Il dolore
Carrara, condominio da incubo: coppia a processo per i riti anti-malocchio
Porte segnate con unguenti maleodoranti, catrame lanciato dall’alto. I dettagli di una vicenda incredibile
CARRARA. Panni stesi bagnati con una miscela di acqua e escrementi. Porta di casa “segnata” con un liquido oleoso e maleodorante. Pentolini di catrame lanciati dall’alto. E, ancora, spintoni tali da cadere giù dalle scale, accompagnati dalla litania: «Ci avete fatto il malocchio alla cassetta della posta, non avvicinatevi».
Una vicenda che ha dell’incredibile e che è finita in tribunale a Massa con una coppia di origine marocchina accusata di "stalking condominiale": ad accusarla due nuclei familiari, una coppia e due sorelle di mezza età assistite dall’avvocato Luca Lattanzi. Nel mezzo, dal 2018 ad oggi, ci sono esposti, appelli (rimasti inascoltati), e un divieto di allontanamento inflitto all’uomo per aver aggredito una delle vicine di casa.
C’è un referto di dieci giorni del Pronto soccorso per le lesioni provocate dalla caduta dalle scale alla coppia che viveva sotto la coppia finita a processo.
Ma c’è anche un cambiamento drastico di vita: una delle due donne che si sono rivolte al giudice (certificato medico alla mano) è stata infatti trasferita per giusta causa dall’ente che gestisce l’edilizia popolare carrarese. Un trasferimento avvolto nella più stretta privacy, proprio per prendere le distanze da quanto sopportato in passato. Intanto ieri davanti al giudice Fabrizio Garofalo è stata sentita la prima testimonianza. È stata ricostruita una vicenda che ha davvero dell’incredibile. Rapporti di vicinato che cambiano improvvisamente e prendono una china fatta di superstizione e riti.
Due vicine di casa vengono tacciate di "dare il malocchio". E così cominciano, da parte della coppia straniera ultima arrivata nel palazzo, un susseguirsi di frasi a mezza bocca, sconnesse. Rituali - scopriranno solo dopo - pronunciati ogni volta che c’è un incontro casuale nell’androne. Poi arrivano i dispetti: i panni stesi sporcati, le porte cosparse di un olio maleodorante. Ma anche gli appostamenti, e le continue riprese con i telefoni cellulari. Una sorta di persecuzione che si è concretizzata, davanti al giudice, nell’accusa di stalking condominiale nei confronti della coppia di origine marocchina.
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