Il Tirreno

Massa, in cento per dire «no al cemento». Il flash mob del comitato Ugo Pisa

Massa, in cento per dire «no al cemento». Il flash mob del comitato Ugo Pisa<br>

Nuova iniziativa di protesta del gruppo cittadino e di varie associazioni

3 MINUTI DI LETTURA





i Ivan Zambelli

Massa I lavori dentro la colonia Ugo Pisa stanno per partire, ma l’omonimo comitato non demorde. Chiedono la riqualificazione degli edifici storici, che il parco sia sicuro, pubblico e fruibile, che non ci sia tutto quel cemento come previsto. Nessuno nega la necessità di riqualificare la colonia; ma almeno che venga portato avanti il progetto del 2021, in parte cambiato. Altrimenti -teme il comitato- si rischia di perdere il finanziamento del Pnrr.

Per questo ieri un centinaio di persone hanno risposto all’appello del Comitato Ugo Pisa, che riunisce varie associazioni: comitato della biodiversità, Italia Nostra, Legambiente, Amici di Ronchi e Poveromo e Assiolo, Nuovi Paesaggi Urbani, Cai, Comitato alluvionati Ricortola, Casone, Bondano, Partaccia. Con loro alcuni consiglieri comunali del Partito Democratico, Polo Progressista e di Sinistra, Massa è un’altra cosa. Perché i presenti, ha detto Giuditta Sborgi del Comitato, non sono quelli del “no” ma del “sì”: «Vogliamo che il parco sia riaperto, che sia fruibile e pubblico. Vogliamo che venga portato avanti il progetto finanziato dall’Europa (Pinqua poi è diventato Pnrr, ndr). Quindi recuperando gli edifici, senza campi sportivi. Il nostro no è al cemento, al consumo di suolo». Ci sono piante malate nel parco, che vanno abbattute; «ma l’Ugo Pisa è chiuso da 2 anni, e in quel periodo si doveva intervenire. Noi allora siamo per il ripristino del progetto del 2021». Perché l'attuale, che prevede la demolizione anziché la ristrutturazione degli edifici con in più dei campi sportivi nella zona pineta, commentava Bruno Giampaoli di Italia Nostra, «è altamente distruttivo e non tiene conto delle caratteristiche culturali e architettoniche. L’Ugo Pisa nasce nel 1915 come colonia “elioterapica”, che aiutò a curare tanti ragazzi malati. Per questo noi faremo una convegno il 7 febbraio con l’ordine degli Architetti, perché la Soprintendenza non ha dato valore alla storia». Di questo ne è convinto anche Luigi Marzotto, degli Amici di Poveromo, ricordando anche lui la storia della colonia. Tanto che, ipotizzava Daniele Terzoni di Nuovi Paesaggi Urbani, «un progetto cambiato così dubito possa essere eseguito perché troppo stravolgente. C’è un eventuale secondo nulla osta dalla Soprintendenza, sul quale interverremo». Al flash mob c’erano alcuni consiglieri comunali di minoranza. Tra questi Ivo Zaccagna (Mac) che è anche presidente del comitato degli alluvionati: «Oggi siamo qua per sensibilizzare l’amministrazione comunale, perché in questo modo si annienta la storicità del posto. I turisti cercano la natura, non il cemento. L’Ugo Pisa deve tornare fruibile ma anche sicuro. La "sicurezza" è tema molto sentito qua in zona, e non è retorica; noi dobbiamo pensare che la sicurezza idraulica vada messa al primo punto, perché l’acqua il più delle volte va a finire nelle nostre case». Perché poi, faceva notare la consigliera Daniela Bennati (Polo Progressista) e molto attenta a questo tema, c’è da tenere in considerazione i cambiamenti climatici e un’unicità che rischia di scomparire.

«Anche io non sono per il “no”, ma per il "sì". Però mi piacerebbe che le cose venissero fatte secondo le regole e con lungimiranza». Infine Stefano Alberti (Pd), che non ha usato mezze parole: «Il progetto è osceno. Cancella i tratti storici, culturali ed architettonici dell’Ugo Pisa stravolgendone tutta la funzione. Sta avvenendo qui, come in altre zone». l



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa