazioni, la condizione di normale funzionalità di gestione con la nomina come direttore del prof. Marco Baudinelli, secondo votato nell’elezione, in possesso di tutti i requisiti richiesti dalla normativa e che in passato ha già ricoperto con successo il ruolo di direttore. La nomina a direttore del secondo votato è conforme alla prassi generale e alla normativa».
E aggiungono: «Non può essere compromessa un’Istituzione così importante per inerzia o altre motivazioni. Tutti gli organi dell’Accademia, che hanno responsabilità in materia, devono intervenire per ristabilire senza indugio le condizioni della sua corretta e funzionale gestione. Accettare passivamente questa situazione di stallo e non intraprendere corrette iniziative urgenti per uscirne, comporta anche responsabilità dirette e concrete di chi dovrebbe intervenire e si astiene», concludono gli ex presidenti dell’Accademia Caffaz, Casani, Geloni e Anna Laghi.
Il caso
Come noto ormai, tutto nasce dalla sentenza del 20 febbraio scorso del Tar: secondo i giudici amministrativi, la professoressa Silvia Papucci non poteva e quindi non può essere la direttrice dell’Accademia di Belle Arti. Il passaggio chiave è quando il Tar sostiene: «L’anzianità richiesta dall’art. 12 dello Statuto andava computata necessariamente a partire dalla nomina in ruolo, trattandosi appunto dell’anzianità di ruolo, occorrendo dunque la presenza di sei anni nel ruolo e non potendo supplire, alla mancanza di tale periodo di anzianità, il servizio cosiddetto “pre-ruolo”. La Prof.ssa Papucci pacificamente non possedeva tale requisito di anzianità al momento dell’ammissione alla presente procedura e della nomina».
In sostanza il Tar ha condiviso la tesi sostenuta da tempo da Marco Baudinelli, ma anche dall’altro concorrente Claudio Rocca e altri, fatta presente anche alla commissione elettorale, secondo cui non si potevano conteggiare nell’anzianità gli anni di insegnamento svolti dalla docente in Accademia prima dell’assunzione con contratto a tempo indeterminato. Circostanza, era stato fatto notare, rappresentata anche alla commissione elettorale, che invece si era avvalsa di una parere secondo il quale invece anche il periodo precedente sarebbe stato valido.
L’ex direttore Marco Baudinelli (assistito dall’avvocato Isetta Barsanti Mauceri), e non solo lui, visto anche l’appello degli ex presidenti, sono tutti in attesa che venga tradotta in pratica l’ultima parte della sentenza: «In sede di riedizione del potere, l’Accademia di belle arti di Carrara dovrà verificare la sussistenza dei presupposti per la nomina del ricorrente a direttore al posto della controinteressata». In parole povere, sta all’Accademia - al momento, rappresentata dal Consiglio di Amministrazione presieduto dal professor Antonio Passa, visto che il consiglio accademico è ormai scaduto - riesaminare una seconda volta tutta la vicenda nella sua interezza e, come primo punto, verificare se appunto ci siano o meno i presupposti per la nomina diretta del secondo classificato, il professor Baudinelli. Questa, anche per il Tar, è la prima opzione da considerare, ed è quello che chiedono gli ex presidenti, come già hanno fatto l’avvocato di Baudinelli, la Cgil, la Lega.
Gli sviluppi
Il Tirreno in questi giorni ha contattato il Ministero dell’Università e della Ricerca, che ha competenza sull’Accademia, ma non vi sono comunicazioni ufficiali. Quanto emerge, in via informale, è che i dirigenti aspettano le mosse dell’Accademia, ma che in qualche modo la strada del ricorso al Consiglio di Stato non è assolutamente esclusa, anzi. Questo, anche perché in definitiva il Ministero stesso, avallando il risultato dello scrutinio di voto, aveva accettato l’impostazione della commissione elettorale. In ogni caso, il Ministero si rimetterà, salvo sorprese, alle decisioni provenienti da Carrara.
In tutto questo, il presidente dell’Accademia Antonio Passa, che a quanto risulta vuole a sua volta un avallo ministeriale, Ministero da cui comunque è stato nominato, sta predisponendo una relazione da presentare al Ministero stesso. Il contenuto non è noto, ma difficilmente il presidente sconfesserà le decisione della commissione elettorale a monte di tutto. In definitiva, la strada del ricorso al Consiglio di Stato, per cercare nel secondo grado un’interpretazione diversa rispetto agli anni da docente della professoressa Papucci, ad oggi sarebbe la più gettonata. Sempre che i consulenti legali del Ministero e l’Avvocatura non diano un parere diverso. Non sappiamo se la prossima sarà una settimana decisiva, ma certo, di tempo ne è già passato. Il Tar ha indicato una strada - nomina di Baudinelli come prima opzione -, l’Accademia ne preferirebbe un’altra, il ricorso potrebbe rischiare di lasciare nel limbo per mesi l’Accademia, anche perché sullo sfondo c’è anche il rinnovo della presidenza, con l’indicazione della terna da cui scegliere. Un caos non da poco.l
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