Sicurezza
Carrara, violenza contro le donne: 29 uomini chiedono aiuto
Uno degli ultimi casi: un settantenne che picchiava la moglie
CARRARA. Uno degli ultimi casi, o meglio, uno degli ultimi uomini maltrattanti che si è rivolto al centro di Carrara ha più di settant’anni. Ha picchiato la compagna e ha trovato il coraggio di varcare la porta del Pur e chiedere aiuto. «La violenza sulle donne, purtroppo, è trasversale, non conosce limiti di età e non è legata al ceto e al grado di istruzione: sono persone che hanno bisogno di essere ascoltate e aiutate».
La dichiarazione è del presidente del Pur (Progetto uomini responsabili) di Carrara, Aldo Scavuzzo.
Un uomo che ha accettato la sfida di aiutare altri uomini, quelli che picchiano, minacciano e perseguitano le donne.
La sfida
Quarantadue anni nella polizia scientifica e, un nuova sfida nel Progetto uomini responsabili (Pur), prima come operatore, nel 2019, e dal 2020 come presidente. Aldo Scavuzzo coordina un team di volontari che nell’anno appena trascorso ha accolto venti uomini maltrattanti: che fanno violenza sulle donne.
I casi, per i primi mesi del 2024 sono già nove: arrivano quasi sempre dopo un “codice rosso” e solo un percorso all’interno del Pur può dare accesso alla condizionale, evitando il carcere che è previsto con il nuovo inasprimento delle leggi anche per gli incensurati.
Il centro
«Il nostro centro (che si trova in viale XX Settembre a Carrara) è rivolto agli uomini e nasce su input del Cif che nel 2018 inviò alcuni psicologi al Cam (Centro uomini maltrattanti) di Firenze per poter dare risposte anche a chi delle violenze era autore – spiega Scavuzzo – Francesca Menconi mi chiese se volevo contribuire a questa sfida e la mia risposta è stata molto chiara: “Se fate qualcosa per gli uomini si”. E da allora non mi sono mai fermato».
I casi
«Uno fra i primi casi – continua – fu quello di un uomo che aveva picchiato la compagna: era corso al centro anti violenza (quello in cui vengono accolte solo le donne e di cui Francesca Menconi è responsabile) in cerca di aiuto. Era seduto fuori e piangeva come una fontana. Lo hanno mandato da noi, ha cominciato un percorso. La compagna non lo ha mai denunciato ma lui ha scelto di cambiare».
I casi passati nel centro sono stati tanti, e anche le storie, le facce, le persone ad essi legate. «Gli uomini non avevano un luogo dove andare, dove poter avviare un percorso, a seguito delle denunce, ma anche dove essere ascoltati – prosegue Scavuzzo – La cosa che ci ha impressionato, nel corso del tempo, sono statigli uomini che hanno riconosciuto, ammesso di aver bisogno di aiuto» .«Non ci sono solo i casi di violenza – continua il presidente del Pur – Ma anche quelli di stalking: ne abbiamo visti parecchi e anche in questo caso spesso, dopo un percorso di ascolto, di confronto con i professionisti che lavorano come volontari al centro, hanno acquisito la consapevolezza di quello che stavano facendo».
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