Il Tirreno

La tragedia

Malore in classe a Carrara, muore a 15 anni. Il ricordo: «Una forza della natura»

di Alessandra Vivoli

	Una foto di Martina a scherma
Una foto di Martina a scherma

Martina Sironi da quando aveva quattro mesi lottava con un tumore cerebrale, amava la poesia e la scherma

01 marzo 2024
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CARRARA. Si è sentita male in classe, all’istituto Salvetti di Massa. Un malore che, una volta arrivata a casa (è corsa a prenderla la madre) si è subito acuito. Tanto che per Martina Sironi è stato attivato, attraverso il Pegaso del 118, il trasferimento al Meyer di Firenze.

Martina è morta poche ore dopo lasciando nel dolore tutti coloro che l’hanno conosciuta e le hanno voluto bene. Aveva 15 anni e da quando era piccolissima, a soli quattro mesi di vita, lottava con un grave tumore cerebrale. Una forma di cancro che l’ha resa non vedente e l’ha costretta a un percorso difficile, fin da piccolissima. Tre livelli di chemio e un ciclo di prototerapia e una a terapia biologica.

Il 2022 è stato l’anno più difficile per lei, i medici l’avevano data per sconfitta, ma Martina aveva tenuto duro, e con la forza dell’amore era riuscita a vincere un’altra battaglia. Una delle tante che aveva intrapreso nella sua giovane vita.

Eppure chi ricorda Martina ha solo parole che parlano di “vita”. Di amore per la scuola, la poesia e la scherma che frequentava fin da quando aveva sette anni.

«Martina era una forza della natura – racconta commossa Antonella Petrocchi, presidente della commissione disabilità e consigliera di Aias – Non si fermava mai davanti a nulla, era lei a fare coraggio agli altri, lo ha fatto per tutta la sua vita».

«L’undici di aprile insieme ad alcuni compagni di classe – continua Petrocchi – Doveva salire sul palco del Garibaldi. Per rappresentare, con la sua forza e la sua energia, un focus sul mondo della disabilità. Questa era Martina: per chi ha avuto la fortuna di conoscerla, un vero e proprio inno alla vita e alla forza».

Ricordano con affetto questa piccola grande guerriera anche alcune delle maestre che l’hanno seguita alle scuole elementari. «Grazie a lei abbiamo imparato a leggere il braille, lei era la prima ad avere insistito per questo – ricordano oggi con commozione – Allora era una bambina che non si scoraggiava mai: aveva un senso dell’umorismo, una simpatia davvero particolare. Era bellissimo anche solo starle accanto, a lei e alla sua mamma che ha davvero fatto di tutto per la sua piccola: ad esempio i libri audiovisivi che restano per la scuola un bellissmo ricordo».

Martina era anche una ragazzina con tanta fede. Nel luglio scorso era stata cresimata in Duomo, la chiesa dove lunedì sarà celebrato (alle 15 e 30) il suo funerale.

«Martina è sempre stata molto credente, e non ha mai perso la sua fede – aveva detto in quell’occasione al Tirreno la mamma Sonia – anche se la vita con lei ha giocato duro privandola anche del padre, ma lei la fede e l’amore per Gesù non li ha mai persi, possiamo dire che la sua insegnante di catechismo è stata proprio la vita».

Da ragazza di fede e coraggiosa Martina ha voluto compiere l’atto più generoso: i suoi occhi non vedevano da tempo, a causa del tumore cerebrale. Le sue cornee sono perfette e Martina le donerà. Con i suoi occhi e il suo grande cuore farà vedere qualcun altro.

Un ultimo bellissimo capitolo della bellissima e breve storia della coraggiosa e piccola Martina.


 

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