Gioco
Accademia di Belle Arti, varie ipotesi sul futuro: subito Marco Baudinelli o nuove elezioni
Non è neppure escluso che l’istituzione o il ministero facciano ricorso al Consiglio di Stato
Carrara Il giorno dopo la sentenza del Tar che ha sconvolto l’Accademia di Belle Arti, ancora non ci sono dichiarazioni ufficiali da parte dei vertici. Da quanto trapela, il presidente Antonio Passa starebbe aspettando un parere ufficiale dall’ufficio legale del Ministero dell’Università e della Ricerca, dal quale dipende appunto l’Accademia e che fra l’altro si era costituito nel ricorso presentato dall’ex direttore Marco Baudinelli. Il fatto che secondo i giudici amministrativi la professoressa Silvia Papucci non potesse essere eleggibile, si presta a varie interpretazioni. Per la verità, secondo l’avvocato Isetta Barsanti Mauceri, che assiste il professor Baudinelli, non ci sono dubbi: «La strada - osserva l’avvocato- credo che sia segnata: l’Accademia deve revocare la nomina di una docente che non doveva essere candidata e, automaticamente, immettere nel ruolo di direttore il professor Marco Baudinelli, secondo classificato. In tutto questo c’è anche rammarico, perché noi avevamo in ogni modo provato a segnalare alla commissione elettorale la situazione di ineleggibilità della professoressa Papucci. Ma alla luce dello statuto, e come ha messo in evidenza il Tar, era pacifico che non avesse i requisiti richiesti». E quindi? «Diciamo che la sentenza del Tar è esecutiva, certo, entro sessanta giorni è possibile fare ricorso al Consiglio di Stato. Vedremo quali valutazioni faranno l’Accademia e il Ministero, o anche la diretta interessata».
Il punto chiave, lo ricordiamo, è che secondo il Tar, che ha accolto il ricorso del professor Marco Baudinelli, ex direttore, la professoressa Papucci al momento dell’elezione non aveva i necessari sei anni di anzianità in ruolo, richiesti dallo statuto dell’istituzione. Ma quattro. E quindi, solo alle prossime elezioni potrà candidarsi.
Ora bisogna aspettare quale interpretazione darà il Ministero, alla quale ovviamente si atterrà il presidente Antonio Passa. Una delle ipotesi che sta circolando, è che il Ministero potrebbe anche decidere di riaprire la contesa elettorale, mettendo in competizione i due candidati che l’anno scorso furono superati dalla professoressa Papucci, cioè Marco Baudinelli e Claudio Rocca. Oppure ancora, nominare un commissario, con il compito di gestire elezioni ex novo.
Ricordiamo che alle elezioni della scorsa primavera, su 67 votanti, la professoressa Papucci raccolte 53 preferenze, e Marco Baudinelli undici; nessun voto per Rocca.
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La sentenza del Tar per la verità sembra indicare quale prima ipotesi, e lo spiega in un passaggio esplicito, che «l’Accademia di belle arti di Carrara dovrà verificare la sussistenza dei presupposti per la nomina di Marco Baudinelli a direttore al posto della controinteressata». Pertanto, sembra di capire che, come sostiene l’avvocato Isetta Barsanti Mauceri, il secondo classificato dovrebbe essere, come prima ipotesi, inserito nel ruolo. Ma, ripetiamo, ci sono ancora variabili sulle quali il Ministero dovrà prendere decisioni, non escluso come detto il ricorso in appello al Consiglio di Stato.
L’Accademia si trova in una situazione delicata, con la direttrice dichiarata ineleggibile e un consiglio accademico di fatto in prorogatio, per il quale ancora non è stato pubblicato il bando per il rinnovo nonostante sia scaduto da mesi.
All’ex presidente Simone Caffaz, che in passato era stato critico verso la gestione dell’Accademia, abbiamo chiesto un parere su questa situazione: «In passato - ricorda il consigliere comunale di opposizione - ho più volte evidenziato come ci fosse scarsa attenzione alla legittimità degli atti da parte della governance dell’Accademia. Ricordo che ci fu anche un appello alla legalità da parte di quattro ex storici presidenti, cioé, oltre a me, Giancarlo Casani, Enrico Bogazzi e Anna Vittoria Laghi. Nel caso specifico, credo che fosse evidente che l’interpretazione della commissione elettorale, in qualche modo fiduciaria della passata direzione, non fosse corretta e che la candidata non avesse i titoli. Ora come opinione personale, ma non sono un giurista, credo che la logica vorrebbe che il secondo classificato debba diventare direttore».l
M.B.
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