Sicurezza
Massa, via alla messa in sicurezza della spiaggetta "inquinata"
L’intervento di Sogesid nell’area davanti all’ex colonia Torino
MASSA. Prima una messa in sicurezza "d’emergenza" del terrapieno davanti alla ex colonia Torino, e a seguire -quando sarà pronto- l’intervento principale, fermo ormai da mesi. Lo rende noto la società Sogesid, ente attuatore di quel cantiere bloccato dal rinvenimento di amianto nel terrapieno e che lì resta a distanza di qualche mese. I lavori sono sospesi, confermava un paio di giorni fa l’amministrazione comunale di Massa facendo sapere che comunque Sogesid, società in house del ministero, stava predisponendo la messa in sicurezza del cantiere in attesa della revisione del progetto principale che ora andrà gestito come una bonifica.
Contattata da Il Tirreno, Sogesid rende noto di essere al lavoro per questo primo intervento, reso ancora più urgente dalle mareggiate di questo autunno che aveva portato via le prime coperture messe sulla spiaggetta davanti l’ex colonia. «Il rinvenimento di materiali contenenti amianto durante gli scavi, nonché il verificarsi di fenomeni meteomarini di eccezionale intensità, non hanno più reso possibile eseguire il progetto di partenza denominato "lavori di realizzazione del progetto di intervento di prevenzione e mitigazione dalla contaminazione delle aree antistanti la "Ex Colonia Torino - Lungomare di Ponente"».
Pertanto, la Sogesid sta redigendo il progetto di "messa in sicurezza d’emergenza" dell’area del terrapieno, «al fine di consentire il confinamento superficiale e la perimetrazione della fonte di inquinamento, nonché la pubblica fruizione pedonale e carrabile delle aree contigue». Questo, precisano, «in attesa della rivisitazione della soluzione progettuale oggetto dell’appalto di partenza, per la quale andranno identificate nuove fonti di finanziamento». Per cui questa prima misura emergenziale prevederà innanzitutto la rimozione del materiale depositato sul terrapieno a seguito delle recenti mareggiate, compresa la riqualificazione del tratto di scogliera esistente aggiungendo un nuovo tratto in massi naturali. Seguirà la riprofilatura e livellamento del terrapieno, andando a realizzare strati impermeabili e di protezione, a loro volta zavorrati con materiale arido.
Non da ultimo, l’area sarà nuovamente recintata con "new jersey" e pannelli in grigliato zincato, completando questa messa in sicurezza d’emergenza con opere di manutenzione e di completamento lungo la sede stradale, che verrà quindi in parte "liberata" consentendo il ripristino parziale della viabilità. Sogesid assicura che questo progetto sarà affidato in tempi brevi attraverso una procedura negoziata, in attesa dell’intervento principale. Che di conseguenza resta in stand-by. Basti ricordare che i lavori nella spiaggetta davanti l’ex colonia Torino, finanziati per circa 1,7 milioni di euro, sono previsti dal 2016 nell’accordo di programma stipulato tra ministero dell’Ambiente, Regione Toscana e Sogesid. Quest’ultima si è occupata della progettazione dell’intervento, poi aggiudicato dalla ditta General Smontaggi Spa sul finire del 2021. Già al momento della consegna dei lavori c’è stato uno slittamento: inizialmente previsto per gennaio 2022, l’affidamento è poi avvenuto nel settembre successivo. Poco male, si diceva; la durata del cantiere era di 168 giorni. E anche il fatto che l’area mezzi del cantiere fosse stata individuata nella carreggiata retrostante la spiaggia sembrava un problema minore; del resto i lavori si sarebbero dovuti concludere a marzo 2023, ben prima della stagione estiva. E invece ciò non è avvenuto.
Perché una volta iniziate le movimentazioni era emerso che l’amianto non era solo in superficie, ma arrivava anche ad almeno 15 centimetri di profondità, come confermato da successive analisi. Per cui, per prima cosa, il cantiere si era interrotto. E così è rimasto per l’intera estate, con tutti i problemi del caso dovuti alla chiusura totale di una strada in una zona a forte transito di bagnanti, cittadini e turisti. A nulla è servita la richiesta di proroga di un anno da parte della General Smontaggi, visto che si rendevano necessarie nuove e diverse strategie di intervento. E il primo, a distanza di qualche mese, è la messa in sicurezza urgente del terrapieno, in attesa della revisione del progetto. A Massa non resta che continuare il "pressing" su Regione e Ministero, come tra l’altro è stato fatto più volte in questi mesi. «L’Amministrazione -faceva sempre sapere in questi giorni- monitora costantemente il cantiere e le procedure di confinamento, sollecitando gli Enti e Sogesid ad accelerare i tempi di esecuzione, al fine di ottenere in tempi rapidi il ripristino della viabilità prospiciente il cantiere», conclude la nota di Palazzo civico aggiungendo che nel mentre continuano i colloqui con il Mase (ministero Ambiente e sicurezza energetica, ndr) e la Regione Toscana circa il nuovo progetto di bonifica e di sistemazione dell’area prospiciente la ex colonia Torino.
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