Il Tirreno

Disturbi alimentari

«Volevo perdere due chili, sono arrivata a pesarne 28»: anoressia e bulimia, i dati choc

di Manuela Orsini Merani
«Volevo perdere due chili, sono arrivata a pesarne 28»: anoressia e bulimia, i dati choc

Massa Carrara, aumentano i casi: fino a trenta l’anno. L’associazione Acca da tempo fornisce un valido sostegno alle famiglie

12 febbraio 2024
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MASSA-CARRARA. Per tante di queste ragazze il cibo è un nemico, un disturbo alimentare che non contempla solo l’anoressia e la bulimia ma che guarda anche all’emisfero maschile nei giovani come la vigoressia, una forma ossessiva per il tono muscolare. Esiste anche un'altra patologia il binge eating disorder caratterizzato da episodi di abbuffate. Abbiamo voluto sentire più voci, chi ha vissuto sulla propria pelle . In attesa di uno spettacolo a teatro Il 12 marzo), il Guglielmi di Massa, per festeggiare l’attività dell’associazione Acca che da anni si occupa di disturbi alimentari.

L’associazione

Per dieci anni la carrarese Cristina Bencivinni è stata presidentessa dell’associazione Acca dal 1996 fino al 2005. In quegli anni si era rivolta ad una dietista perché per la gravidanza aveva preso 35 kg: «Invece di fare la pesata abbiamo cominciato a parlare, soprattutto delle motivazioni che mi avevano portata a ingrassare e parlando perdevo peso. Così insieme alla dietista abbiamo pensato di condividere questa esperienza con altri, dato che aveva funzionato. Ci siamo costituite con altre ragazze che avevano dei problemi simili».

Inizialmente nel direttivo c'erano solo le volontarie poi sono subentrate le professioniste,dopo Bencivinni subentra nel 2005 come presidente la madre Rosanna Viaggi che da subito dimostra tutta la sua passione ad aiutare non solo le ragazze ma anche le madri. «Era una famiglia, c'era la macchina del caffè, si parlava e ci si conosceva».

I dati allarmanti

Un dato allarmante ci viene fornito dall'attuale presidentessa Anna Chiara Borrello: «Nel 2023 sono morte più di 10 persone al giorno. Quasi 4mila persone all’anno. Bisogna essere tempestivi per salvarle». Alla base una concomitanza di cause. Difficile fare ammettere dell’esistenza del problema chi ne soffre, perché devono affrontarne i motivi. «Nel 70% si può guarire, -tiene a sottolineare- solo 20/30 casi l’anno vengono da Acca, il Covid ha influito a rallentare le attività delle associazioni, ma abbiamo ripreso anche con lo sportello di ascolto».

Le testimonianze

Mara, 34 anni, ha iniziato tutto per gioco da un app sullo smartphone: “Lavoravo in un centro di bellezza, dove l’immagine era basilare, da un paio mezzo di anni fa ho avuto questo problema con un taglia oscillante da 38/40 una ossatura minuta per una altezza di 1.65 cm, volevo togliermi un paio di chili». Ha conosciuto l’associazione quest'estate ha avuto il primo ricovero con un incidente, tutti si sono resi conto che non mangiava, ci riferisce. «Poi ho promesso a tutti che dopo il matrimonio, mi sarei concentrata su me stessa, non l'ho fatto, sono dimagrita di più. Poi c'è stato il secondo ricovero a Massa, ero seguita da un psichiatra e nutrizionista al terzo controllo ha deciso di farmi un tso. Ad Acca sono tornata a settembre ero magrissima. Il consiglio è chiedere aiuto, chi ci sta accanto deve subito attivarsi. Esperienza positiva con Acca, sto frequentando una scuola di teatro e studio le parti, mi hanno fatto scoprire un lato che mi piace, abbiamo bisogno di tenere il cervello impegnato da contesti diversi dal cibo». Attualmente non riesce a trovare un lavoro perché è anoressica, dice che nessuno la prende sul serio. «Non ho più muscolatura, non riesco ad allacciarmi una scarpa, ti rovini la vita. Quando ho visto la morte in faccia una notte mi sono decisa ne dovevo uscire e guarire anche con il teatro» Da 33 kg poi è passata a casa a 28 kg ora è tornata a 38 kg. Sta aspettando di andare in una clinica a Lucca dove sarà coccolata e assistita una risposta che attende con ansia dall’Asl.

Barbara è la mamma di una ragazza di 19 anni : « Ha iniziato a mangiare poco e poi a diminuire sempre di più. Si sente inadeguata si vede grassa, è stata ricoverata in una struttura a Lucca (Ville di Nozzano) sono attenti dopo ogni pasto chiudono i bagni per evitare che le ragazze vadano a vomitare, ma basta un nulla un po' di ansia che torna fuori il disturbo perché è facilmente vulnerabile. Andava avanti con una mela al giorno». «Ho conosciuto Acca attraverso facebook, avevano organizzato uno spettacolo a teatro sono andata a vederlo, mentre mia figlia era ricoverata adesso anche lei frequenta i laboratori e sta meglio».

Irene è la mamma di un adolescente di 17 anni che soffre di anoressia dall’estate scorsa e dopo un grave lutto in famiglia da quel momento si è aggravata. «Ha perso 12 chili. Con l’Associazione Acca ho gli strumenti per capirla, tra le mie amiche sono l’unica ad avere una figlia con questi disturbi».

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