Il dolore
Anestesia e rianimazione. L’appello dell’ex direttore
Il dottor Alberto Baratta, per anni guida dell’Unità operativa. «L’organico dovrebbe essere di 46, adesso sono in 38»
MASSA. Il dottor Alberto Baratta, per anni direttore dell’Unità operativa complessiva (in sigla, Uoc) di Anestesia e Rianimazione Apuane e Lunigiana, e dell’Elisoccorso, è in pensione dal 1° Dicembre 2023.
Dottor Alberto Baratta, come si sta in pensione?
«Direi benino. Uno come me che è stato abituato a lavorare tutti i giorni, qualche volta si trova a disagio a non fare niente per questo mi sono organizzato e saltuariamente faccio un po’ di libera professione, tanto per mantenermi in allenamento! ».
Come ha lasciato la sua Uoc di Anestesia e Rianimazione?
«Innanzi tutto vorrei ringraziare tutti quelli che mi hanno salutato organizzandomi una festa a sorpresa che non credo sia mai stata organizzata per nessun altro. Mi sono trovato di fronte 150 persone che mi hanno fatto veramente commuovere; è stato il più bel regalo che potessi ricevere perché vuol dire che in questi anni ho seminato bene ed ho raccolto la stima di moltissime persone. L’unico rammarico che ho ad aver lasciato il servizio è proprio questo. Non avere più un contatto diretto con queste persone. Sono fiero di avere lasciato una equipe altamente formata, in grado di far fronte a qualsiasi situazione di tipo anestesiologico o rianimatorio. Un gruppo fortemente coeso che di rado si trova in una unità operativa complessa. Grazie a questo gruppo la cittadinanza può stare tranquilla. Grazie a tutti quanti abbiamo raggiunti degli ottimi risultati sia in campo rianimatorio che dal punto di vista anestesiologico con numeri di intervento veramente da record fatti ovviamente in collaborazione con i chirurghi che, nonostante le scarse risorse per carenza di personale spesso sono stati i migliori dell’intera area vasta».
Ci faccia un quadro complessivo
«Devo dire che la nostra Unità operativa complessa di anestesia e rianimazione, almeno fino quasi alla fine della mia attività, cioè almeno fino all’ottobre 2023, è stata abbastanza fortunata e il nostro organico è stato più o meno abbastanza presente. Sì, ci sono state delle gravidanza che, come al solito non sono state sostituite, ma tutto sommato ce la siamo cavata bene con le cosiddette prestazioni aggiuntive. Le prestazioni aggiuntive sono praticamente delle ore che un medico fa in più per poter garantire i normali carichi di lavoro e venivano retribuite a gettone. Durante il 2023, precisamente da luglio, la Uoc ha dovuto sobbarcarsi l’attività svolta dal Dr Santarini in terapia antalgica. Il pensionamento del Dottor Santarini e la volontà aziendale di affidare la terapia antalgica ad un anestesista era però noto da tempo per cui ho potuto preparare al meglio una anestesista che ne ha preso il posto continuando questa importantissima attività con numeri eccezionali e riscuotendo il favore dei pazienti. Questi i numeri della terapia antalgica del 2023 e a quanto mi è dato di sapere nel 2024 i numeri sono destinati a crescere. Purtroppo troppa gente ha bisogno di rivolgersi a questo servizio e quando il medico riesce a sollevare dal dolore è una grande soddisfazione. Si tratta di quasi 3500 prestazioni! Si dovrà pensare ad implementare il servizio».
E adesso, come le risulta la situazione nell’Unità operativa complessa che dirigeva?
«Come dicevo, purtroppo già dal mese di ottobre in avanti l’organico della Uoc si è notevolmente ridotto perché tre medici si sono licenziati nel giro di tre mesi, le gravidanze sono salite a tre, io sono andato in pensione. Nel 2024 a queste assenze purtroppo si aggiungerà il pensionamento di altri due medici. Con queste carenze è impossibile garantire il normale carico di lavoro. Le prestazioni aggiuntive (qualora fossero garantite) potranno tamponare qualche situazione ma non sono sicuramente la ricetta giusta perché a lungo andare sono causa di stress lavoro correlato. Pensate che ai tempi della mitica dr. ssa De Lauretis, con una attività chirurgica pari alla metà di quella attuale (almeno fino a che ero presente la chirurgia del Noa faceva più di mille interventi l’anno con una percentuale di urgenze da far paura) avevamo concordato un organico tra zona delle Apuane e zona della Lunigiana di 45 anestesisti più il primario. A quel tempo non avevamo la terapia antalgica quindi ora l’organico dovrebbe essere di 46 più il primario. Bene ora sono 38, non hanno il primario, e qualcuno è pure in malattia! ».
Le prospettive?
«Non so proprio come potranno fare! Credo che una parte di lavoro, come ho già detto possa venire coperta con le cosiddette prestazioni aggiuntive. Naturalmente la totalità delle ore mancanti (1200 ore) non potrà essere coperta dai soli anestesisti della nostra Unità operativa complessa per cui è necessario che gli altri anestesisti dell’aera vasta siano coinvolti per sopperire alle carenze di organico. Un altro metodo potrebbe essere quello di tagliare qualche attività. Ora la Rianimazione che ha 14 posti letto ha necessità di 2 medici per ogni turno e non può essere toccata; le attività connesse alla urgenze chirurgiche non credo che possano essere toccate perché (almeno finché c’ero io si facevano un numero tale di urgenze tra sala operatoria, urgenze/emergenze intraospedaliere che si avvicinavano a 5000/anno) ; l’ambulatorio anestesiologico non può essere toccato altrimenti finisce l’attività chirurgica; l’attività legata al dipartimento materno infantile non può essere toccata perché, per legge, ci vuole un anestesista dedicato; l’attività della terapia antalgica non può essere toccata ed anzi se ne deve prevedere un incremento; quindi purtroppo le uniche attività che si possono tagliare sono le attività connesse alla attività di sala operatoria. Ma tutto ciò cozza con il recupero dalle liste di attesa e la Regione non può permettersi di allungare i tempi di attesa».
Capitolo Elisoccorso?
«Come sapete l’elisoccorso è nato nel 1999 e sin da subito mi è stata data la sua direzione. In questi 24 anni di attività la base di elisoccorso di Massa è stata una delle basi che in Italia ha contribuito a far crescere il servizio. La sua attività è andata crescendo negli anni e posso dire senza tema di smentita che molte delle cose che sono state poi introdotte nelle normative Enac di riferimento sono nate a Massa (si pensi per esempio alla possibilità di atterrare di notte nei campi sportivi) . In qualità di direttore della base di Massa sono stato e sono ancora uno dei sette soci fondatori della Hems Association che è una società scientifica che ha come scopo la divulgazione dlle conoscenze nel campo dell’elisoccorso. Abbiamo organizzato 9 edizioni del congresso internazionale sull’elisoccorso presso l’aeroporto del Cinquale e anzi voglio ricordare che anche quest’anno sarò il presidente e responsabile scientifico, insieme ad altri medici del servizio di elisoccorso, della 10ª edizione del congresso che si svolgerà a Settembre credo dal 19 al 21. Il servizio è sempre stato gestito dalla Uoc di anestesia e rianimazione, prima sotto la direzione della Dr.ssa Leonardi e poi sotto la mia. Con il mio pensionamento la Direttrice della Usl nord Ovest ha ritenuto di interrompere questa modalità per affidarla al direttore del 118. Ora mi risulta che ci sia una manifestazione di interesse per trovare, in via provvisoria, in attesa di un concorso vero e proprio, il mio sostituto alla guida della Uoc; speriamo che la direzione aziendale scelga una persona che abbia la caratteristica di essere moderata e che sappia mantenere la coesione del gruppo di lavoro perché un buon clima interno è alla base di ogni attività».
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