Il Tirreno

Il caso

Carrara, per i relitti degli yacht nuova richiesta di proroga. La proprietà pronta alle denunce

Carrara, per i relitti degli yacht nuova richiesta di proroga. La proprietà pronta alle denunce

L’ordinanza di sgombero da viale Zaccagna scade mercoledì 28

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CARRARA. Il Porto turistico internazionale di Rapallo (in sigla, Ptir) “Carlo Riva”, in concordato preventivo, a pochi giorni dalla scadenza dell’ordinanza di sgombero dei relitti di yacht ancora presenti nel deposito di viale Zaccagna (sono 37 al momento a quanto risulta), torna ad appellarsi ai sindaci di Massa e di Carrara (ma la situazione più complicata, vista la centralità dell’area vicino al porto e appetibile per aziende legate allo scalo o della nautica, è a Carrara), per chiedere una proroga. Nella missiva, a firma del dottor Matteo Tamburini, si spiega che il 23 gennaio scorso era stata data informazione dell’accordo perfezionato fra il Ptir e Nico spa per l’attività di smaltimento dei relitti. Ora però, il rapporto con Nico «per criticità sopravvenute» si è interrotto. Ora è stata individuata un’altra ditta, la Fratelli Omini spa di Novate Milanese, che «al pari di Nico, ha dimostrato di possedere le necessarie abilitazioni e competenze, nonché offerto le maggiori garanzie a che le operazioni avvengano nel più rigoroso rispetto della legge, dei piani di smaltimento già autorizzati, nonché delle tempistiche precedentemente comunicate». In vista della scadenza del 28 febbraio, cioè mercoledì, la Fratelli Omini «avvierà presso le aree, le attività di cantierizzazione propedeutiche alle attività di smaltimento». Da qui la richiesta di modifica delle ordinanze «al fine di tenere conto dei tempi necessari a portare a termine le operazioni di smaltimento».

Ricordiamo che tutto nasce perché una devastante mareggiata nell’ottobre 2018 danneggiò o distrusse molte imbarcazioni ormeggiate nel Porto di Rapallo, sessanta di queste furono conferite in un terreno di Marina in viale Zaccagna, 4mila metri quadrati. Per quei fatti ci fu un’inchiesta. A luglio 2021, il gip del Tribunale di Genova aveva disposto il dissequestro delle imbarcazioni. Da quel momento, quindi, per gli armatori è stato materialmente possibile attivarsi per la rimozione. Alcuni si sono tempestivamente mossi, altri invece hanno ignorato la prima ordinanza sindacale. A ottobre 2021 il Comune ha deciso di prorogare il termine al 30/06/2022, poi è seguita una seconda ordinanza di proroga che ha posticipato il termine al 28/02/2023, cui poi si è aggiunta una terza ordinanza (23/02/2023, la prima della sindaca Arrighi), che ha concesso il 28/02/2024. Quasi due anni e mezzo da quando è stato disposto il dissequestro.

Intanto, la proprietà ha scritto al Porto turistico in concordato preventivo, alle procure di Genova e Massa, oltre che ai sindaci di Massa e di Carrara, spiegando che in questi ultimi due giorni, quattro barche sono state rimosse dai proprietari, «con apposita ditta specializzata, per successivo smaltimento, in assoluta celerità, sicurezza e senza necessità di allestimento di alcun cantiere. Tutto ciò dimostra inequivocabilmente che tutte le imbarcazioni avrebbero potuto essere agevolmente asportate e demolite da molto tempo. Il Ptir spa - si fa notare - con l’ennesima comunicazione chiede l’ennesima proroga del tutto immotivata, illegittima, destituita di ogni fondamento ed esclusivamente dilatoria, come tutte le precedenti». E ancora, ad oggi «il porto di Rapallo nonostante le plurime rassicurazioni inviate nel corso degli anni ai proprietari delle imbarcazioni ed al Comune di Carrara, non ha provveduto ad asportare alcun relitto, in totale spregio delle Istituzioni Pubbliche (Comune di Carrara e di Massa), del territorio e della proprietaria dell’area. Il termine ultimo non prorogabile, come dichiarato più volte dalla sindaca del Comune di Carrara, è il 28 febbraio 2024». Dopo quel termine, si sottolinea, «la proprietaria dell’area presenterà apposita segnalazione – denuncia alla Procura della Repubblica di Genova e di Massa in relazione alla mancata ottemperanza al contenuto delle ordinanze, nonché azione giudiziaria sul piano civile per il recupero dell’indennità risarcitoria per aver occupato in questi anni (e tuttora occupano) abusivamente la proprietà privata».

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La sindaca da parte sua chiosa: «La nostra posizione per il momento non è cambiata: è in vigore un’ordinanza secondo la quale quegli yacht possono restare in viale Zaccagna fino al 28 febbraio prossimo e per adesso non la prorogheremo. Accogliamo comunque con favore la comunicazione della società Porto di Rapallo e ci riserveremo nei prossimi giorni di formalizzare uno slittamento in avanti della scadenza quando avremo avuto contezza dell’inizio di un serio e strutturale lavoro di smaltimento delle imbarcazioni».l

M.B.
 

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