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Politica

Massa, cittadinanza a Mussolini: c’è il via libera alla revoca

di Ivan Zambelli
Una seduta del consiglio comunale (foto d’archivio)
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Una seduta del consiglio comunale (foto d’archivio)

“Indegnità” dell’insignito. Fra gli onorari resterà Montalcini

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MASSA. La strada per revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini è un po’ articolata ma è la seguente: con la morte, o per chi si è rivelato indegno, decade il riconoscimento. Quindi al dittatore, "massese ad honorem" dal 1924, ma con lui, a causa della morte, tanti come Rita Levi-Montalcini. Una sorta di tabula rasa, ma per ovviare a questo è stata istituita la cittadinanza onoraria alla Memoria, fattispecie che si può applicare post mortem. Vero, apparentemente la strada più semplice sarebbe stata la revoca della cittadinanza al solo Mussolini; ma ciò non era stato possibile. A Massa nel regolamento delle cittadinanze onorarie non erano specificate le modalità per la decadenza. Quindi è stato necessario mettere mano al regolamento, ma le norme devono avere un carattere di generalità ed astrattezza; non possono riguardare singoli, fosse anche un dittatore come Mussolini. Quindi revoca di tutte le onorificenze, ma introducendo la cittadinanza onoraria alla Memoria, cosicché il riconoscimento possa valere anche dopo il decesso. La discussione, in ogni caso, non si è esaurita con queste modifiche.

Perché le norme non sono retroattive, come precisava anche il segretario generale del Comune di Massa; bisognerà votare la decadenza, e poi il conferimento delle cittadinanze alla Memoria. Insomma un percorso un po’ articolato ma questo è, sebbene le opposizioni di centrosinistra chiedano la revoca del solo Mussolini, come già fatto lo scorso 8 gennaio con la mozione dedicata. Non tanto perché è morto; piuttosto per i valori che porta con sé. E non averlo fatto ha generato una serie di interventi particolarmente duri in consiglio. Ad esempio da Daniela Bennati del Polo Progressista: «Vi manca il coraggio di dire che volete togliere la cittadinanza a Mussolini in quanto Mussolini. C’erano altri modi per evitare la confusione, perché comunque queste modifiche non sono retroattive». Stefano Alberti (Pd), proponente della mozione dell’8 gennaio, ha parlato di un "pasticciaccio": «Per non revocare la cittadinanza a Mussolini vi siete inventati due modifiche e una nuova fattispecie di cittadinanza ma senza dire come viene applicata, svilendo l’istituto della cittadinanza onoraria. Vero, lo riconosco e lo ammetto: quando eravamo al governo non ci siamo accorti che Mussolini era cittadino di Massa. Ciò significa che allora non si toglie?». Semmai, dirà in dichiarazione di voto, «vi state nascondendo dietro un muro di ipocrisia». Cosa detta anche da Gabriele Carioli (Pd): «Che senso ha togliere la cittadinanza a tutti? Se uno è meritevole lo è sempre, chi non lo è deve essere revocato con un atto specifico. Questa è una revoca d’ufficio, che non tollero». Posto che dalla maggioranza nessuno si è mai detto contrario alla revoca. L’ha scandito a chiare lettere il capogruppo Lega Filippo Frugoli, che già aveva ribadito che il suo è un partito antifascista: «No alla cittadinanza a Mussolini». Per questo, dirà il collega Paolo Balloni, «la discussione si conferma surreale. Avete chiesto la revoca della cittadinanza, la mozione fu emendata e poi non l’avete votata; portiamo un atto per dare gambe a quella mozione sostenendo che alla morte del soggetto la cittadinanza decade, ma ancora si cerca di mettere i bastoni tra le ruote». Ma anche in merito alla decadenza di tutti gli altri “onorari”, ha rassicurato Simone Ortori (Persiani sindaco), «ci sarà un albo specifico. Va da sé che ci sarà Rita Levi-Montalcini e non Mussolini. E il motivo è ovvio: oggi ci possiamo esprimere in una sala che si chiama 10 Aprile perché alla base di questo c’è stata la Resistenza, la lotta di Liberazione proprio da quel regime liberticida. Per anni c’è stata una dimenticanza collettiva, che andremo a corregge con queste modifiche. Mussolini ovviamente non sarà nell’albo delle cittadinanze onorarie alla Memoria».

Infine c’è stata la posizione del centrodestra di opposizione, poi astenuto. Ad esempio per Lorenzo Pascucci (Noi Moderati) «forse potevano esserci altre soluzioni, ad esempio regolando solo la revoca o il conferimento post mortem. Ma almeno grazie al lavoro in commissione abbiamo trovato un modo per far decadere quella cittadinanza, come legge prescrive». Anzi, per lui la vera fattispecie è proprio l’indegnità dell’insignito. «Questa, al pari dell’onorabilità, non ha limiti di tempo. Per questo trovo semplicistico lo scontro su fatti di 70 anni fa, rispolverando una cittadinanza solo dopo il cambio di "colore" dell'amministrazione comunale». Il Consiglio ha quindi votato: 20 favorevoli (maggioranza), 6 contrari (Pd, Polo Progressista e Massa è un'altra cosa), 4 astenuti (FdI e Noi Moderati).


 

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