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Massa, infermiera di Nido e Ostetricia va in pensione: la festa delle colleghe dopo 42 anni di servizio
Per 25 anni ha lavorato nel vecchio ospedale di Massa, poi all’Opa e infine nel nuovo reparto del Noa: «L’entusiasmo per questo splendido lavoro non mi ha mai abbandonato»
MASSA. Dopo 42 anni di servizio è andata in pensione Cristina Stefanini, infermiera del Reparto Nido/Ostetricia dell'Ospedale Apuano.
Cristina, classe 1961, ha assistito in reparto e in sala parto alle nascite di tre generazioni di neonati: nella sua belle a lunga carriera, ha prestato servizio per 25 anni al Reparto Nido del vecchio Ospedale di Massa, poi trasferito all'Opa e infine al Noa, con l'accorpamento del punto nascita di Carrara.
Il reparto Nido/Ostetricia oggi ha una doppia anima: le mamme vengono assistite nel pre/post parto dal personale ostetrico e infermieristico, dalle Oss, dagli anestesisti, da ginecologhe e ginecologi, mentre i neonati fisiologici, in sala parto e in reparto, ricevono le cure delle infermiere, delle ostetriche, delle Oss e delle pediatre, tutti sotto la supervisione delle coordinatrici e dei primari.
Al Nido il personale si occupa di avviare e favorire l'allattamento esclusivo, essendo, si ricorda, il Noa accreditato come Ospedale Unicef "Amico del bambino per l’allattamento materno", di sostenere le cure neonatali nelle prime giornate di vita per favorire un ritorno sereno dei genitori e del neonato/a tra le mura domestiche.
Sono state le colleghe stesse (alcune nella foto: Giulia, Anna, Stefania, Gina, Vania e Manuela) che hanno voluto intervista Cristina Stefanini.
Cristina qual è il periodo della tua carriera che ricordi con più entusiasmo?
«L'entusiasmo per questo splendido lavoro non mi ha mai abbandonato, anzi mi ha aiutato a limitare lo stress dei momenti critici. Ricordo come cambiamento epocale il trasferimento del punto nascita dell'Ospedale di Massa all'Opa, percorso proseguito e intensificato con il trasferimento al Noa: l'accreditamento Unicef del 2010, l'introduzione del rooming in, che ha permesso alla neomamma e al bambino di condividere la stanza 24 ore su 24, la presenza dei papà in sala parto durante il travaglio, le nuove strutture che garantivano maggiore confort all'evento nascita. Inoltre l'esperienza di diventare mamma di due bambini mi ha fatto acquisire una sempre maggior empatia verso le mamme, che ho accolto e ascoltato con partecipazione».
Se dovessimo parlare di criticità?
«Sicuramente l'eccessivo processo di informatizzazione, certamente utile, e la troppa burocrazia hanno limitato il tempo che avrei voluto dedicare all'assistenza vera e propria. Ma l'inserimento al Nido delle "giovani" colleghe ostetriche ha portato ad un interessante scambio; la contrapposizione generazionale ha fatto sì che esperienza e innovazione si fondessero verso un migliore percorso di assistenza della diade mamma-neonato. Mi mancheranno molto le relazioni di amicizia instaurate in questi anni con le colleghe, lascio un ottimo team di lavoro a cui consiglio di rimanere unito».
La parola adesso alle intervistatrici: «Noi colleghe ti ringraziamo per il tuo prezioso lavoro, svolto con costante impegno e professionalità, per la pazienza con cui hai formato nuove infermiere e ostetriche, per aver amato sempre e comunque il tuo lavoro e ti auguriamo anni ricchi di salute e nuovo entusiasmo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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