Il dolore
A Massa l’ultimo saluto degli amici a Viola, morta a 16 anni: «Ci ha insegnato il coraggio, vivrà sempre con noi»
La compagna di banco: «Mi ha regalato un pupazzo e lo tengo ancora in casa con me. Avrei preferito non vederla più per il resto della mia vita, ma sapere che era ancora in viva»
MASSA. Palloncini bianchi come nuvole campeggiano per aria all’esterno della chiesa della Madonna degli Oliveti. Anche palloncini gialli, il suo colore preferito, per il funerale di una piccola combattente di appena 16 anni: Viola Cancogna Cinquini. Sono veramente tanti i teenagers con volti affranti che si uniscono all’esterno della chiesa, a gruppetti per ricordarla, alcuni più isolati nell’immensità del parco della chiesa per parlare ancora di lei e della sua forza d’animo.
Anche la strada di Via Oliveti da sempre super trafficata sembra vivere un’atmosfera anomala, le auto e i camion rallentano al passaggio delle tante persone, quasi a segno di rispetto. Compagni di classe, amici sembra che nessuno abbia voluto mancare a quell’ultimo saluto, chi arriva in sella a uno scooter, tanti camminano a bordo strada e file di auto parcheggiate lato strada, ma anche nell’area industriale di via Bordigona. Una chiesa gremita di persone, quelle più intime e legate al dolore dei genitori della ragazza e dei familiari chiusi nel loro dolore, Viola è venuta a mancare alle 11 di venerdì 19 gennaio fra le mura domestiche. C’erano anche i fiori, legati in bouquet tra le mani di alcuni ragazzi e proprio vicino all’ingresso della chiesa spicca un palloncino rosso a forma di cuore per testimoniare l’amore di tutti quelli che sono lì per lei, in tanti tra gli oliveti in un rispettoso e assordante silenzio.
Solo alcuni mormorii per ricordarla fra lacrime di ragazzine sedute con le coetanee sull’erba. Davide racconta che conosceva Viola da anni e l’ha voluta definire, senza pensarci troppo: «Una ragazza veramente fantastica». «Ha avuto questo problema e speravo fosse sparito, lo speravamo tutti. -ha voluto commentare- Spero sia in un posto migliore, se lo merita. L’ho sentita l’ultima volta a Natale, ci siamo fatti gli auguri, poi le avevo chiesto cosa facesse in questi giorni, aveva letto ma non mi aveva risposto. Ora capisco il motivo».
Asia è stata la sua compagna in prima superiore, si erano perse di vista ma di lei ha conservato tanti bei ricordi: «Quando eravamo con altre ragazze a Marina di Massa, era il giorno di Carnevale, siamo andate a mangiare sushi e ci siamo divertite a lanciare i coriandoli, abbiamo delle foto scattate con la polaroid che teniamo in suo ricordo. Mi ha regalato un pupazzo e lo tengo ancora in casa con me. Avrei preferito non vederla più per il resto della mia vita, ma sapere che era ancora in vita».
«Quando andavano in bicicletta – ricorda ancora Davide – con altri amici per fare le gare di corsa, si rideva e si scherzava. È stato un trauma vederla venire a mancare così». «Aveva sempre il sorriso in faccia. -si è unita un’altra sua amica – Diceva questa battaglia, io la vinco e tutti noi pensiamo che sia stato così. Ci ha lasciato un bellissimo messaggio: mai arrendersi, mai mollare! ».
Don Giorgio Introvigne della chiesa della Madonna degli Oliveti dice che è dalla prima comunione che non vedeva più la ragazzina, ma nella sua omelia durante la funzione religiosa recita in relazione al mistero doloroso della morte di Viola: «Signore potrà questo dolore passare? Potrà Viola che la morte ha sottratto all’affetto dei suoi cari rivivere? Potranno i suoi cari riabbracciarla? »: Anche Don Leonardo Biancalani, della parrocchia Madonna del cavatore di San Luca, si è voluto unire sostenendo che la vicinanza di un pastore è fondamentale entrando in un’ottica di fede: «Teniamo presente che per la nostra religione dopo la morte c’è la vita eterna, ma risulta difficile per i genitori accettarlo al momento, bisogna usare delicatezza e tenerezza nelle parole».
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