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L’intervento

Carrara, lavori al Museo del Marmo. Il professor Enrico Dolci: «Troppi punti da chiarire»

Carrara, lavori al Museo del Marmo. Il professor Enrico Dolci: «Troppi punti da chiarire»

I dubbi espressi dal creatore della struttura ed esperto archeologo

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CARRARA. Il professor Enrico Dolci, fondatore del Museo del Marmo, archeologo, torna sul Museo del Marmo. «Non si hanno ancora notizie sulla riapertura al pubblico del Museo Civico del Marmo né dell’entità dei lavori di ristrutturazione del percorso museale affidati nel dicembre 2023 all’architetto Paolo Camaiora con determina della dirigente del settore cultura del Comune di Carrara Cinzia Compalati che è anche dirigente del polo museale di Carrara. Questo - aggiunge - nonostante la sindaca Serena Arrighi abbia nominato direttore del museo stesso Stefano Genovesi che si occupa anche della gestione turistica di Fossacava nel bacino marmifero di Colonnata, la più importante cava antica delle Apuane».

Ricorda Dolci: «Il Museo del Marmo, che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città, è chiuso da diversi anni per alcuni inconvenienti che con un minimo di buona volontà da parte dell’assessorato alla cultura si sarebbero potuti eliminare in pochissimo tempo. Si tratta di infiltrazioni dal tetto e cose del genere. La domanda che ci poniamo in molti è: che senso ha nominare oggi un direttore di una struttura chiusa e della riapertura della quale non si hanno più notizie da molto tempo? Inoltre ci possiamo chiedere anche su quali basi Camaiora metterà mano alla ristrutturazione di una struttura così specifica, ricca di molte documentazioni di carattere archeologico che necessitano di conoscenze specialistiche relative al marmo di Carrara, alla sua storia ed alle sue vicende nel corso dei secoli». All’interno del Museo, vi sono molti reperti in marmo di Carrara che nel corso degli ultimi quarant’anni sono stati reperiti, studiati e tutelati proprio dallo stesso professor Dolci. E prosegue: «Pertanto, senza mettere in discussione la professionalità dell’architetto Camaiora né la buona fede di Genovesi, in molti ci domandiamo come si possa mettere mano alla ristrutturazione di un museo molto particolare quale è il Museo del Marmo senza avere a disposizione competenze di settore veramente specialistiche. La questione non è solo culturale ma è anche e soprattutto politica nel momento in cui si affidano incarichi pubblici di questa rilevanza sia culturale che economica da parte di un’amministrazione comunale. Il cittadino vorrebbe sapere come si è giunti a certe decisioni. Ci sono stati passaggi nelle commissioni comunali interessate? Su quali basi si danno incarichi così specifici ed anche delicati? La dirigente Compalati ha relazionato sulla situazione la commissione cultura e la commissione lavori pubblici come sarebbe lecito aspettarsi in casi come questo?». Aggiunge: «Da quanto ho potuto sapere sembra di no ma sarebbe importante (in un’amministrazione veramente democratica) che chi amministra la città chiarisse quanto prima anche questi aspetti. Mi auguro in particolare che il Partito Democratico (al quale ancora molti in città diamo credito) affronti quanto prima questi temi sia in sede politica che in sede amministrativa perché è anche in casi come questi che si può valutare la coerenza morale e politica di una forza al governo di una città».

M.B.

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